Federazione donne evangeliche in Italia (FDEI)
DONNE E LAVORO: UNA VIOLENZADIFFUSA E NASCOSTA
16 giorni per vincere la violenza
dal 25 novembre al 10 dicembre 2023
Introduzione
“La presente Convenzione ha l’obiettivo di:
- proteggere le donne da ogni forma di violenza e prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica;
- contribuire ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne e promuovere la concreta parità tra i sessi, ivi compreso rafforzando l’autonomia e l’autodeterminazione delle donne”.
(“Convenzione di Istanbul” del Consiglio d’Europa, Art. 1 -
l’Italia vi ha aderito con la Legge 119/2013)
Ormai è assodato: la disparità di genere passa anche attraverso il portafoglio!
Le donne hanno un tasso occupazionale più basso degli uomini a livello europeo e in Italia il divario è tra i più alti, anche se dal 2021 vi è stato un incremento costante delle occupate e nel secondo trimestre del 2023 l’Istat
informa che si è passati dal 51,3% del 2022 al 52,6%.
Eppure se guardiamo il livello occupazionale femminile, secondo dati Eurostat
Eppure se guardiamo il livello occupazionale femminile, secondo dati Eurostat
del 2022, il divario retributivo medio europeo tra uomini e donne per ora lavorata
è del 14,1%, ma nel 2022 l’Italia era 13,8 punti sotto la media europea.
Inoltre, sempre nel nostro paese, dopo la nascita di un figlio molte donne lasciano
o perdono facilmente il lavoro: solo il 43,6% ritorna occupata, mentre nel Sud e Isole il dato crolla al 29%.
Ma perché dedicare i nostri “16 Giorni” sulle questioni donne-mondo del lavoro?
In che misura possono essere collegate con la violenza sulla donna? Il gender
pay gap e le altre discriminazioni connesse al mondo del lavoro, favoriscono
condizioni di sudditanza economica e psicologica che lasciano bloccate molte donne in relazioni con uomini manipolatori, possessivi e violenti.
Il XXIII Congresso della FDEI, svoltosi lo scorso marzo, relativamente al sistema lavorativo attuale che aliena, sfrutta e precarizza ha evidenziato che:
“...tutto questo colpisce maggiormente le donne esponendole in molti casi ad un
intreccio perverso in cui si combinano dipendenza economica, disparità salariale, ricatto sessuale e maternità negata”.
A fronte di tale situazione bisognerebbe intervenire (qui il condizionale è d’obbligo!)
con urgenza e forza, ognuno facendo la sua parte: la politica e i governi con appropriate disposizioni legislative e le coperture finanziarie per attuarle; le agenzie
di formazione e la società civile nel suo complesso impegnandosi sul versante culturale per scardinare linguaggi e atteggiamenti pregiudizievoli e discriminatori
da cui trae forza e sostanza la violenza contro le donne.
Noi donne evangeliche continuiamo ad offrire il nostro contributo di analisi e riflessione, anche attraverso la composizione di questi 16 giorni: un lavoro collettivo
Noi donne evangeliche continuiamo ad offrire il nostro contributo di analisi e riflessione, anche attraverso la composizione di questi 16 giorni: un lavoro collettivo
fatto con competenza e passione per abbattere gli stereotipi di genere, per coltivare una cultura dell’uguaglianza e della parità, affermando con convinzione che un modo
differente di relazionarsi tra gli esseri umani e con la creazione tutta non solo può esistere, ma è necessario; ed è quanto siamo chiamate e chiamati a fare come
credenti se vogliamo porci nella sequela di Gesù Cristo.
Mirella Manocchio - Presidente FDEI