sabato 25 novembre 2023

DONNE E LAVORO

 Federazione donne evangeliche in Italia (FDEI)

DONNE E LAVORO: UNA VIOLENZA
DIFFUSA E NASCOSTA

16 giorni per vincere la violenza
dal 25 novembre al 10 dicembre 2023

Introduzione
“La presente Convenzione ha l’obiettivo di:
- proteggere le donne da ogni forma di violenza e prevenire, perseguire   ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica;
- contribuire ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne   e promuovere la concreta parità tra i sessi, ivi compreso rafforzando   l’autonomia e l’autodeterminazione delle donne”.
(“Convenzione di Istanbul” del Consiglio d’Europa, Art. 1 -
   l’Italia vi ha aderito con la Legge 119/2013)

Ormai è assodato: la disparità di genere passa anche attraverso il portafoglio! 
Le donne hanno un tasso occupazionale più basso degli uomini a livello  europeo e in Italia il divario è tra i più alti, anche se dal 2021 vi è stato un  incremento costante delle occupate e nel secondo trimestre del 2023 l’Istat 
informa che si è passati dal 51,3% del 2022 al 52,6%.
Eppure se guardiamo il livello occupazionale femminile, secondo dati Eurostat 
del 2022, il divario retributivo medio europeo tra uomini e donne per ora lavorata 
è del 14,1%, ma nel 2022 l’Italia era 13,8 punti sotto la media europea. 
Inoltre, sempre nel nostro paese, dopo la nascita di un figlio molte donne lasciano 
o perdono facilmente il lavoro: solo il 43,6% ritorna occupata, mentre nel Sud e Isole il dato crolla al 29%.
Ma perché dedicare i nostri “16 Giorni” sulle questioni donne-mondo del lavoro? 
In che misura possono essere collegate con la violenza sulla donna? Il gender 
pay gap e le altre discriminazioni connesse al mondo del lavoro, favoriscono
condizioni di sudditanza economica e psicologica che lasciano bloccate molte donne in relazioni con uomini manipolatori, possessivi e violenti.
Il XXIII Congresso della FDEI, svoltosi lo scorso marzo, relativamente al sistema lavorativo attuale che aliena, sfrutta e precarizza ha evidenziato che: 
“...tutto questo colpisce maggiormente le donne esponendole in molti casi ad un 
intreccio perverso in cui si combinano dipendenza economica, disparità salariale, ricatto sessuale e maternità negata”.
A fronte di tale situazione bisognerebbe intervenire (qui il condizionale è d’obbligo!) 
con urgenza e forza, ognuno facendo la sua parte: la politica e i governi con appropriate disposizioni legislative e le coperture finanziarie per attuarle; le agenzie 
di formazione e la società civile nel suo complesso impegnandosi sul versante culturale per scardinare linguaggi e atteggiamenti pregiudizievoli e discriminatori 
da cui trae forza e sostanza la violenza contro le donne.
Noi donne evangeliche continuiamo ad offrire il nostro contributo di analisi e 
riflessione, anche attraverso la composizione di questi 16 giorni: un lavoro collettivo 
fatto con competenza e passione per abbattere gli stereotipi di genere, per coltivare una cultura dell’uguaglianza e della parità, affermando con convinzione che un modo 
differente di relazionarsi tra gli esseri umani e con la creazione tutta non solo può esistere, ma è necessario; ed è quanto siamo chiamate e chiamati a fare come 
credenti se vogliamo porci nella sequela di Gesù Cristo.

Mirella Manocchio Presidente FDEI