venerdì 23 giugno 2023

"Dalla pm scelta sbagliata una legge ancora non c'è"

GIUSEPPE SALVAGGIULO

 

«Di male in peggio: ancora nessuna tutela per i diritti dei minori», dice Martina Flamini, giudice della Cassazione dopo dieci anni al tribunale di Milano nella sezione sui diritti fondamentali della persona.

Che cosa pensa dell'iniziativa della Procura di Padova?

«Non spetta a me alcun sindacato. Mi limito a osservare che la richiesta di rettifica degli atti di nascita sembrerebbe fondata su un divieto di legge e sulla giurisprudenza della Cassazione e della Corte costituzionale. Una posizione imprecisa».

In che senso?

«L'assenza di una legge sui diritti dei minori nati da tecniche di sostituzione di maternità è proprio il punto decisivo, sottolineato sia dalla Cassazione sia dalla Corte Costituzionale. Non risulta, pertanto, alcun divieto di legge a tutelare i diritti dei minori».

Neanche in caso di maternità surrogata?

«Nella recente pronuncia la Cassazione ha ribadito la centralità dei diritti dei minori e, con un significativo passo in avanti, sottolineato che non possono mai, neanche in caso di gestazione per altri, ritenersi "affievoliti"».

Che valutazione andava fatta, da parte della Procura?

«Nel caso concreto, se la richiesta di rettifica dell'indicazione del cognome del genitore intenzionale viola il diritto alla vita privata e familiare del minore».

Come valutarlo?

«In particolare dal tempo trascorso dalla nascita. Nell'unico provvedimento esaminato, invece, ci si è limitati a sottolineare che, vista la tenera età del minore, tale intervento non avrebbe provocato alcun danno alla sua "vita sociale". Punto sul quale, peraltro, dissento».

Perché conta il tempo trascorso dalla nascita?

«Incide in modo determinante sul pregiudizio all'identità personale. Nel provvedimento esaminato si tratta di una minore nata nel 2017. Per i primi sei anni di vita è cresciuta confidando in una relazione familiare costruita con due mamme. Tale relazione ha inciso anche sulla sua identità personale. Ritenere che l'eliminazione del cognome del genitore intenzionale non provochi danni alla sua identità personale e alla sua vita familiare mi sembra semplicistico».

La genitorialità c'entra con l'identità personale?

«Se le dicessi che uno dei suoi genitori non è, per la legge, più tale e che lei, quindi, formalmente non è più suo figlio, lei come si sentirebbe? Ecco, immagini le ripercussioni sulla vita di un bambino. Più tempo passa e più i danni aumentano, fino a diventare irreparabili».

L'intervento della Procura era dovuto?

«Come detto non trovo il fondamento normativo dell'iniziativa, posto che continua a mancare una legge sul punto».

Il Parlamento fa le leggi, la magistratura le applica.

«La magistratura è la prima ad invocare la necessità di una legge. Lo ha chiesto la Corte costituzionale nel 2021 e lo ha sottolineato la Suprema Corte nel 2022. Ma il punto è proprio l'assenza di tale legge».

La maternità surrogata è reato.

«Un reato in evidente sospetto di incostituzionalità per indeterminatezza».

Forse diventerà reato universale.

«Confido in un intervento normativo, sicuramente attento ai diritti dei minori, sulla cui legittimità, in caso di futuri sospetti, dovrà pronunciarsi solo la Corte Costituzionale. Che da tempo ci ricorda – anche in tema di diritti dei figli incestuosi – come le colpe dei "padri" non possano ricadere sui figli».

Ma anche la Consulta si è già pronunciata, tanto che il Viminale se ne fa scudo.

«La Corte Costituzionale ha detto qualcosa di molto preciso: si può non trascrivere un atto di nascita se l'ordinamento garantisce un rimedio idoneo».

L'adozione in casi particolari.

«Sull'idoneità dell'adozione in casi particolari, istituto nato per tutt'altre finalità, occorre considerare gli elementi indicati dalla Corte di Strasburgo: la celerità e l'adeguatezza. La Corte aveva ritenuto adeguato un procedimento che, in poco più di 4 mesi, assicurasse una decisione sui diritti del minore. In Italia, anche nei tribunali più efficienti, servono quasi due anni».

I sindaci che trascrivono sono fuorilegge?

«Non commettono alcun illecito. Non si può imputare loro la violazione di una legge che non c'è. Nel bilanciamento degli interessi, ritengono prevalente il diritto del bambino a essere sé stesso e a essere riconosciuto come tale. Un diritto fondamentale della persona».

Che cosa succederà a Padova?

«Credo che possano immaginarsi ricorsi volti anche a tutelare eventuali possibili pregiudizi mediati ai minori. Se, ad esempio, il genitore biologico muore o si ammala gravemente e quello intenzionale non risulta dall'atto di nascita, chi potrà tutelare legalmente il minore?».

Altre Procure seguiranno?

«Non credo. Su queste materie ci vuole competenza e attenzione. Temo invece situazioni a macchia di leopardo. Se vivi a Roma hai due madri, a Padova no. Inaccettabile».

E se il Parlamento non legifera? Giustizia creativa?

«I giudici sono i primi a non voler creare diritto. Ma il maestro Niccolò Lipari ricorda che quando cambiano le relazioni sociali è il giurista che si adatta alla realtà, non il contrario. Fino a che non vi sarà una legge, bisognerà interpretare i principi, costituzionali e sovranazionali, per garantire il diritto dei minori».

 

La Stampa, 21 giugno


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