ESSERE SEMPLICI Eucarestia dell'11 luglio 2023
SALUTO ALL'ASSEMBLEA
Fratelli e sorelle,
riceviamo dalla mano di Dio questa giornata di riposo. Incontriamoci con semplicità in questa Eucarestia che ci unisce e poi andiamo nelle vie del mondo, al nostro lavoro, custodendo nel nostro cuore la promessa di Dio.
Accogliamo il dono del senso della vita che ci viene dal Signore. Ricordiamoci di Dio nei nostri giorni. Non disperdiamoci nelle sciocchezze, nelle stupidità, nelle cose vane. Amen.
Restiamo un momento in silenzio per prepararci all'ascolto delle letture bibliche
Lettura Salmo 131
1- Orgoglio non gonfia il mio cuore
superbia non turba il mio sguardo
non vado in cerca di gloria,
di grandi imprese, Signore
2- Tranquillo e sereno mi sento
Un bimbo in braccio a sua madre,
un bimbo svezzato è il mio cuore.
Letture bibliche
MARCO 9,33-37
Intanto arrivarono a Cafarnao. Quando Gesù fu in casa, domandò ai discepoli." Di che cosa stavate discutendo pere strada? Ma essi non rispondevano. Per strada infatti avevano avuto una discussione per sapere chi di loro era il più importante.
Allora Gesù sedutosi, chiamò i 12 e disse loiro: Se uno vuol essere il primo, deve essere l ultimo di tutti e il servitore di tutti.
Poi prese un bambino e lo portò in mezzo a loro, lo tenne in braccio e disse: " Chi accoglie uno di questi bambini per amor mio accoglie me. E chi accoglie me accoglie anche il Padre che mi ha mandato".
Alcune persone portavano i loro bambini a Gesù e volevano farglieli toccare, ma i discepoli li sgridavano. Allora Gesù chiamò vicino a sé i bambini e disse ai suoi discepoli: " Lasciate che i bambini vengano a me, non impediteglielo, perché Dio dà il suo regno a quelli che sono come loro. Io vi assicuro: chi non l accoglie come farebbe un bambino non vi entrerà"
RIFLESSIONE
Ho proposto questo tema con Manuela per l' Eucarestia di oggi perché, in tanti anni di ricerca e cammino di fede, mi sono convinta che il cuore del messaggio di Gesù è l, invito alla semplicità che, all' opposto di un suo significato diffuso: semplicità equivale a pochezza, ingenuità, banalità ed è l opposto di profondità, complessità e altro, è un invito all'essenziale, ad una genuina schiettezza dell'essere e anche ad una più limpida e vera visione delle cose.
Gesù non solo si è posto sempre dalla parte dei semplici (forse i puri di cuore e i poveri in spirito delle beatitudini), gli ultimi i non considerati, rivolgendo loro la sua amorevole attenzione e predilezione, ma ha scelto di indicarci con semplicità, la strada dell'amore verso il Padre e i fratelli. Gesù da uomo profondamente libero, ha scelto di essere semplice, diretto, di non cedere a compromessi e giocare la sua vita fino in fondo.
Semplicità della vita, semplicità della fede, un impegno perché, a differenza della convinzione che essere semplici significhi essere fuori dai giochi, essere destinati a perdere, semplici si diventa, anche crescendo nella fede che obbliga a scelte di vita, ad un modo di vivere le relazioni fortemente in contrasto con quello che la nostra società dell'apparire e dei facili successi, della superficialità e delle tante ipocrisie richiede, offre, ed ottiene anche purtroppo grazie ad un uso sconsiderato dei media.
Diventare semplici è un impegno a cambiare rotta, a ridurre, a liberarsi e recuperare leggerezza, concretezza, disponibilità e aggiungo come mia convinzione personale, la sapienza profonda che dovrebbe caratterizzarci come seguaci della via di Gesù.
Abbiamo scelto due testi molto conosciuti che ci hanno aiutato a fare emergere dalle parole di Gesù, gli elementi che ho presentato nella mia riflessione. Gesù sceglie un bambino, nel testo di Marco, per far riflettere i discepoli poco consapevoli e affamati di importanza. Che cos'è davvero importante? Accogliere chi è come un bambino, metterlo al centro, perché è piccolo, anche l'ultimo e al tempo di Gesù i bambini erano per nulla considerati e forse oggi troppo e mal considerati. Il bambino è il piccolo dell'uomo e come tale va accolto, difeso, aiutato a crescere e noi come adulti, dobbiamo tornare a essere come loro, capaci di accettare i nostri limiti, la nostra fragilità, a guardare la vita e la realtà con occhi limpidi.
Nel testo di Luca ripreso anche da Matteo e Marco, Gesù rimprovera sempre i discepoli che non percepiscono la particolarità dei bambini che non guardano a gerarchie, che si avvicinano senza timore, sembra che i discepoli come accade anche a noi, non abbiano compreso del tutto il messaggio rivoluzionario di Gesù che Dio dà il suo Regno a chi è come loro
I piccoli, non i bambini in quanto tali, chi sa diventare piccolo o chi è già piccolo perché ai margini, perché non possiede sapere come presunzione o bagaglio per affermarsi, riceveranno il Regno e sappiamo che il Regno riguarda il futuro, ma non l' al di là, perché faticosamente va costruito con le nostre mani e il sostegno di Dio, sappiamo anche che il Regno non è di questo mondo nel senso che è alternativo a questo mondo e allora non ci resta che imparare dai bambini a leggere la realtà con i loro occhi.
Vorrei chiudere questa riflessione con un piccolo apologo che ci aiuta a capire un altro aspetto della necessità di "ritornare come bambini" e della spesso ottusa incapacità degli adulti, di vedere oltre.
" In prima elementare la maestra disse: " disegnate una bella casetta, la casetta dei vostri sogni". Eravamo in 27. Io pensai: "povera maestra, alla fine avrà 27 casette, io faccio un gattino". Quando consegnai il foglio la maestra mi guardò attonita:" Ma…ma tu capisci quando parlo?". Non seppi spiegarle che era un dono, scelsi di sembrare deficiente. La mia intenzione non mi faceva tremare il cuore, solo avevo vergogna per le parole che non uscivano e vergogna per lei che non aveva altri occhi che quelli dietro agli occhiali, che vedono solo i risultati". Chandra Candiani. Questo immenso non sapere, Einaudi
INTERVENTI LIBERI
G. O Dio, Dio innamorato del creato che vive di Te: nelle vie del mondo facci compagnia ogni giorno, perché siano più gioiosi i giorni e i giochi dei bimbi e delle bimbe, più veri e teneri gli amori degli uomini e delle donne, più leggere le pene, le malattie e le sofferenze, più coraggiose ed efficaci le opere di solidarietà.
1. TU Dio buono, che noi chiamiamo l'Eterno, ricevi la nostra lode e la nostra benedizione
per i lunghi anni in cui hai accompagnato nel cammino d'amore ciascuna e ciascuno di noi.
2. Tu sai essere insieme sole e rugiada, Tu sai rallegrare i nostri passi di danza,
Tu sai raccogliere la gioia e il pianto. Facci gustare la Tua continua presenza.
SILENZIO
MEMORIA DELLA CENA
G. Eccoci ora alla memoria di quel pasto che Gesù condivise con i suoi discepoli.
Egli, dopo aver alzato gli occhi a Te, Dio dal quale proviene ogni dono, sciolse il suo cuore in parole di lode al Tuo nome e Ti glorificò. Le sue mani divisero il pane tra quegli uomini e quelle donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea. "Prendete – disse – e mangiatene tutti. Questa è tutta la mia vita: dare gloria a Dio e condividere ogni bene che Egli ci ha dato. Se farete questo, allora davvero vi ricorderete di me, porterete la memoria di me nel mondo". Poi prese la coppa del vino e di nuovo alzò gli occhi e il cuore in un inno di lode a Te, o Dio suo, e disse: "La mia vita è stata messa a disposizione fino al sangue, senza tirarmi indietro. Fate anche voi così: siate disponibili a condividere. Il ricordo di me vi spinga alla disponibilità".
P. PREGHIERA DI CONDIVISIONE
CONDIVISIONE DEL PANE
PREGHIERE PERSONALI
PADRE NOSTRO
PREGHIERA FINALE
Signore , apri i nostri occhi
affinchè abbiamo il tuo sguardo,
non solo per fotografare ciò che esiste,
ma per scoprire ciò che è possibile,
non solo per guardare
ma mettere in movimento,
non solo per seguire gli avvenimenti
ma per vederli arrivare.
Signore insegnaci ad amare il cielo
purchè ci rimanga la terra
E insegnaci a guardarli insieme.
Jo Zudwig
Impegnamoci e chiediamo di rimanere semplici e diventarlo, nel profondo saremo felici.
Per la Comunità cristiana di base di Via Città di Gap, Pinerolo,
Anna Campora - 11/07/2023