"Serve una legge sul riconoscimento"
Claudia Luise
Torino, città dei diritti. Un laboratorio da cui partire per lanciare un messaggio chiaro al Parlamento: «Serve una legge sul riconoscimento dei figli delle coppie omogenitoriali e sul matrimonio egualitario con il conseguente accesso alle adozioni, così come previsto per le coppie eterosessuali». L'appuntamento «Le città per i diritti» voluto dal sindaco del capoluogo piemontese, Stefano Lo Russo, è per venerdì, quando tutti i primi cittadini d'Italia sono stati invitati al Teatro Carignano, alle 10,30, per affrontare questi temi e chiedere una mobilitazione forte, che spinga Roma a «modificare l'assetto normativo attuale». Un appello a cui hanno già aderito i sindaci di Roma, Milano, Napoli, Bologna, Firenze e Bari, firmando nei giorni scorsi una dichiarazione congiunta sul tema. «È iniquo che un cittadino italiano abbia meno diritti dei bambini di altri Paesi dell'Unione Europea. L'elemento di partenza della nostra riflessione è stato quello dell'eguaglianza dei diritti per tutti gli europei. L'obiettivo è uscire da un dibattito che rischia di essere sterile a livello nazionale e porre la questione del rispetto dei diritti come garanzia e come base di comune appartenenza all'Ue», spiega Lo Russo. Nell'attesa di una legge, spiega ancora, «noi sindaci ribadiamo la volontà di agire collettivamente nell'esclusivo interesse dei minori, procedendo alla trascrizione integrale dei certificati di nascita costituiti all'estero con due mamme, non riconducibili a una gestazione per altri, chiaramente esclusa dalla legge. Su questo punto riteniamo, infatti, che l'indirizzo della giurisprudenza sia già molto chiaro in Italia e in Europa». La volontà è «trovare una convergenza larga», escludendo temi più divisivi come la maternità surrogata.
E mentre si avvicina il giorno scelto per il dibattito, che affronterà anche questioni giuridiche coinvolgendo esperti del tema, la Regione Piemonte ha patrocinato e voluto ieri un incontro di segno diametralmente opposto, a cui hanno partecipato come relatore l'assessore alle Politiche sociali, Maurizio Marrone, e Salvatore Vitiello, professore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore Milano-Piacenza. Ma l'ospite principale è stato il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede. «L'utero in affitto è una nuova forma di schiavitù e una nuova forma di colonialismo perché si sfrutta la situazione difficile delle donne in alcuni Paesi solo per il proprio profitto», ha detto, soffermandosi poi anche «sull'ideologia gender tanto pericolosa come lo stalinismo e l'hitlerismo». Totale chiusura pure sul tema delle adozioni: «Ogni bambino ha il diritto fondamentale di vivere con la mamma e il papà che lo hanno generato, nessuno può prendersi un bambino che non è il suo».
La Stampa, 8 maggio