Non sto allertando da qualche pornografia o da qualche eresia. Noi abbiamo in Italia una specialità che in pubblico e in privato dà lezioni pornografiche: Sgarbi.
No, parlo di ben altro, di una di quelle serie di libri di teologia o di spiritualità che si presentano come vero rinnovamento della fede e, invece, sono il vecchio "pastaio" cattolico riscaldato di belle parole.
Due esempi di questo "inganno" certamente costruiti in buona fede, sono "Chiesa dove sei?" (Gabrielli Ed. Salvoldi-Rocca) e tutte le opere di Luigi Maria Epicoco.
Certo, ogni libro ha qualche spunto felice, ma nei sopracitati testi, il tutto resta avvolto in quel "pacchetto" teologico e dogmatico che ben conosciamo dai tempi del catechismo, sia pure un po' ritoccato e riverniciato.
Così molta è la letteratura che fiorisce in campo cattolico circa la imminente celebrazione del sinodo, ma si resta lungi dall'affrontare i veri nodi della sinodalità.
Questo è il problema: si scrivono titoli e argomenti, libri di spiritualità piacevolmente leggibili, ma tutto resta fermo alla dottrina ufficiale con alcuni ritocchi di modernizzazione: ottimi scrittori di teologia che hanno adottato un manto moderno per coprire la loro ortodossia, che, in tal modo viene presentata come una vera novità.
Se esci un po' dalle righe (vedi Bressanone), sei già pericoloso.
La chiesa della paura o la chiesa delle verniciature e dei ritocchi non può essere la chiesa della "imprudenza evangelica" che ci mette sulla strada di Gesù di Nazareth.
Franco Barbero