"Usava latte e insulina"
LONDRA — È la serial-killer di bambini che ha fatto più vittime nella storia moderna del Regno Unito: sette neonati, uccisi dall'infermiera a cui erano affidati, in un ospedale nel Nord-est dell'Inghilterra. Una serie di reati mostruosa, senza precedenti, su cui da ieri è stata fatta giustizia, con un verdetto di colpevolezza per Lucy Letby, 33 anni, ostetrica del Countess of Chester Hospital. Ma il caso non è chiuso: il governo britannico ha ordinato un'inchiesta indipendente per determinare perché i ripetuti allarmi dei medici sulle morti sospette dei bebè sono rimasti inascoltati dalle autorità sanitarie. Questa strage di innocenti si poteva evitare o perlomeno fermare prima che assumesse dimensioni simili.
Fino all'ultimo l'imputata ha continuato a sostenere di essere innocente. Per ragioni di salute, non era in aula alla lettura della sentenza. Poco più tardi, quando un poliziotto in borghese va ad arrestarla nella sua abitazione, una linda casetta ai sobborghi di Liverpool, apre la porta in tuta da ginnastica «Lucy? Posso entrare un attimo?» dice il detective, nel filmato girato dalle forze dell'ordine. Lei lo fa accomodare. Qualche minuto dopo esce dalla stessa porta in manette, viene accompagnata a una macchina, si accomoda sul sedile posteriore. «Sposto in avanti quello anteriore per farle più posto», le si rivolge una poliziotta. «Bene, ho appena avuto un intervento a un ginocchio», risponde. Avrà quanto spazio vuole per allungare le gambe, nella cella dove sconterà probabilmente una condanna all'ergastolo, quando lunedì sarà resa nota l'entità della pena.
I fatti risalgono al 2015-2016. Letby utilizzava iniezioni di insulina e di altre sostanze (latte, fluidi) per uccidere i bebè appena nati o nati prematuramente. In tutto, è stata incriminata per omicidio o tentato omicidio di 17 neonati, ma la pubblica accusa è riuscita a dimostrare la sua responsabilità soltanto per sette bambini. «I miei pensieri vanno alle famiglie al centro di questo dramma e al dolore incredibile che hanno sofferto», commenta Tony Chambers, ex-direttore dell'ospedale. Stephen Breaury, il primario del reparto di ostetricia all'epoca della lunga serie di morti sospette, accusa tuttavia le autorità della clinica di non avere intrapreso alcuna azione, nonostante i ripetuti allarmi su quanto accadeva ogni volta che Lucy rimaneva sola con i neonati.
«Nelle sue mani, sostanze innocue come il latte o farmaci diventavano letali», ha detto la procuratrice Pascale Jones nell'arringa finale. «In un ambiente dove i neonati e i loro familiari dovevano sentirsi protetti, questa donna ha seminato il terrore, offrendo a genitori disperati una curiosità morbosa e una falsa compassione. Molti dei bambini sopravvissuti patiranno per tutta la vita le conseguenze dei suoi gesti. Le aggressioni di Lucy sono state un completo tradimento della sua missione di infermiera». Perché lo ha fatto? Per frustrazioni personali, perché pensava che non si sarebbe mai sposata e non avrebbe avuto figli, per sentirsi Dio, affermano giornali e psicologi. Una donna crudele, manipolatrice, che ha cercato ostinatamente di nascondere le prove. Il Regno Unito non dimenticherà l'infermiera serial-killer, la peggiore assassina di bambini della sua storia.
Enrico Franceschini
La Repubblica, 19 agosto 2023