Se la destra gioca sporco
DI FURIO COLOMBO
La Repubblica 17/3
La strage di Cutro e quel numero così alto di morti bambini ci hanno fatto capire molte cose.
La prima è che puoi benissimo fermare la Guardia
Costiera con le sue navi inaffondabili. Ecco qua, lo hanno fatto, ma se
dici la tua indignazione ti rispondono che offendi i soldati italiani
che hanno salvato così tante persone in pericolo.
Se dici la tua
vergogna, ti rispondono che è il solito pianto di sinistra che non si dà
pace che la destra si stia godendo una simile vittoria.
Se li accusi
del delitto di non avere dato ordini di salvataggio, mentre c’erano i
mezzi per farlo e la gente moriva, la risposta è di parlare d’altro, e
di cantare tutti insieme da destra per la festa di un amico di destra
una canzone sbagliata (parla di una ragazza buttata in acqua) e poco
importa se le bare delle bambine di Cutro non hanno avuto neanche un
saluto dal governo italiano che le ha lasciate morire.
Ma la strage di
migranti sulle coste libiche appena avvenuta ci dà le notizie che ci
mancavano perché sempre negate, persino da certi giudici.
Nel disastro
libico noi intravediamo, finalmente con una certa chiarezza l’immagine
del mercante di esseri umani condannati dal Papa.
Pensate che, per depistarci a dovere avevano persino detto (questa stessa gente che adesso governa da destra) che scafisti e mercanti di esseri umani erano organizzati e mandati da Soros, finanziere ungherese, fondatore di una grande università libera, prontamente cacciato dall’amico fraterno di Giorgia Meloni, il sovranista Orbán e - perché ebreo, continuamente accusato di commercio di esseri umani, le stesse accuse di Goebbels.
Ora che una nave carica di migranti in cerca di salvezza affonda davanti alla Libia, ma la Libia dice di non avere navi per salvarli, sarebbe interessante estrarre subito la lista di tutte le visite di delegazioni italiane che, fin dai tempi di Gheddafi, portavano navi e armi alla Libia.
Pensate che, per depistarci a dovere avevano persino detto (questa stessa gente che adesso governa da destra) che scafisti e mercanti di esseri umani erano organizzati e mandati da Soros, finanziere ungherese, fondatore di una grande università libera, prontamente cacciato dall’amico fraterno di Giorgia Meloni, il sovranista Orbán e - perché ebreo, continuamente accusato di commercio di esseri umani, le stesse accuse di Goebbels.
Ora che una nave carica di migranti in cerca di salvezza affonda davanti alla Libia, ma la Libia dice di non avere navi per salvarli, sarebbe interessante estrarre subito la lista di tutte le visite di delegazioni italiane che, fin dai tempi di Gheddafi, portavano navi e armi alla Libia.
La strategia, allora, era uccidere o imprigionare nei famosi,
paurosi lager quanti più migranti fosse possibile, catturare per far
contenta l’Italia che aveva pagato e a cui avevano predetto una
invasione di profughi.
Ma adesso governa la destra e adesso la strategia
è che i mercanti di esseri umani mettano in scena l’invasione che
avviene davvero, in modo da giustificare la repressione selvaggia. Non
sono le stesse persone che avevano parlato di blocco navale? Non sono
gli stessi delle frontiere inviolabili e della nazione che non tollera
di mischiarsi con “razze” diverse? Come, a spese di chi e con i soldi di
chi dovrebbe essere realizzato il progetto “pericolo straniero”che,
oltretutto coincide perfettamente con le ossessioni fasciste?
Torna utile ricordare una data molto importante e molto recente: il 28 gennaio 2023, ovvero sei settimane prima dell’affondamento della barca di profughi di fronte alle coste libiche. I due governi libici, uno Onu e uno ribelle, hanno ricevuto, il 28 gennaio, navi guardiacoste e armi anche in quella occasione: non può andare in Libia un presidente del Consiglio italiano portatore del nuovo mondo e di alcuni ministri chiave come il ministro degli Interni Piantedosi, il ministro degli Esteri Tajani senza un adeguato carico di doni. Questi due ultimi gravissimi incidenti (Cutro e Libia, causati forse anche dalla accelerazione mal gestita del progetto “invasione dell’Italia”) serviranno a chiarire che tra “scafista” o esecutore materiale di un trasporto di persone e un “trafficante di esseri umani” c’è un abisso di potere e di ricchezza.
Torna utile ricordare una data molto importante e molto recente: il 28 gennaio 2023, ovvero sei settimane prima dell’affondamento della barca di profughi di fronte alle coste libiche. I due governi libici, uno Onu e uno ribelle, hanno ricevuto, il 28 gennaio, navi guardiacoste e armi anche in quella occasione: non può andare in Libia un presidente del Consiglio italiano portatore del nuovo mondo e di alcuni ministri chiave come il ministro degli Interni Piantedosi, il ministro degli Esteri Tajani senza un adeguato carico di doni. Questi due ultimi gravissimi incidenti (Cutro e Libia, causati forse anche dalla accelerazione mal gestita del progetto “invasione dell’Italia”) serviranno a chiarire che tra “scafista” o esecutore materiale di un trasporto di persone e un “trafficante di esseri umani” c’è un abisso di potere e di ricchezza.
Ma
potrebbero anche spiegare perché strane storie sono state buttate alla
credulità o alla paura dei cittadini, raccontando che si stava tentando
la sostituzione della razza bianca con la razza nera in modo da
rovesciare l’egemonia bianca e cristiana (vedi grido Meloni) del mondo,
da sostituire con quella islamica fingendo di non sapere quante etnie
diverse formano il popolo islamico quello cristiano.
Però ricomponete i pezzi: tonnellate di notizie false fin dai primi avvistamenti di barche di migranti, fin da quando erano troppo pochi per creare allarme. Impegno quasi immediato a impedire un fenomeno noto e sempre accaduto nella storia. Scarico di superstizioni e leggende sia sugli arrivi sia su chi dava una mano per evitare i pericoli del mare sia verso coloro che cercavano accoglienza e mitezza. La furibonda, cattiva campagna contro le barche che salvavano e traghettavano, senza alcun costo pubblico, per puro volontariato, il passaggio in mare. Se ci pensate, a parte il razzismo e il fascismo, non c’è mai stata lotta al volontariato e una così intensa carica di accuse, tutte inventate e mai provate, contro le Ong, diventate simbolo di violazione della legge.
Però ricomponete i pezzi: tonnellate di notizie false fin dai primi avvistamenti di barche di migranti, fin da quando erano troppo pochi per creare allarme. Impegno quasi immediato a impedire un fenomeno noto e sempre accaduto nella storia. Scarico di superstizioni e leggende sia sugli arrivi sia su chi dava una mano per evitare i pericoli del mare sia verso coloro che cercavano accoglienza e mitezza. La furibonda, cattiva campagna contro le barche che salvavano e traghettavano, senza alcun costo pubblico, per puro volontariato, il passaggio in mare. Se ci pensate, a parte il razzismo e il fascismo, non c’è mai stata lotta al volontariato e una così intensa carica di accuse, tutte inventate e mai provate, contro le Ong, diventate simbolo di violazione della legge.
È possibile
che tutto ciò sia, come certe tempeste, l’aggregazione infelice di
circostanze pericolose e anche mortali? O c’è in questa montagna di
informazioni false, cattive, pericolose, il disvelarsi del che cosa c’è
dietro, dove si annidano i mercanti di esseri umani, pezzi di potere
istituzionali e pezzi di malavita?