giovedì 9 marzo 2023

 Si inasprisce la repressione contro dissidenti e attivisti

 

Nel corso del 2022 la Bielorussia ha inasprito la repressione delle voci di dissenso e della società civile, ha affermato Human Rights Watch nel suo World Report 2023. Le autorità bielorusse hanno perseguito difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati, politici dell’opposizione, rappresentanti sindacali, attivisti e manifestanti pacifici e hanno brutalmente represso le proteste contro la posizione della Russia nella guerra contro l'Ucraina.

Secondo il principale gruppo bielorusso per la difesa dei diritti umani, Viasna, entro il mese di novembre quasi 1.500 persone sono state perseguite per accuse di matrice politica. Sei attivisti di Viasna sono rimasti dietro le sbarre con false accuse penali, tra questi il leader dell'organizzazione e premio Nobel per la pace 2022, Ales Bialiatski.

Molti i casi di prigionieri politici sottoposti durante la detenzione a trattamenti degradanti, abusi fisici e ad altre forme di maltrattamento. «Nell'ultimo anno, le autorità bielorusse hanno attuato una repressione sistematica ed estesa della società civile e dei dissidenti, costringendo diversi attivisti civici, giornalisti e altri oppositori a lasciare il Paese», ha affermato Tanya Lokshina, direttrice del programma Europa e Asia Centrale di Human Rights Watch, che ha aggiunto: «Il Paese è diventato una zona di violenta repressione e di assoluta impunità per le violazioni dei diritti».

Ad aggravare la situazione, un emendamento al Codice penale recentemente approvato dall'Assemblea nazionale della Bielorussia, che estende la pena capitale ai "tentati atti di terrorismo". Un'azione che mette a rischio la vita di numerosi attivisti e prigionieri politici attualmente detenuti nelle carceri di Stato, e fa della Bielorussia l'ultimo paese in Europa e in Asia centrale ad applicare la pena di morte. [VB]

 

Confronti, febbraio 2023