domenica 26 marzo 2023

QUANDO I GAY INTERIORIZZANO LA LORO CONDANNA

 "Naturalmente, quel che è grave riguardo a quelle menzogne non è solo il fatto che ci vengono dette, ma che noi ci crediamo e le ripetiamo a noi stessi, nel profondo del nostro essere, e agli altri. Ci trasformiamo in quei colpevoli astanti che assistono a un linciaggio nel parco giochi senza dire nulla, diventiamo quei genitori, quegli insegnanti, quel clero, quei datori di lavoro, e ci ritroviamo a riprodurre la menzogna per poter sopravvivere.

Di tutte le menzogne, nessuna è più terribile e più devastante per il nostro essere di quella secondo la quale non siamo in grado di amare. Quella che afferma che il nostro amore è malato, perverso e può solo portare danno e degrado a coloro verso i quali vorremmo aprirci.

La menzogna è sempre raccontata riferendosi ad un misterioso "loro", ma immancabilmente noi la leggiamo come rivolta ad un "te" e la interiorizziamo come un "io".

Di se stesso questo "io" sa di essere promiscuo, incapace di stabilità emotiva, menomato dal punto di vista dell'impegno, inadatto a prendersi la responsabilità del bene di un'altra persona, insomma, uno a cui è proibita l'incarnazione.

 Colui che al quale viene impedita l'incarnazione è condannato allo stile di vita di un demone.

Questa è una delle forze più potenti nella costruzione gerasena dell'indemoniato gay, a cui così tanti di noi hanno creduto".

 

James Allison, Fede oltre il risentimento,Coscienza cattolica e coscienza gay: risorse per il dibattito. 2007, Edito da Transeuropa, pag.80