La Madonna che piange parla una volta al mese
E l'assalto alla veggente agita il borgo sul lago
MARIS NOVELLS DE LUCA
La Repubblica 4/03/2023
La Madonna è stata puntuale, anche questo mese, ieri, tre marzo, così come avviene, ormai, da cinque anni. Per voce della signora Gisella Cardia, 53 anni, ex imprenditrice oggi diventata veggente, la Madonna di Trevignano, statuetta cui volto sarebbe bagnato di lacrime di sangue, ha mandato le sue parole alle centinaia di fedeli riuniti sull'altopiano con vista sul lago di Bracciano, diventato un nuovo santuario di fatto nella campagna romana.
Seicento, forse settecento persone, tra le quali una delegazione polacca, sotto un cielo tra sole e pioggia, si sono riunite per recitare il rosario in attesa di ascoltare il messaggio mensile di Maria. E Gisella Cardia, la cui vita, racconta, è stata «sconvolta dopo un viaggio a Medugorje nel 2016», perché la madonnina riportata da quel pellegrinaggio avrebbe poi per tre volte pianto con lacrime di sangue nel suo salotto, non ha deluso i fedeli nemmeno ieri, tre marzo. La Madonna di questo borgo lacustre si manifesta, infatti, soltanto il terzo giorno di ogni mese.
Mentre la folla pregava e un complesso cantava inni con melodie da piano bar, Gisella trascriveva su un quadernetto a fiori le parole che la Vergine, così lei afferma, le stava dettando. Proprio lì, in quel momento. Parole apocalittiche, come sempre, nonostante il clima bucolico di questo prato con una croce blu, nelle campagne di Trevignano Romano, terreno acquistato da Gisella Cardia e suo marito Gianni, «grazie alla donazione di un uomo che aveva ricevuto una grazia».
Ed è qui che a Gisella sarebbe apparsa la mamma di Gesù, «la prima volta avvenne a casa mia, ma la Madonna mi indicò poi questo luogo per disvelarsi ancora».
Un terreno di certo non economico, in un'area di parco vincolata, dal nome aulico "Campo di rose", ma si sa, chi ha ricevuto è, a volte, pronto a dare. In paese si mormora però che il primo terreno delle apparizioni — sempre indicato dalla Vergine — sarebbe stato uno spiazzo assai frequentato da gruppi di deltaplanisti che avrebbero seccamente declinato l'invito a trasferirsi altrove per lanciarsi nel vuoto. Così i disvelamenti si sarebbero misticamente spostati un po' più in là. «Il traffico è diventato soffocante» dicono Maurizio e Alfredo al bar enoteca sulla piazza di Trevignano. «Arrivano decine di pullman, anche duemila persone, la strada è stretta e piena di buche, le auto invadono tutto il parco, se continua così i turisti scapperanno da Trevignano».
Voci di paese, di chi teme il risvolto caotico della fede fai-da-te, il misticismo fanatico che la stessa Chiesa osteggia. Ma qui, al Campo di Rose, ci credono invece tutti mentre la Vergine Maria, per voce di Gisella, microfono e diretta su YouTube, intima ai pellegrini di «tornare alla fede», di «non farsi tentare da Satana», «ci sarà un'altra grande guerra, ma la nostra arma è la preghiera». In ginocchio qualcuno piange, una mamma accarezza il suo bambino disabile in carrozzina, c'è chi, come Roberta, confessa «Gisella è stata la mia speranza dopo una grave malattia». Qualcosa sta dunque accadendo in questo borgo lungolago la cui vita è stata rivoluzionata dall'arrivo di pellegrini da tutta Europa, attratti dal mistero della statuetta che sanguina, custodita in casa della coppia. E poi dalle visioni di Gisella. «Mia moglie faceva l'imprenditrice — dice Gianni, il marito ingegnere — oggi lavora per il cielo». Una tale affluenza di folla da aver causato non pochi problemi di ordine pubblico, nel silenzio, cautissimo, della Curia che si sarebbe limitata a fare un raffronto tra il Dna del sangue della statuetta e il Dna di Gisella e Gianni Cardia. «Sappiamo soltanto che è sangue umano», spiega Gianni.
«Vi prego scrivete la verità su di noi, su di me. Non ho cercato questa grazia mi è arrivata». Gisella si apre e racconta di sè. «Eravamo una coppia normalissima, sposati da 13 anni, da Roma ci siamo trasferiti qui in cerca di tranquillità. Aspettavo due gemelli, li ho perduti, un grande dolore. La madonnina è un ricordo di Medugorje, per tre volte ha pianto sangue in casa nostra». Gisella, capelli biondi, jeans e piumino, rivela poi che ad ogni quaresima sulle sue mani e sui suoi piedi appaiono dolorose stimmate. Fino alle apparizioni della Madonna che le detta messaggi per l'umanità.
«Ho lasciato tutto, la mia carriera, la mia vita di prima. Ricevo chi ha bisogno di un consiglio della Vergine e mi dedico alla nostra onlus». Già perché dopo le apparizioni le donazioni si sono fatte consistenti, ma Gisella assicura che ogni euro verrà destinato ai bisognosi. «Apriremo un centro per bambini malati». Una corsa al miracolo che ricorda la famosa madonnina di Civitavecchia. Era il 1995 e Jessica Gregori, 5 anni, affermò di aver visto sul volto della statuetta di Medugorje che avevano in casa lacrime di sangue. Seguirono folle oceaniche poi l'oblio. Accade nei santuari di fatto, la Chiesa tace, i pellegrini cambiano destinazione. Per adesso la Madonna di Trevignano attira gruppi sempre più folti. Potrebbe durare. La voglia di miracoli è forte nei tempi bui.