Dal Mali al Niger: i generali golpisti “creati” dagli Usa
Il Fatto Quotidiano
12 Aug 2023» Michela A. G. Iaccarino
Il cablogramma statunitense del Programma internazionale antiterrorismo datato 17 luglio 2009 riguarda il tenente colonnello Abdourahame Tiani. All’epoca l’ambasciata Usa di Niamey aveva visionato il suo file senza trovare “informazioni riguardanti la violazione dei diritti umani”, per tanto approvava la sua partecipazione ai corsi militari per cui era stato selezionato dalla Difesa di Washington.
VENT’ANNI DOPO quell’addestramento, il 26 luglio scorso, quel vecchio allievo nigerino degli statunitensi ha deposto e imprigionato il presidente Mohamed Bazoum (con suo figlio malato a cui nega le cure) e si è seduto a capo della piramide del potere in Niger. Non è il solo: tra le fila della sua giunta almeno cinque militari, ha ricostruito lo specialista Nick Turse, in passato, hanno allungato il loro curriculum militare con l’esercito a stelle e strisce. Un nigerino piaceva più degli altri agli americani: Moussa Salaou Barmou, uscito dalle baracche dei cadetti di Fort Benning, in Georgia, prima di entrare nelle aule della National Defense University di Washington dove è stato anche Tiani. Solo un mese fa, prima di deporre il presidente Bazoum, Barmou aveva incontrato il generale dell’esercito americano a capo delle operazioni speciali nell’area, Jonathan Braga. I nigerini non sono i primi, ma solo gli ultimi di una lunga lista di golpisti addestrati da Washington.
Nel 2021 in Guinea gli istruttori americani dei soldati africani – scriveva nel 2021 il New York Times “non avevano idea di cosa stavano pianificando i loro studenti”. Quando le forze speciali guineane fanno irruzione al palazzo presidenziale di Conakry per cacciare l’83enne presidente Alpha Condé, gli statunitensi assistono sorpresi alla presa di potere di “un carismatico ufficiale che conoscevano bene”: Mamady Doumbouya, giovanissimo colonnello che aveva servito nella Legione straniera francese ed era stato fino a quel momento alleato del vecchio Condé. Non è stata nemmeno quella l’ultima volta che il Pentagono ha dovuto riconoscere con imbarazzo di aver addestrato futuri membri di giunte abilissime nei rovesciamenti violenti. Quello in Guinea era stato il terzo golpe dell’anno nell’africa occidentale, già scossa da due putsch in Mali. Il re dei colpi di Stato a Bamako (il primo nel 2020, un altro nel 2021) è l’attuale presidente del Comitato nazionale per la salvezza del popolo, Assimi Goita. Per anni, racconta il Washington Post, Goita lavora con le forze speciali americane che combattono il terrorismo di Al Qaeda e Stato islamico in Africa. Prima ancora, apprende metodi di combattimento dai francesi, dai tedeschi. Quando appare in tv in mimetica per leggere il comunicato con cui attesta la fine del potere del presidente Ibrahim Keita, gli americani riconoscono nel golpista il soldato che avevano accolto alla base dell’aviazione Macdill in Florida anni prima. In difesa di Niamey, in chiave anti- Ecowas (Comunità economica degli Stati dell’africa occidentale), adesso non c’è solo il Mali e
AVEVA SOLO il titolo di capitano quando ha scippato il potere ad uno che lo aveva scippato a sua volta. Traoré il golpe l’ha contro il golpista Paul-henri Sandaogo Damiba, che nel 2022, guidando il Movimento Patriottico per la Salvaguardia e la Restaurazione, aveva rovesciato il presidente Roch Marc Christian Kaboré. Il laureato della scuola militare di Parigi che aveva partecipato a diversi corsi finanziati dagli americani e al Joint Combined Exchange Training statunitense meno di un anno dopo ha subito la stessa sorte. Il Pentagono che dal 2008 ha addestrato almeno 14 golpisti - ha risposto ai reporter che gliel’hanno chiesto- ha risposto di non sapere se tra le sue unità è passato anche il giovane leone burkinabé.
Il cablogramma statunitense del Programma internazionale antiterrorismo datato 17 luglio 2009 riguarda il tenente colonnello Abdourahame Tiani. All’epoca l’ambasciata Usa di Niamey aveva visionato il suo file senza trovare “informazioni riguardanti la violazione dei diritti umani”, per tanto approvava la sua partecipazione ai corsi militari per cui era stato selezionato dalla Difesa di Washington.
VENT’ANNI DOPO quell’addestramento, il 26 luglio scorso, quel vecchio allievo nigerino degli statunitensi ha deposto e imprigionato il presidente Mohamed Bazoum (con suo figlio malato a cui nega le cure) e si è seduto a capo della piramide del potere in Niger. Non è il solo: tra le fila della sua giunta almeno cinque militari, ha ricostruito lo specialista Nick Turse, in passato, hanno allungato il loro curriculum militare con l’esercito a stelle e strisce. Un nigerino piaceva più degli altri agli americani: Moussa Salaou Barmou, uscito dalle baracche dei cadetti di Fort Benning, in Georgia, prima di entrare nelle aule della National Defense University di Washington dove è stato anche Tiani. Solo un mese fa, prima di deporre il presidente Bazoum, Barmou aveva incontrato il generale dell’esercito americano a capo delle operazioni speciali nell’area, Jonathan Braga. I nigerini non sono i primi, ma solo gli ultimi di una lunga lista di golpisti addestrati da Washington.
Nel 2021 in Guinea gli istruttori americani dei soldati africani – scriveva nel 2021 il New York Times “non avevano idea di cosa stavano pianificando i loro studenti”. Quando le forze speciali guineane fanno irruzione al palazzo presidenziale di Conakry per cacciare l’83enne presidente Alpha Condé, gli statunitensi assistono sorpresi alla presa di potere di “un carismatico ufficiale che conoscevano bene”: Mamady Doumbouya, giovanissimo colonnello che aveva servito nella Legione straniera francese ed era stato fino a quel momento alleato del vecchio Condé. Non è stata nemmeno quella l’ultima volta che il Pentagono ha dovuto riconoscere con imbarazzo di aver addestrato futuri membri di giunte abilissime nei rovesciamenti violenti. Quello in Guinea era stato il terzo golpe dell’anno nell’africa occidentale, già scossa da due putsch in Mali. Il re dei colpi di Stato a Bamako (il primo nel 2020, un altro nel 2021) è l’attuale presidente del Comitato nazionale per la salvezza del popolo, Assimi Goita. Per anni, racconta il Washington Post, Goita lavora con le forze speciali americane che combattono il terrorismo di Al Qaeda e Stato islamico in Africa. Prima ancora, apprende metodi di combattimento dai francesi, dai tedeschi. Quando appare in tv in mimetica per leggere il comunicato con cui attesta la fine del potere del presidente Ibrahim Keita, gli americani riconoscono nel golpista il soldato che avevano accolto alla base dell’aviazione Macdill in Florida anni prima. In difesa di Niamey, in chiave anti- Ecowas (Comunità economica degli Stati dell’africa occidentale), adesso non c’è solo il Mali e
AVEVA SOLO il titolo di capitano quando ha scippato il potere ad uno che lo aveva scippato a sua volta. Traoré il golpe l’ha contro il golpista Paul-henri Sandaogo Damiba, che nel 2022, guidando il Movimento Patriottico per la Salvaguardia e la Restaurazione, aveva rovesciato il presidente Roch Marc Christian Kaboré. Il laureato della scuola militare di Parigi che aveva partecipato a diversi corsi finanziati dagli americani e al Joint Combined Exchange Training statunitense meno di un anno dopo ha subito la stessa sorte. Il Pentagono che dal 2008 ha addestrato almeno 14 golpisti - ha risposto ai reporter che gliel’hanno chiesto- ha risposto di non sapere se tra le sue unità è passato anche il giovane leone burkinabé.