Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo
NOTIZIARIO DELLA CASA DELL’ASCOLTO E DELLA PREGHIERA
N°103 luglio e agosto ‘23
In evidenza:
INCONTRI COMUNITA’ SOLO SU MEET
- 4 e 18/7, 1 e 29/8 h 20:45: gr. bibl on line
- 11 e 25/7, 8 e 22/8 h 20:45: eucarestie
- 27/7 e 24/8 h 18: incontri di preghiera
- 22/8 ore 21:15: assemblea comunitaria
RECENSIONI E SEGNALAZIONI
- P. A. Gramaglia, L’equivoco di Medjugorje
- F. Barbero, Fate festa
- F. Barbero, Cara recluta
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
- Non mi sentirei discepolo del nazareno se…
- Si può essere femministe e cattoliche…
DALLA NOSTRA COMUNITA’
- Questa comunità
APPUNTAMENTI COMUNITA’ IN SEDE (v. Città di Gap) E SU MEET
NB: nei mesi di luglio e agosto si terrà solo l’incontro del martedì alle h20:45 on line (collegamento dalle h20:30 meet.google.com/qpe-wfjz-cdp), alternando gruppo biblico ed eucarestia.
MARTEDI’ 4 LUGLIO h 20:45 – Gruppo biblico (prepara Anna V.).
MARTEDI’ 11 LUGLIO h 20:45 – Eucarestia (preparano Manuela B. e Anna C.).
MARTEDI’ 18 LUGLIO h 20:45 – Momento di riflessione (prepara Sergio Sp.).
MARTEDI’ 25 LUGLIO h 20:45 – Eucarestia (preparano Fiorentina C. e Franco B.).
GIOVEDI’ 27 LUGLIO h 18 – Incontro di preghiera (prepara Maria Grazia B.).
MARTEDI’ 1 AGOSTO h 20:45 – Gruppo biblico (prepara Vilma G.).
MARTEDI’ 8 AGOSTO h 20:45 – Eucarestia (preparano Maria Grazia B.).
MARTEDI’ 22 AGOSTO h 20:45 – Momento di preghiera (preparano Fiorentina C. e Franco B.).
MARTEDI’ 22 AGOSTO h 21:15/22:15 – Assemblea di comunità
GIOVEDI’ 24 AGOSTO h 18 – Incontro di preghiera (prepara Sergio Sp.).
MARTEDI’ 29 AGOSTO h 20:45 – Gruppo biblico: Franco B. ci parla del dogma dell’assunzione di Maria (1950, papa Pio XII).
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
8/7/23 – Camminata meditativa ecumenica
Sabato 8 luglio si terrà, come da diversi anni all’inizio dell’estate, una camminata meditativa ecumenica sul tema “Per un sentiero di pace”, organizzata dall’associazione “Scuola Diffusa del Silenzio”, dalle Chiese Cattolica, Ortodossa Rumena e Valdese di Pinerolo, dalle CdB di Pinerolo, dalla comunità Islamica di Pinerolo, dalla comunità Laudato Si’ di Pinerolo e dall’Istituto Buddhista Soka Gakkai di Pinerolo.
Il ritrovo è previsto alle ore 9:30 presso il piazzale di Pra Martino e la camminata si svolgerà tra val Lemina e val Chisone, lungo la strada forestale che conduce al Crò. Portarsi pranzo al sacco e acqua a sufficienza (non ci sono fontane lungo il percorso).
40° incontro nazionale delle comunità cristiane di base
Più di 80 presenze, in rappresentanza di 20 gruppi diversi tra cui 11 comunità strutturate, per il 40° Incontro nazionale delle Comunità cristiane di base a Pesaro (2-4 giugno), una buona rispondenza per il primo momento insieme dopo la pandemia. Il tema, “Per una Costituzione della Terra. Pace, giustizia, cura della casa comune”, riporta, nella prima parte, il titolo di un ampio documento di carattere giuridico elaborato dal giurista Luigi Ferrajoli e racconta la scelta di essere nel mondo impegnandosi per l’emergenza oggi prioritaria, quella ambientale, in modo globale, con tutti i temi sociopolitici ad essa connessi. Ferrajoli stesso, con un’ampia relazione di apertura, ha presentato il testo come una «prima bozza di lavoro», un embrione di Costituzione del mondo, su cui è necessario far confluire le energie e l’impegno. Nessuna delle spaventose emergenze che ci minacciano con tempi serrati si può affrontare da soli: la devastazione ambientale, le disuguaglianze crescenti in modo esponenziale, lo sfruttamento delle risorse e del lavoro, le guerre, la violazione e la perdita dei diritti fondamentali, la mancanza di meccanismi garantisti a tutela dei beni naturali, come l’acqua: è in gioco il rischio di estinzione del genere umano, «per la prima volta dobbiamo essere consapevoli che “questo è l’unico pianeta che abbiamo”. Non abbiamo più tempo». Nei suoi 100 articoli il testo affronta tutti gli aspetti critici, proponendo una “Federazione della Terra” che garantisca «vita presente e futura sul nostro pianeta in tutte le sue forme».
E per «realizzare l’uguaglianza di tutti gli esseri umani nei diritti fondamentali» introducendo a questo fine «adeguate istituzioni e funzioni globali di garanzia». Ampio spazio nell’intervento è stato dedicato ai conflitti, che sono tutti “costruiti” e producono «riflessi identitari che bisogna superare»: in questo ambito le proposte sono radicali: «Vietata la produzione, il commercio, la detenzione o la diffusione di armi nucleari o a questi simili per effetti», messa al bando delle armi per uso personale, superamento degli eserciti nazionali in favore di un “Comitato di stato maggiore e di sicurezza globale”. Sulla salute rafforzamento dell’Organizzazione mondiale della Sanità che deve garantire l’uguaglianza anche in questo campo. Tutto questo potrebbe sembrare irrealistico, ha riconosciuto Ferrajoli, ma bisogna distinguere un realismo che ritiene tutto impossibile, e un realismo che stabilisce un “dover esser possibile”: proprio perché assistiamo al crollo della politica c’è bisogno di una “proposta alta”, nella consapevolezza delle difficoltà di realizzazione, ma anche del fatto che è “l’unica proposta razionale” nell’interesse comune dell’umanità.
Le altre relazioni hanno declinato e contestualizzato il tema da diverse angolature. Sergio Paronetto, di Pax Christi, evidenziando che non dobbiamo pensare solo a un orizzonte, ma a pratiche politiche, a un lavoro da fare concretamente, a semi da porre oggi, ha illustrato il “cammino della nonviolenza” in relazione a “pace, giustizia, cura della casa comune”. «Non partiamo da zero e non siamo soli», ha detto, alle spalle ci sono gli sforzi di tanti movimenti, realtà ecclesiali, movimenti popolari e dobbiamo continuare nell’ottica dell’ecumenismo. Di fronte al rischio che la corsa al riarmo arrivi fino alla follia estrema, c’è bisogno di una «fede disarmata e disarmante», di un «cambio di paradigma», già indicato dalla Pacem in terris, ma anche da La Terra è di Dio di Giovanni Franzoni. “Quale bussola?”: la nonviolenza non come utopia, dottrina certa o discorso aprioristico, ma come «un cammino di liberazione, un insieme di volti e movimenti, una forza storica trasformatrice». Pace non vuol dire passività, la nonviolenza è una lotta contro il male, che ha la capacità di modificare lo stato delle cose: bisogna «evitare il pessimismo catastrofico, uscire dal potente incantesimo del male, “liberare la speranza”, convincersi che l’impossibile è possibile: «La pace deve essere osata» (Bonhoeffer). Anche le Beatitudini ci esortano ad agire in modo nuovo: “In piedi!”, è il tempo dell’impegno attivo.
Generare genealogie
Con una bellissima apertura teologica e cosmica, la pastora e teologa valdese Letizia Tomassone ha individuato invece alcuni elementi fondanti della teologia ecofemminista, con un focus sulle opere di Donna Haraway e Elena Pulcini. Le scienziate, le filosofe, le teologhe hanno posto al centro la questione del corpo: la visione patriarcale ha reso oggetti sia le donne che la natura. Bisogna imparare a percepire l’interconnessione di ogni singola pianta, animale, corpo umano, a sentire le reti vitali, i legami che uniscono tutto in un unico sistema, a “generare genealogie”, parentele con gli altri esseri viventi. E rifiutare il termine “antropocene”, che mette l’accento sul passato, sull’attività di antropizzazione, sulla visione secondo cui i cambiamenti climatici sono ineluttabili. E parlare invece di “Chthulucene” (D. Haraway), un termine che ricorda le divinità ctonie della terra, un nuovo paradigma che riconosce la simbiosi tra tutti gli esseri viventi e implica la capacità di “stare in trouble”, di sopravvivere nel disagio, anzi, di porre in atto azioni politiche che creino disordine per spingerci ad attivarci e realizzare una lunga linea di connessioni creative. Per un nuovo “pensiero tentacolare”, che veda la matassa, i filamenti, e esseri ibridi capaci di stare nel “non comfort” e sia capace di scoprire le fragilità comuni. E individuare, con Judith Butler, le virtù necessarie a intraprendere la cura: la compassione, ma anche la vergogna di aver creato intollerabili disuguaglianze. Superare i dualismi della mentalità patriarcale, moltiplicando i soggetti in gioco.
Un tempo per tacere e un tempo per parlare
Con un suggestivo intervento su “Un tempo per tacere e un tempo per parlare (Qo 3,7)” anche la teologa Silvia Zanconato ha parlato della profondità e dei poteri significanti della parola biblica, ma anche dei silenzi, dei vuoti, delle omissioni, dei non detti che permettono all’immaginazione e alla ricerca di andare lontano. La struttura dell’ebraico, lingua consonantica, consente una varietà di interpretazioni, una “genealogia” di parole: ignorarle per chiudere la forma della parola in una lettura univoca, bloccata è una “patologia del linguaggio”, che diffonde veleno. Adam, fatto a immagine e somiglianza di Dio, è chiamato da Dio a “nominare”: è un tentativo di portare ordine in un mondo complesso e dinamico, da cui inesorabilmente discende per lui la convinzione di essere la “misura delle cose” e di poter “dominare nominando”. Ma forse c’è anche un altro modo di leggere il testo. In parte il processo resta non realizzato: che l’universo sia stato creato per l’uomo è una congettura non dimostrabile. Ogni piccola creatura è importante. In un racconto Eva, dopo aver raccolto il frutto della conoscenza, “innomina”, toglie il nome agli esseri e alle cose che Adam aveva nominato e così facendo libera di nuovo tutto, si allontana e apre a prospettive non preordinate. La proposta è di “abitare anche il tempo del silenzio”: c’è “un tempo per tacere, per imparare a ‘non nominare’, rinunciando a quella pretesa di ultima parola che sul mondo che rimpicciolisce la nostra immaginazione e ci condanna a una vita priva di meraviglie e prospettive”.
L’utopia sposta i confini del possibile
La filosofa Valentina Pazé ha esplorato invece il concetto di utopia, per esaminare poi nello specifico le critiche mosse alla Costituzione della Terra da questo punto di vista. È stato questo in fondo il tema di tutto il convegno: “Che cos’è un’utopia e a che cosa serve?” sono domande di fondo che il movimento delle CdB da sempre rivolge anche a se stesso. «Quella tracciata da Ferrajoli è una grande utopia pacifista, nel solco di quella kantiana (Per la pace perpetua)», ma oggi la minaccia è la catastrofe nucleare, che si affianca a quella ecologica. I “poteri selvaggi” del mercato, i colossali e economici insieme alla ricerca del potere, stanno dietro a ogni guerra e la pace va difesa contro queste forze. L’utopia si può definire, ha spiegato la relatrice, come un complesso di «idee trascendenti la situazione data, che aspirano a trasformare radicalmente l’esistente». Le critiche storicamente mosse alle utopie, ha spiegato la relatrice, sono di due tipi: le utopie sono inutili, perché non realizzabili, o sono pericolose perché l’ordine prometeico che vogliono creare può generare effetti perversi. Entrambi i tipi di critica sono stati mossi al documento e confutati nella relazione: è un progetto troppo ambizioso, ma nell’emergenza assoluta che stiamo vivendo, bisogna osare. Il vero realismo non è quello di chi crede che “There is No Alternative (TINA), ma quello di chi cerca di far convergere le energie su un progetto razionale di cambiamento profondo. In fondo l’utopia con la sua forza «sposta i confini del possibile anche dell’immaginabile».
I laboratori hanno confermato lo slancio utopico del movimento, fissato nel bellissimo documentario storico sull’Isolotto, uno slancio già però calato nella realtà di mille iniziative e impegni, frammentati, spesso, ma incisivi e vitali e nel solco di una linea comune. È questo tradizionalmente lo spazio per incontrarsi e conoscersi meglio, rinforzando sia i legami personali che la rete di collegamento, che non è mai venuta a mancare, e rispondendo agli stimoli delle relazioni. L’utopia di oggi sarà la storia di domani, ma è necessario mettere in campo molte energie profetiche, soprattutto di donne, per poter vedere i segni di speranza anche nel presente e agire in senso liberante e solidale.
Nel loro documento finale, le CdB hanno poi messo l’accento sulla terribile crisi seguita allo scoppio della guerra in Ucraina: di fronte a scenari e rischi apocalittici del conflitto in atto, denunciano, «debole e impotente è apparsa l’azione dell’ONU e cieca risulta la linea adottata dalle nazioni in guerra e dai loro alleati (NATO, USA, Europa) accorsi a sostenere l’Ucraina non solo con aiuti umanitari ma anche e soprattutto con l’invio di armi, sempre più potenti e sempre meno di natura difensiva (se pure è possibile operare tale distinzione)». È una linea «cieca e disumana, perché da un lato mette in conto tempi di guerra lunghi, un immenso prezzo in vite umane, sofferenze, rovine e distruzioni; dall’altro non considera che è praticamente impossibile immaginare che una superpotenza militare come la Russia, dotata di enormi arsenali nucleari, possa accettare tranquillamente un’eventuale sconfitta sul terreno e non essere tentata dal far ricorso all’uso di queste armi, dando così inizio alla terza guerra mondiale, con esiti inimmaginabili per la sopravvivenza dell’umanità».
«Noi, invece – scrivono le CdB – riteniamo che l’unica vittoria da perseguire, nel tempo che viviamo, sia quella della pace, da raggiungere attraverso un immediato “cessate il fuoco” e la ricerca tenace di una soluzione negoziale che si avvicini quanto più possibile ad un esito di giustizia, ma soprattutto che sia in grado di assicurare una pace duratura».
Cristina Mattiello (da “Adista Notizie” n° 21 del 17/06/2023)
RECENSIONI E SEGNALAZIONI (a cura di Franco Barbero)
Pier Angelo Gramaglia, L’equivoco di Medjugorje
Pubblicato quasi 40 anni fa ed ora non più reperibile in libreria, il volume del teologo torinese Pier Angelo Gramaglia in quarta di copertina recita così: "Le apparizioni di Medjugorje passeranno certo alla storia per la loro continuità e frequenza, mai verificatesi fino ad oggi in tale intensità.
La cittadina iugoslava si avvia dunque a diventare la nuova Fatima e nuova Lourdes, nonostante l'opposizione del vescovo locale che, inascoltato dai vari papi, scrive: "Avevo chiesto che i fatti di Medjugorje fossero liquidati e lentamente soffocati, ma tutto è rimasto come prima. E' una grande vergogna" (mons. Pavao Zanic).
E' un fenomeno sconcertante del nostro tempo su cui la stessa chiesa cattolica è divisa. Si rivela la strategia vaticana, interessata a tutto ciò che crea fenomeni di massa con una chiara identità cattolica. Si incontra purtroppo il peggior revanscismo cattolico ben strumentalizzato da CL e dai Gruppi Carismatici.
Ancora una volta si assiste allo spettacolo non edificante di una scienza partigiana che offre i propri servigi per dare una patina di scientificità a fenomeni tanto discutibili. I mass-media fanno poi la loro parte manipolando i dati a loro piacimento per incantare l'opinione pubblica.
La competenza dell'Autore in campo di spiritismo e fenomeni simili rende il libro tutt'ora valido ed attuale.
(in libreria per Claudiana edizioni, Torino 1987, pp.172)
Preparai questo libretto quasi 50 anni fa per le preghiere comunitarie delle comunità di base. In quarta di copertina cercai di mettere in luce il pensiero che allora e oggi mi guida nella struttura fondamentale della nostra fede.
"Come cristiani e cristiane siamo chiamati/e in quest'ora, che sarà forse una lunga stagione, a fare come Gesù che "è entrato nella suprema lotta pregava ancor più intensamente" (Lc. 22,44).
Pregare e lottare è una sintesi vitale, difficile e feconda. Non possiamo elidere né l'uno né l'altro di questi termini.
L'esperienza di ogni giorno ci conferma l'osservazione della Bibbia: "La sorte dell'uomo e della donna sulla terra non è forse lottare?" (Giobbe 7,1), ma ci dice anche che solo chi prega non getta Dio alle spalle, non lo dimentica. Solo chi prega dal di dentro della vita arriva alla vera sapienza dei figli e figlie di Dio, dei discepoli di Gesù.
"Di Te avevo solo sentito parlare, ma ora gli occhi miei Ti hanno visto" (Giobbe 42,5).
Lasciato l'insegnamento al Seminario, dove per me l'antimilitarismo non era meno importante del latino, fui mandato alla parrocchia di San Lazzaro di Pinerolo a collaborare con don Giorgio Accastelli. Dentro l'esperienza dei gruppi biblici, sorse e si espanse la coscienza antimilitarista.
Pinerolo, città delle caserme dell'Esercito italiano e della Nato, ci offrì l'opportunità di entrare in contatto con parecchi giovani che si preparavano al servizio militare allora obbligatorio.
Era l'anno 1974. Pensammo allora di scrivere una "lettera" che "illuminasse" un po' l'esperienza che tali giovani stavano iniziando. Così, cercando, copiando e scrivendo, nacque questo "Libretto", forse utile allora e ancora significativo oggi.
Sul blog di Franco Barbero, a partire dal primo luglio, abbiamo iniziato la pubblicazione integrale del libro "Cara recluta". Ogni giorno, troverete un segmento del volume, per un totale di 22 ‘appuntamenti’.
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
Non mi sentirei discepolo del nazareno se…
... Se dovessi credere che Gesù di Nazareth è Dio, cioè il Creatore, la sorgente della vita, il fondamento dell'essere, anziché il profeta e “figlio” che mi indica la strada verso il mistero di Dio. Se dovessi credere secondo il Credo di Nicea e Calcedonia con le due nature di Cristo e con le tre persone divine distinte che formano la santissima Trinità.
Se dovessi credere che Maria di Nazareth è stata vergine prima, durante e dopo il parto e che è diventata nel 431 anche madre di Dio.
Se dovessi credere che i comportamenti omoaffettivi sono peccaminosi e che le donne non possono condividere appieno la ministerialità della Chiesa.
Se dovessi credere che il “suffragio” della Chiesa ci libera da un supposto purgatorio, perché rinnegherei la mia fede nel Dio dell'amore e del perdono che ci accompagna in vita e ci accoglie come solo Lui sa dopo la morte.
Se pensassi che il mistero di Dio ha privilegiato una religione su tutte le altre o se pensassi che esiste un'immagine, una teologia, un simbolo che esprima tutto di Dio.
Se dovessi credere che Gesù è morto per espiare i nostri peccati, per saldare il conto con un Dio ragioniere anziché adorare quel Dio che è amore gratuito. Se dovessi credere che la messa è rinnovazione del sacrificio espiatorio e salvifico della croce con cui Gesù ci libera dai nostri peccati.
Se dovessi credere che il papa, quando parla con somma autorità su questioni di fede, è infallibile.
Se dovessi credere che fuori dalla Chiesa o di Gesù non c'è salvezza o che noi cristiani siamo il “compimento” verso il quale vanno le altre religioni.
Per dono di Dio, mi sento parte delle Sue creature, trovo la Sua presenza in tutto ciò che esiste, credo al Suo amore che ci accompagna, ci sospinge verso un mondo solidale, mi sento parte della casa comune dei credenti che adorano il Suo mistero e lottano perché fiorisca la giustizia sulla terra. Ringrazio Dio per il fatto che, incontrando la testimonianza di Gesù di Nazareth, la fede ebraico-cristiana ha dato un senso alla mia vita e mi aiuta a scoprire la Sua presenza nel creato e nella storia, e un po' anche nelle religioni.
Franco Barbero
Si può essere femministe e cattoliche nello stesso tempo: quando la fede è vita
"Vorrei capire, da femminista, se la fede cristiana sia davvero in contraddizione con il nostro desiderio di un mondo inclusivo e non patriarcale, o se invece non si possa mostrare addirittura un'alleata. Da cristiana confido nel fatto che anche la fede abbia bisogno della prospettiva femminista e queer, perché la rivelazione non sarà compiuta fino a quando a ogni singola persona non sarà offerta la possibilità di sentirsi addosso lo sguardo generativo di Dio mentre dichiara che quello che vede "è cosa buona".
Michela Murgia (da “God save the queer”, ed. Einaudi, pp. 150, €14.50)
La vera “biblioteca degli alberi”: la Curia vuole abbatterla
Una media operazione immobiliare. Una speculazione edilizia come
tante, nella Milano di Giuseppe Sala e della “attrattività”. Però con di mezzo
un bosco, un bosco vero, questa volta, una vera “biblioteca degli alberi”, con
esemplari che hanno tra i 50 e gli 80 anni di vita, non come i giardini
condominiali tanto di moda, ribattezzati “biblioteca degli alberi” per scelta
del marketing. L’operazione: trasformare un’area verde, con oltre 600 alberi,
platani e querce alte 50 metri, nell’ennesimo progetto di cementificazione –
pardon, di “riqualificazione”. Siamo al quartiere San Leonardo, periferia
nord-ovest della città: un’area di 64 mila metri quadrati tra via Falck, via
Fichera, via Cilea e la piazzetta don Abramo Martignoni. Qui dovranno sorgere
torri alte 14 piani e altri edifici destinati a ospitare 1.500 persone. Una
parte sarà edilizia libera (23 mila metri quadrati), una parte housing sociale,
cioè edilizia a prezzi convenzionati (21 mila metri quadrati). Previsto poi uno
studentato privato – che oggi va tanto di moda – e gli immancabili spazi
commerciali. In totale, 190 mila metri cubi di costruito che si mangeranno una
bella fetta di verde e provocheranno l’abbattimento di centinaia di alberi. A
rischio ce ne sono almeno 350.
Mangiare il verde, consumare suolo, aggiungere altro cemento: cose già viste, a
Milano, normale routine. Qui la particolarità è una: la proprietà dell’area è
della Fondazione Casa del Giovane “La Madonnina”, struttura che offre rifugio
ai minori abbandonati e assistenza ad altri soggetti fragili, che è a sua volta
di proprietà della Curia milanese guidata dall’arcivescovo Mario
Delpini. I cittadini del quartiere da tempo stanno cercando di contrastare il
progetto. Hanno costituito un comitato per “salvare il bosco di via Falck”.
Hanno fatto presidi, manifestazioni, raccolte di firme. Hanno scritto anche una
lettera all’arcivescovo, ricordando la cura del territorio raccomandata
nell’enciclica “Laudato si’” di papa Francesco. Senza risposta.
Ci sono gli operatori immobiliari che hanno sviluppato il progetto: Investire
Sgr, società di gestione di Banca Finnat, e Redo Sgr, società di gestione di
Fondazione Cariplo-banca Intesa. Specialisti in operazioni che incrociano l’edilizia
residenziale da vendere a prezzi di mercato con quote di edilizia convenzionata
che abbelliscono e giustificano le operazioni dal punto di vista sociale, ma
con un’offerta che resta comunque sopra i prezzi che una famiglia media, o uno
studente medio, possono permettersi. È a Investire e Redo che la Curia milanese
ha ceduto i diritti di edificazione. Particolarmente alti: il Pgt (cioè il
Piano di governo del territorio) consente in quest’area – situata in un nodo
strategico, tra una stazione della metropolitana e gli svincoli autostradali –
un indice 1 (un metro quadrato di costruito per ogni metro quadrato di
superficie). Per capire, l’indice di edificazione normalmente consentito dal
Pgt è meno di un terzo, lo 0,35.
Ha una storia, la “Casa del giovane”. Fondata da uno di quei preti ambrosiani
che alla fede univano la carità e l’azione concreta: don Abramo Martignoni dava
ospitalità ai giovani e costruì la sua “Casa” con i soldi che gli diedero suo
padre e la famiglia Falck. Alla sua morte, lasciò tutto alla Curia ambrosiana,
che ora, dimenticato Carlo Maria Martini, si sta comportando “come un Manfredi
Catella qualsiasi” (copyright di Gabriele Mariani). Oggi, 15 giugno, il
“comitato popolare per la difesa del bosco di via Falck” ha convocato una manifestazione
in piazza Fontana, davanti all’arcivescovado proprietario del terreno, sotto le
finestre di monsignor Delpini. Chissà se alla fine vinceranno le ragioni dei
conti o quelle della “Laudato si’”.
Gianni Barbacetto (da “Il fatto quotidiano”, 15/6/23)
Un campo di riso
Signore, la nostra comunità è come un campo di riso: appena esso viene piantato, appare in cespugli separati, ma, quando le pianticelle hanno messo radice e sono cresciute, la divisione in cespugli a poco a poco sparisce ed appare un campo unito.
Signore, dacci le radici dell'amore e facci crescere nella comunione e nella solidarietà, affinché la Tua volontà si compia nella nostra vita.
Anonimo filippino (tratto da "Quando è giorno")
DALLA NOSTRA COMUNITA’
- Nell'ultima assemblea di comunità abbiamo deciso le letture che affronteremo da settembre: Atti degli apostoli e Lettere paoline autentiche.
- Per chi volesse iniziare la preparazione alla lettura degli Atti degli apostoli consigliamo di partire con il commento di Ernesto Borghi "Dio fa preferenze?" (ed. Terra Santa, 2014). Per ulteriori approfondimenti si consigliano: "Atti degli apostoli" di Rinaldo Fabbris (ed. Borla, 1977) e "Gli atti degli apostoli" di J.A. Fitzmyer (ed. Queriniana, 2003).
- Ulteriori strumenti per entrambe le letture scelte sono: "Paolo negli atti e Paolo nelle lettere" di Daniel Marguerat (ed. Claudiana, 2016) e "Il cristianesimo delle origini" di Franҫois Vouga (ed. Claudiana, 2001).
- Durante l'estate la comunità non chiude le sue attività. Del resto è fondamentale che la testimonianza cristiana si viva in tutte le stagioni. Se seguirete il blog vi accorgerete della regolarità degli incontri del martedì sera (in cui si alterneranno gruppi biblici, eucarestie) e di altre iniziative elencate nella prima pagina di questo notiziario. Le eucarestie della domenica riprenderanno a settembre. L'estate sarà anche un’occasione di dialoghi, iniziative spontanee e incontri per conoscere esperienze diverse dalla nostra.
- Un saluto particolare alle persone che in questo periodo vivono momenti di sofferenza di vario genere. Tutto può essere utile per non perdere la relazione: una telefonata, una visita, un incontro...
Fiorentina, Francesco e Franco
Il nostro notiziario
Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).
- Franca Avaro: 339-8426075
- don Franco Barbero: 0121-72857; e-mail: donfrancobarbero24@gmail.com
- Manuela Brussino: 347-2997935.
- Fiorentina Charrier: 339-4018699; e-mail: francoefiore3@gmail.com
- Ada Dovio: 340-4738130
- Francesco Giusti: 320-0842573; e-mail: fragiu0168@gmail.com
- Franca Gonella: 338-5622991; e-mail: francagonella49@gmail.com
- Antonella Ippolito e Sergio Speziale: zimtvanillig@gmail.com
- Ines Rosso: 339-8310247
