domenica 25 giugno 2023

RIDEVANO E PICCHIAVANO ,MENTRE UCCIDEVANO

 Ridevano e picchiavano. Così è morto il clochard

Lo hanno ucciso per gioco. Picchiato con crudeltà e senza alcun motivo. Con l'unico scopo di riprendersi mentre lo aggredivano e pubblicare sui social quella che consideravano una bravata che, invece è costata la vita a un clochard di 44 anni.

In tre video comparsi ieri su facebook si sentono anche quelli che potrebbero essere le ultime parole di Friederick Akvasi Adofo, il senza fissa dimora morto a Pomigliano D'Arco in provincia di Napoli, ammazzato a pugni e calci.

 Un omicidio barbaro di cui sono accusati due sedicenni arrestati dai carabinieri. Nei video registrati con un telefonino si vedono due giovani che si riprendono a vicenda mentre infieriscono sull'uomo.

 Potrebbero essere quelle dell'omicidio ma sono in corso verifiche. "Come ti chiami?" gli chiedono tra le risate filmando ogni istante della scena. Il povero Friederick ,in un visibile stato di difficoltà, risponde: "Sono bravo" poi, dopo un beffardo "my friend" dagli aggressori parte un pugno che scaraventa l'uomo a terra.Le riprese si interrompono mentre i pestaggio prosegue a calci.

Ma i due aguzzini continuano a registrare con il chiaro obiettivo di diffondere" l'impresa" su chat e social. In un altro video i ragazzi offrono in segno di amicizia il cinque allo straniero che è steso a terra inerme a fumare una sigaretta. Risponde "grazie", ma è una trappola vigliacca perché diventa bersaglio di una sfuriata di calci.

La procura ha acquisito i nuovi link comparsi su un profilo da facebook probabile che gli aggressori gli avessero già fatti girare in alcune chat forse mentre Frederick agonizzava su quel marciapiede.

Per questa morte assurda il Gip del tribunale dei minori ha disposto la custodia in un istituto penale per i due giovani accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà.

"Lo abbiamo aggredito, ma abbiamo reagito a una provocazione, non volevamo ucciderlo" hanno provato a giustificarsi i due sedicenni difesi dagli avvocati Edoardo Izzo e Umberto De Filippo. Ma a smentire la versione degli indagati proprio alcuni video.

 

Antonio Di Costanzo - da Repubblica 25/06