venerdì 17 marzo 2023

 L’area dello stabilimento Turck verso nuovi vani

 

Alcune associazioni (ri)lanciano l’allarme dopo alcuni interventi di manutenzione

 

Nelle scorse settimane le proprietà della grande area compresa tra il Lemina e il Moirano (su quest'ultimo si affaccia, lungo il corso Piave, l'edificio dello stabilimento Turck) hanno provveduto a una pulizia complessiva delle superfici non occupate dagli ex edifici industriali. Da più parti quest'azione è stata interpretata come propedeutica alla firma della Convenzione tra l'Amministrazione Comunale e le proprietà private, al fine di dare attuazione alle previsioni urbanistiche previste nel Piano Esecutivo Convenzionato (PEC). La condizione posta da tempo, da parte della città di Pinerolo, per la firma della convenzione è la definizione formale di un atto di coordinamento tra le proprietà stesse, consorzio o altra forma giuridica, al fine di avere un unico interlocutore privato con il quale confrontarsi.

   «Se è così – denuncia il coordinamento di associazioni che da tempo lavorano su tematiche legate al territorio di Pinerolo - assisteremo, forse già entro quest'anno, all’apertura di un grande cantiere, il più grande negli ultimi decenni di storia recente di Pinerolo, che consegnerà alla città un nuovo quartiere, che prevede la costruzione di più di 900 nuovi vani, con alcune case alte" di nove piani fuori terra.

   Questo intervento si inserisce in una situazione tuttora di crisi del mercato immobiliare pinerolese, caratterizzato da svariate centinaia di alloggi vuoti (invenduti e non utilizzati) e rischia di portare a un'ulteriore svalutazione dei valori immobiliari del patrimonio edilizio e residenziale esistente, che costituisce il risultato concreto dei risparmi di una vita di migliaia di famiglie pinerolesi».

   Analizzano le associazioni: «Chi ci guadagnerà da questa grande operazione immobiliare? Alcuni, pochi, tra i soliti e più noti costruttori di Pinerolo.

   Chi ci perderà da questa iniziativa? La Comunità di Pinerolo nel suo insieme. Per quali motivi? Oltre al rischio, già richiamato, di svalutazione dei valori immobiliari del patrimonio edilizio residenziale esistente sarà sostanzialmente distrutta la testimonianza più significativa di archeologia industriale del Pinerolese, con l'abbattimento di gran parte dell'ex stabilimento Turck. É prevista infatti la sola conservazione della percezione volumetrica e dei caratteri identificativi del tipo edilizio originario del cosiddetto Follone ovvero della parte arsa dal fuoco dieci anni or sono nel 2013. Sarà fortemente compromessa la viabilità dell'intero asse di corso Piave e vie limitrofe, dove andranno inevitabilmente a concentrarsi i flussi di traffico aggiuntivi correlati ai nuovi residenti dei più di 900 nuovi vani. Questo in quanto l'apertura di un ponte sul torrente Lemina, con il collegamento della viabilità interna del nuovo quartiere con la via Toscanini, rimane al momento un'ipotesi progettuale, senza alcuna certezza di una sua realizzazione». Le associazioni chiedono di fermare il procedimento in corso dello Strumento Urbanistico Esecutivo (S.U.E) e di ripensare le caratteristiche dell'intervento, nel rispetto dell'iniziativa privata conservando l'intera struttura dell'ex merlettificio Turck, riducendo le capacità edificatorie, riducendo l'altezza degli edifici, rendendola così coerente con le altezze medie degli edifici residenziali esistenti, allontanando le nuove costruzioni dai plessi scolastici di via Serafino, prevedendo l'inserimento di una quota di edilizia residenziale pubblica, per le fasce di popolazione altrimenti in difficoltà economica nell'accesso alla casa.

 

Riforma, 10 marzo 2023