Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo
NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA
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In evidenza:
INCONTRI COMUNITA' IN SEDE E SU MEET
- 3, 10, 17 e 24/11 h17: gr. biblici in sede
- 5 e 19/11 h 10: eucarestie on line
- 8, 14, 21 e 28/11 h20:45: gr. bibl. on line
- 11/11 h18: eucarestia on line
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
- 7/11 h21: Inc. con Sandri c/o S.Domenico
9/11 h18:30: Colleg. nazionale cdb on line
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
- Gruppo 7: preziosa memoria omosessuale
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Questa comunità
APPUNTAMENTI COMUNITA' IN SEDE (v.Città di Gap) E SU MEET
NB: nel mese di novembre continuiamo con i consueti 3 incontri comunitari settimanali:
- Gruppi biblici: il martedì alle h20:45 solo on line (colleg. dalle h20:30 meet.google.com/qpe-wfjz-cdp) e il venerdì alle h17 solo in presenza, presso la sede di via Città di Gap, 13 a Pinerolo.
- Eucarestie: la domenica alle 10 solo on line (colleg. dalle h9:45 meet.google.com/vpu-vkkh-wfm).
VENERDI' 3 NOVEMBRE h17 – Gruppo biblico in presenza in sede: leggiamo At 13-14.
DOMENICA 5 NOVEMBRE h10 – Eucarestia (prepara Sergio Sp. per il gruppo del venerdì).
MERCOLEDI' 8 NOVEMBRE h 20:45 – Gruppo biblico on line: leggiamo Atti 13-14-15-16
VENERDI' 10 NOVEMBRE h17 – Gruppo biblico in presenza in sede: leggiamo At 15-16
SABATO 11 NOVEMBRE h18 – Eucarestia on line (prepara Franco B. per il gr. del venerdì).
DOMENICA 12 NOVEMBRE h10 – Eucarestia e momento di convivialità e confronto in presenza, presso la casa di Stefania e Speranza a Luserna (prepara Franco per il gr. del venerdì).
MARTEDI' 14 h 20:45 e VENERDI' 17 NOVEMBRE h17 – Gruppi biblici: su Atti 17 e 18.
DOMENICA 19 NOVEMBRE h10 – Eucarestia (prepara il gruppo del martedì).
MARTEDI' 21 h 20:45 e VENERDI' 24 NOVEMBRE h17 – Gruppi biblici: su Atti 19 e 20.
GIOVEDI' 23 NOVEMBRE h18 – Incontro di preghiera (prepara Maria Grazia B.).
DOMENICA 26 NOVEMBRE h10 – Eucarestia breve (prepara il gruppo del venerdì).
DOMENICA 26 NOVEMBRE h10:30/11:30 – Assemblea di comunità
MARTEDI' 28 NOVEMBRE h 20:45 e VENERDI' 1 DICEMBRE h17 – Gr. bibl.: At 21-22.
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
Iniziative per la pace a Pinerolo
Stiamo vivendo un periodo veramente drammatico a livello mondiale: al conflitto tra Ucraina e Russia, che va avanti da più di un anno e mezzo (dal 24/2/2022), si è aggiunto nel mese di ottobre (dal 7/10/2023) quello altrettanto grave in Medio Oriente: entrambi questi conflitti hanno in realtà una storia pluriennale precedente che va conosciuta per capirne l'origine e il contesto.
Il conflitto tra Hamas e stato di Israele ha già portato alla morte di più di 8000 persone (1500 israeliani a causa dell'attacco iniziale del 7 ottobre, almeno 7000 palestinesi causati dai bombardamenti israeliani delle tre settimane successive, dati confermati dall'ONU nell'aggiornamento del 27 ottobre).
Nel mese di novembre si terranno una serie di iniziative, che hanno come denominatore comune la ricerca della pace e la fine di questa spirale di violenza: ci limitiamo ad elencare quelle che si svolgeranno a Pinerolo nei prossimi giorni:
- Martedì 7 novembre alle ore 21, presso la chiesa di San Domenico (p.zza Marconi, 5): incontro sul tema "Israele Palestina. Capire le ragioni del conflitto per cercare una via di pace", organizzato dalle ACLI di Torino e Pinerolo, dall'associazione Volontari San Domenico, da Pine Hope Festival e CFIQ. Introdurrà Luigi Sandri, giornalista che è stato corrispondete ANSA a Tel Aviv (oltreché a Mosca) per diversi anni.
- Giovedì 9 novembre alle ore 20:45, presso l'Associazione culturale Stranamore (via Bignone 89) reading e presentazione del libro dell'autrice palestinese Adania Shibli "Un dettaglio minore", ingiustamente boicottato alla Fiera del libro di Francoforte. Interverranno Rosita di Peri e Elisabetta Benigni dell'Università di Torino.
- Sabato 11 novembre alle ore 16: manifestazione per la Palestina e per la pace con partenza da p.zza Terzo Alpini.
Collegamento nazionale Comunità Cristiane di Base
Giovedì 9 novembre, a partire dalle ore 18:30 si terrà la riunione on line del Collegamento nazionale delle CdB su Zoom
L'ordine del giorno è il seguente:
1. 11º incontro europeo delle Ccb (Villa Borromeo, Pesaro — 20 - 22 settembre 2024)
2. proposte per il prossimo incontro nazionale Cdb
3. valutazioni/bilancio del 40º incontro nazionale Cdb
4. sinodo della Chiesa: a che punto siamo, qual è la nostra partecipazione
5. notizie dalle reti e dai movimenti
6. varie ed eventuali
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
Gruppo "7": una preziosa memoria omosessuale
53 anni fa, alla fine di ottobre del 1971, una data che certamente non passerà alla storia, in C.so Torino, 288 nasceva il "GRUPPO SETTE", il primo gruppo di omosessuali cristiani che è nato e si è sviluppato nella nostra zona. Emma Schierano ci diede gratis una piccola sala in cui ci radunavamo per dialogare, pregare e progettare (in seguito, nello stesso stabile, ci donò una sede per la comunità cristiana di base).
Si trattava di un piccolo gruppo di persone che non avrebbero potuto incontrarsi in parrocchia. La loro omosessualità era ancora completamente nascosta, anche se uno di loro ne aveva parlato alla propria madre.
A partire dall'anno 1971, in autunno, ci trovammo in gruppo ogni 15 giorni per tentare di scoprire la realtà personale di ognuno e viverla più serenamente. Un impegno che personalmente, con singole persone e alcune coppie, portavo avanti già da anni. Voglio ricordare i primi passi di questo piccolo gruppo, perché dimostrano come davvero la chiesa nasce dal basso.
Avendo già da qualche anno una certa esperienza di ascolto e di dialogo con singole persone omosessuali e alcune coppie, cercavo di farne tesoro, ma il gruppo era allora piuttosto reticente nel prevedere alcuni momenti di apertura. Dobbiamo immaginare quale era in quegli anni l'atmosfera, specialmente nelle chiese, riguardo alle questioni di genere.
Ogni incontro si svolgeva nel dialogo, con un po' di lettura biblica e alcune riflessioni personali. Andammo avanti per alcuni anni, non privi di difficoltà, ma pieni di gioia, specialmente quando nel gruppo si scopriva che i passi biblici riguardanti l'omosessualità erano letti fuori dal contesto storico e dal loro significato esegetico. Forse il fatto oggi ci fa sorridere, ma la cultura diffusa allora, aveva proprio bisogno di uscire da certe letture tradizionali e omofobiche.
Trascorremmo momenti veramente liberatori, scoprendo una nuova presenza di Dio. Il gruppo in ogni modo continuava a non volere rendersi pubblico ed ogni mia sollecitazione in quella direzione trovò quasi sempre un netto rifiuto.
Un fatto imprevisto
Il 20 ottobre 1973 il gruppo fu "folgorato" dal suicidio del suo membro più anziano. La famiglia trovò sul comodino di N., come mi dissero, un suo foglio manoscritto che io non ebbi la possibilità di leggere. I genitori mi riferirono che il loro figlio aveva lasciato scritto che un certo don Barbero avrebbe dovuto fare il funerale. Andarono su tutte le furie ripetendo che il loro figlio si era suicidato evidentemente per colpa mia e del gruppo in cui si parlava di cose "oscene".
Tre giorni dopo alcuni del "Gruppo sette" mi portarono molto lontano, nella parrocchia dove si svolsero i funerali di questo nostro amico. Non vi dico gli improperi che in chiesa e fuori dalla chiesa ricevemmo: il nostro "gruppo 7" veniva apostrofato come un gruppo di malviventi...
In seguito ci volle del tempo a riprendere il cammino e il gruppo approfondì il bisogno di molti colloqui individuali.
Il 10 agosto 1975 Emma Schierano, sorella indimenticabile, mi consegnò le chiavi di quella che, prima diventò casa mia e poi la sede della comunità cristiana di base. Come "gruppo 7" cercammo altri sbocchi a Torino dove gli omosessuali cominciavano a farsi sentire, uomini e donne.
Voglio ricordare questa vicenda perché nel mio cuore quell'esperienza rimase piantata come un grande albero e mi persuase che il "gruppo 7" aveva segnato per molti aspetti l'inizio della nostra comunità cristiana di base di Corso Torino 288 a Pinerolo.
Franco Barbero, 3 novembre 2023
Per leggere la Bibbia
"Dire 'sic et simpliciter' che la Bibbia è la parola di Dio non corrisponde al vero. E' solo indirettamente la parola di Dio. Gli scritti biblici sono testimonianze di uomini di Dio, che hanno vissuto una storia ed espresso Dio. Quando la Bibbia dice: "Dio l'ha detto, Cristo l'ha detto...", non è Dio che l'ha detto, non è Cristo che l'ha detto in senso stretto, ma degli uomini che hanno raccontato la loro esperienza in rapporto a Dio.
La loro esperienza viene dallo spirito e in questo senso si può dire giustamente che la Bibbia è ispirata.
Ma, nel contempo, bisogna tener presente la mediazione umana, storica, contingente. Non vi è mai un incontro di Dio diretto a tu per tu con l'uomo, ma sempre attraverso mediazioni. Sono degli uomini che parlano di Dio.
Per la ricerca teologica e per capire l'evoluzione dei dogmi, questo è molto importante. Non si può comprendere la nuova teologia senza questo concetto di rivelazione mediata della storia, dell'esperienza interpretativa degli uomini. Quando non si accetta la mediazione, si cade necessariamente nel fondamentalismo".
da Edward Schillebeeckx, "Sono un teologo felice", ed. EDB, p.50
Che cos'è la preghiera?
"Gli esercizi di interiorizzazione non sono la preghiera. La preghiera per un cristiano e per i seguaci delle religioni monoteistiche è porsi davanti a una persona, con la quale si può parlare, dialogare e che si può ascoltare.
In tutte queste mistiche non cristiane non c'è il rapporto con una persona ma con un vago mistero. Per noi cristiani è Dio che si rivela. Nella New Age, nella meditazione trascendentale, è l'individuo che raggiunge il successo, non c'è l'apporto della grazia. E' l'uomo stesso che si redime da solo discendendo nella profondità del suo essere. Ma che cosa trova là? Il vuoto, forse. Quando si fa senza la natura e la storia, questo è lo sbocco".
da Edward Schillebeeckx, "Sono un teologo felice", ed. EDB, p.57
Il mistero di Dio dentro la realtà
Secondo Heinz Zahrnt, centrale nella teologia di Tillich è la "preoccupazione amorosa e pastorale di aiutare l'uomo oggi a cercare Dio non in un aldilà della sua storia, non al di sopra o al di fuori del mondo, né in un paese lontano e straniero né in un tempo lontano ed estraneo, ma nella realtà del mondo e della sua vita come la sua ultima vera realtà".
Il tentativo teologico di Tillich può riassumersi in questa frase: "La più profonda di tutte le esigenze è che noi apprendiamo a parlare di Dio in maniera tale che non appaia come un oggetto al di sopra di tutti gli altri oggetti, né come un semplice simbolo, ma come ciò che è veramente reale in tutto ciò che tende alla realtà".
da Heinz Zahrnt, "Alle prese con Dio", ed. Queriniana, pp.377-378
Teologia, ricerca, tentativi
"Ogni nuovo modo di parlare di Dio nel nostro tempo è prima di tutto un tentativo, ma anche qualora la teologia riuscisse a dare una risposta soddisfacente alle questioni su Dio nel nostro tempo, questa ricerca risposta sarebbe tuttavia passeggera. Poiché eterno è solo il Vangelo, mentre la teologia è legata al tempo, essa deve tradurre per il tempo che avanza e in maniera sempre nuova il Vangelo eterno.
Per questo il Duomo che i teologi costruiscono non è mai finito, ed è bene che sia così, se vuole essere un duomo vero in cui si annuncia e si adora Dio.
Anche qui vale la frase: "Dio non abita in un tempio fatto dalle mani", e "non devi farti un'immagine di Dio". La chiave di volta non può essere sostituita se non ci si vuol trovare sotto le stelle" (W. Loewenich). Ma poiché la chiave che sostiene la volta non può essere sostituita, la volta va sempre più in rovina, la teologia è destinata al naufragio. E' la grandezza del suo oggetto che fa naufragare la teologia; tuttavia non possiamo e non è lecito smettere di far teologia. Non dobbiamo iniziare la costruzione sempre da capo, dobbiamo osare continuamente, noi uomini peccatori, limitati, imperfetti e mortali a parlare di Dio. Anche in questo caso solo la grazia di Dio può mutare in bene ciò che l'uomo fa male. Dio deve perdonarci anche per la nostra teologia; forse non abbiamo un peccato più grande della nostra teologia".
da Heinz Zahrnt, "Alle prese con Dio", ed. Queriniana, p.405.
Il futuro
"Il problema che non mi lascia mai tranquillo è quello di sapere che cosa sia veramente per noi oggi il cristianesimo o anche chi sia Cristo. E' passato il tempo in cui si poteva dire tutto agli uomini tramite le parole (fossero parole teologiche o pie), così come è passato il tempo dell'interiorità e della coscienza, cioè il tempo della religione in generale. Andiamo incontro a un'epoca completamente non religiosa" (D. Bonhoeffer, Lettera a un amico del 30 aprile 1944).
Nonostante tutto il discusso riflusso religioso, queste parole sono più che mai vere proprio in questi nostri giorni: la religione viene infatti progressivamente messa sempre più da parte.
Ma queste parole profetiche di Bonhoeffer acquistano un significato provocatorio per la stessa esperienza delle comunità di base. La nuova situazione storica impone un radicale ripensamento che sorpassa le sintesi fin qui elaborate dalle stesse comunità di base.
Noi pensiamo che una nuova stagione si apra per la fede cristiana, una stagione dove la fede sembra pulsare di una luce completamente nuova: indichiamo questa fede con il termine immagine di "FEDE-POVERA".
Prima di illustrare ideologicamente questa ipotesi dobbiamo soffermarci su alcune premesse storico - analitiche, che ci permettano di fare una lettura della nostra storia e di fissare un collocamento per il discorso che vogliamo costruire.
da AA.VV., "Radicalità di una fede povera", p.4
Il cattolicesimo ufficiale non digerisce l'evoluzione
Il cattolicesimo conservatore non digerisce l'evoluzione. Teologi e teologhe anti-sinodali non capiscono che mentalità sinodale e evolutiva sono inseparabili. Ma al fondo dei "dubbi" c'è un problema di pensiero e di spiritualità: la mancanza di un pensiero evolutivo e la mancanza di una spiritualità del lasciarsi condurre dallo Spirito.
Come diceva ai suoi buoni tempi conciliari l'allora ancor giovane teologo "quasi progressista" Ratzinger, l'unica cosa che non cambia è lo Spirito che ci fa cambiare. È lo Spirito che, come dice papa Francesco, suscita nella Chiesa il cambiamento, la pluralità e la conversione.
Il Concilio Vaticano II ha riconosciuto che «il genere umano passa da una concezione piuttosto statica dell'ordine delle cose, a una concezione più dinamica ed evolutiva» (si legga con calma tutto il n. 5 della "Gaudium et spes"). Ma i cardinali scrupolosi che presentano a Roma i loro dubbi ("dubia!") sull'immutabilità delle dottrine hanno un grave problema di stitichezza intellettuale e di miopia credente. Sembrano presupporre una mentalità sostanzialista che non digerisce l'evoluzione. L'evoluzione è più di un semplice cambiamento e implica creatività e salti qualitativi di novità.
I media cattolici favorevoli a papa Francesco hanno salutato con rispetto le risposte informali del papa ai "dubia". Ma se i cardinali di "ultra voci" peccano per eccesso, Francesco dice poco. Risponde loro con la sua caratteristica delicatezza, umiltà e carità, usando un linguaggio minimalista proveniente dallo stesso paradigma non evolutivo che loro possono comprendere e che non avranno altra scelta che ammettere.
Ad esempio, quando gli dicono che la Rivelazione è immutabile e le nuove interpretazioni non sono valide, lui dice loro che interpretare meglio significa scoprire di più la sua ricchezza ed esprimerla meglio. È la stessa cosa che ha dovuto fare Giovanni XXIII perché la svolta di 180 gradi del Vaticano II fosse accettata sia dai conservatori sia dai progressisti: «Una cosa, diceva, è la sostanza del deposito della fede e un'altra è il modo in cui si esprime».
Questo era il minimo che gli avrebbero perdonato i più ultraconservatori. Ma in fin dei conti era un "sostanzialista". Fortunatamente il Concilio è andato molto al di là e ha optato per l'evoluzione (cf. "Dei Verbum" 8 e "Dignitatis humanae", 1).
Le risposte che darà la teologia revisionista di mentalità evolutiva dovranno essere più radicali.
Ad esempio, quando gli "ultras" pongono domande sulla peccaminosità "intrinseca e oggettiva" di un determinato comportamento sessuale secondo manuali di confessori o catechismi, non basta dire loro che "la carità pastorale esige che non si trattino semplicemente come «peccatori» altre persone la cui colpa o responsabilità può essere attenuata da vari fattori che influenzano l'imputabilità soggettiva". Dobbiamo andare oltre e mettere in discussione queste distinzioni scolastiche tra oggettivo-soggettivo, sostanza e accidenti, ecc. Dobbiamo riconoscere l'evoluzione delle dottrine che richiede la revisione di catechismi e manuali per confessori con la creatività che lo Spirito ci impone durante il cammino sinodale di conversione e di discernimento.
Altro esempio, quando gli "ultras" pongono domande sull'intoccabilità del concetto canonico di matrimonio o sulla natura indissolubile del vincolo, non basta dire loro che "il diritto canonico non deve e non può coprire tutto" e "la vita della Chiesa scorre attraverso molti canali oltre a quelli normativi". Dobbiamo andare oltre e riconoscere la necessità impellente di rivedere le normative a livello canonico secondo l'evoluzione dottrinale al passo con i tempi.
Mi diranno che questo comporta il pericolo del relativismo e dello storicismo e forse qualcuno sospetterà che io sia influenzato da qualche sinodo regionale nord-europeo. Ebbene no, proprio perché tanto tempo fa ho fatto queste proposte durante il pontificato di Giovanni Paolo II, mi ispiro ad un pensiero evolutivo scientifico filosofico di autori del nostro paese così qualificati come Xavier Zubiri nella sua metafisica, Laín Entralgo nella sua antropologia e Diego Gracia nella sua bioetica, così come nella teologia morale che condividevano negli anni '80 e '90 a Comillas Javier Gafo, Marciano Vidal, Torres Queiruga e tanti altri……
In sintesi, sia in filosofia, come in teologia o in pastorale e spiritualità, la svolta decisiva è quella dalla mentalità sostanzialista, statica e isolazionista alla mentalità strutturale, dinamica e relazionale.
Pregando perché ci lasciamo guidare dallo Spirito durante il cammino sinodale, presumo che non possiamo nutrire grandi aspettative. Anche i più progressisti nell'ora della verità hanno paura dell'evoluzione delle dottrine, non osano combattere la stitichezza per paura delle diarree. Ma non abbiano paura. La diarrea, come il sudore e altre espulsioni di ciò che intasa il traffico vitale, sono benefiche per la salute fisica e psichica...
Juan Masià (articolo pubblicato il 3/10/2023 nel blog dell'autore in Religión Digital, www.religiondigital.com; traduzione a cura di Lorenzo Tommaselli)
Il miracolo nel linguaggio dei poveri
"I miracoli non sono qualcosa di puramente fittizio, ma richiamano a una lettura dei fatti a partire dalla "fede in Gesù". Non è certo facile descrivere con esattezza gli antichi fatti ritenuti miracolosi, ma non per questo ci è permesso di relegare i miracoli nel mondo dei miti e delle storie inventate.
Un secondo studio che vogliamo brevemente commentare ha per autore Francisco C. Rolim; egli definisce con felice l'espressione il miracolo come ossigeno della religione opolare: "La religiosità del povero si nutre ogni giorno di miracolo... Esso non è lo straordinario ma il quotidiano". "Il miracolo indica la precarietà della vita del povero, poiché egli vede il santo come potente operatore di meraviglie, protettore nell'ora del pericolo e della fragilità. Il povero vive solo per miracolo e il maggior miracolo è appunto che i poveri continuino a vivere.
Secondo Rolim la distanza che intercorre tra visione "ufficiale" e visione popolare del miracolo attesta in maniera evidente la distanza esistente tra autorità e popolo dentro la Chiesa, di modo che il parlare di miracoli diventa un discorso tipicamente popolare, inaccessibile alla classe borghese.
Così il popolo si riserva un suo spazio di comunicazioni, dentro il quale il miracolo viene ad essere proclamazione quotidiana della presenza di un potere extraterreno di fronte a un potere installato nel corpo sociale che genera e plasma il corpo e la figura del povero".
da Eduardo Ooornert, "La memoria del popolo cristiano", ed. Cittadella, p.205
Nota di Franco Barbero
Il teologo che molti anni fa scrisse queste bellissime pagine non aveva per nulla l'idea di dare sostegno al tanto diffuso e insensato miracolismo cattolico. Voleva, rispetto all'America Latina, capire come interpretare il linguaggio della gente del popolo. Oggi in Occidente il miracolismo, specialmente madonnaro, non ha nulla in comune con il concetto di miracolo nella bocca e nel cuore del popolo povero. Anzi, la gerarchia spesso usa i miracoli come dispensa dalla necessaria interpretazione testuale e come una delle branchie del fondamentalismo.
Nella lettura della Bibbia e nella vita delle comunità una attenta disamina dei linguaggi è più che mai necessaria e ciò può essere fatto con grande senso di rispetto e affetto con chi usa la parola miracolo in tanti contesti della sua vita. Altro è il miracolismo.
Impariamo da Mosé e dai profeti
"Nella corsa agli armamenti, nella guerra fredda, nelle oppressioni di ogni genere a cui è dato assistere, nell'immoralità o amoralità in cui si muove il gioco finanziario schiacciando i poveri e i piccoli, nell'oblio in cui sono tenute le minoranze, nelle camarille o cosche politiche nazionali e internazionali, la chiesa profetica non cerca un posto per sopravvivere accanto ai vari spartitori del bene comune, ma leva la voce contro tutti i profittatori e si prodiga a vantaggio di tutti gli sfruttati.
Mosè che osa contestare il faraone (Esodo 4,14), Isaia i re di Giuda (Isaia 7,13), Geremia la politica falsa dei sovrani di Gerusalemme (cf. Ger. 18,11-12; 26, 10-24), tale è la chiesa profetica, che continua la loro opera, con la stessa insistenza, con lo stesso rischio, ammonendo, gridando, stimolando i propri componenti a essere i sovvertitori dell'ordine ingiustamente costituito, non a tenersi appiattati nelle loro case per non compromettere la propria tranquillità e la propria pace".
da Ortensio da Spinetoli, "Rifondare la chiesa", ed. Il pozzo di Giacobbe, p.76
DALLA NOSTRA COMUNITA'
· Per quanto ne abbiamo discusso e ci siamo confrontati con pareri diversi, il Concilio Generale della chiesa cattolica, appena finito, davvero non è stato un vero processo sinodale e non ha avuto nulla di simile ad un concilio generale. Molte chiacchiere, ma nessuna decisione rilevante che riguardi le questioni di genere, la ministerialità, le donne e la struttura complessiva della comunità chiesa.
· Parlano già di una prosecuzione del Concilio da realizzarsi entro il mese di ottobre del 2024.
· La comunità sta, pur con le sue difficoltà, percorrendo un buon cammino, anche grazie al confronto con altre realtà sul piano politico e sociale, sostenuta da un impegno non irrilevante e costante nella lettura biblica. Siamo ora alla seconda metà del libro degli Atti degli apostoli.
· Domenica 12 novembre la nostra comunità è invitata a raccogliere l'invito di Stefania e Esperanza a trascorrere insieme una giornata di fraternità e sororità. Sarà l'occasione per una verifica complessiva di tutta la vita comunitaria: gruppi, relazioni, orari e attività (interne ed esterne) religiose, sociali e politiche. L'incontro si svolgerà a Luserna nell'abitazione di Stefania ed Esperanza, a partire dalle ore 10 (eucarestia, pranzo autogestito, dialogo post pranzo).
· Abbiamo pensato che una comunità abbia bisogno con regolarità di incontrarsi in presenza per dirsi ciò che condivide, ciò che crea difficoltà e quali sono i progetti.
· Sembra strano parlare delle relazioni comunitarie quando esistono ben altri problemi, come le guerre, ma, nella mia esperienza, accettare le differenze e le sensibilità diverse è sempre stata una delle esperienze più difficili ed impegnative.
Franco Barbero
Il nostro notiziario
Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).
· Franca Avaro: 339-8426075
· don Franco Barbero: 0121-72857; e-mail: donfrancobarbero24@gmail.com
· Manuela Brussino: 347-2997935.
· Fiorentina Charrier: 339-4018699; e-mail: francoefiore3@gmail.com
· Ada Dovio: 340-4738130
· Francesco Giusti: 320-0842573; e-mail: fragiu0168@gmail.com
· Franca Gonella: 338-5622991; e-mail: francagonella49@gmail.com
· Antonella Ippolito e Sergio Speziale: zimtvanillig@gmail.com
· Ines Rosso: 339-8310247