Cari Graziella e Silvano,
mi è impossibile dimenticarvi anche se a 84 anni la memoria si affievolisce. I pochi incontri avuti con voi mi stanno tutti nel cuore.
Che "rassegna "di opere avete fatto! Dio vi ha dato forza, fantasia e amore e voi ce l'avete messa tutta per far fiorire tanti progetti.
Mi piacerebbe assai avere più informazioni su "LE C.A.S.E.".
Io continuo il mio piccolo lavoro anche se un gravissimo incidente (a marzo) ha rischiato di togliermi la vita: sono stato investito mentre attraversavo correttamente sulle strisce.
Da 34 anni vivo con Fiorentina e questo ha aiutato di molto il mio ministero che vivo con grande gioia pur vicino agli 85.
Vi auguro davvero ogni bene e tanta forza per le vostre imprese che davvero esprimono umanità e Vangelo.
Un abbraccio a voi due da me e da Fiore
Caro franco,
non ti meravigli il fatto che dopo tanti anni di silenzio, mi ritrovo a mandarti queste righe. Sei sempre stato nei nostri pensieri in questi anni e il breve tragitto che abbiamo percorso insieme è stato uno dei piu’ significativi della nostra vita.
Cogliamo l’occasione dei tuoi 60 anni di sacerdozio,dei nostri 50 di matrimonio e dei 25 di vita della associazione le C.A.S.E.- comunita’ per l’accoglienza e la solidarieta’ contro l’emarginazione – che ci ha impegnato e ci impegna in toscana per mandare gli AUGURI A TUTTI e un grande ringraziamento al buon Dio per tutto quello che ha significato questo periodo.
Un po’ di notizie.
- I nostri 4 figli naturali sono sposati e ci hanno dato 10 nipoti
-Ne abbiamo avuto un quinto di tre anni che era diventato a tutti gli effetti nostro figlio anche se era affidato dal tribunale. Era ammalato di aids e l’abbiamo accompagnato alla morte che è avvenuta con 8 anni
- Abbiamo perso il conto delle persone in disagio che abbiamo ospitato nelle case famiglia
-Adesso viviamo in una di queste case famiglia assieme ad un’altra coppia di 40 anni con due figli che si occupa di orticoltura con ragazzi disabili
-Ospitiamo un anziano che ha perso casa,due studenti universitari malgasci che non riescono ad affittare una stanza a Firenze,una donna cinese invalida ed è in arrivo un giovane curdo iracheno senza casa.
-Rita e Roberto si sono sposati,hanno un figlio quarantenne e tre nipoti. Fanno parte della associazione LE C.A.S.E. e gestiscono una casa famiglia per l’accoglienza di disabili.
-In piu’ occasioni si è riusciti a fare ricerca biblica con altre persone mentre ora ci troviamo settimanalmente con Rita e Roberto a pregare e a spezzare il pane.
-Ti allego la lettera che abbiamo mandato al nostro parroco che raccoglie un po’ il percorso fatto in questi anni. Non ci condivide ma almeno non ci ostacola.
Chiudo con i saluti di Lella e Roberto ( la persona non vedente che venne a Pinerolo tanti anni fa), di Rira e Roberto.
Un abbraccio a te e a tua moglie.
Graziella e Silvano