martedì 7 novembre 2023

"Così è pulizia etnica: già ottomila morti, come a Sebrenica"

 

Giampiero Galapà

 

"Ce lo ricordiamo il genocidio di Srebrenica? Dall'8 ottobre siamo già a ottomila palestinesi uccisi, di cui 3.500 bambini. Ottomila, esattamente come Srebrenica". Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per la Palestina, ci parla da New York, tra una riunione di esperti in diritto internazionale e un incontro pubblico. Spesso mentre parla deve interrompersi, la voce rotta da lacrime e singhiozzi. E, poi, non dovute scuse. "Sono morti nei bombardamenti in 57 del personale Unrwa: non ho voluto sapere chi sono, non voglio saperlo. Magari qualcuno di loro ha collaborato al mio rapporto, non voglio – ripete – sapere chi sono".

 

L'ONU ieri ha definito quella in corso "punizione collettiva" di Israele ai gazawi: "crimine di guerra".

Siamo al fondo del pozzo dell'umanità. Io non capisco più cosa stia succedendo. Gaza era già sotto una forma di punizione collettiva: l'aveva già detto anche la Croce rossa. Questo intensificarsi dell'assedio e dei bombardamenti è intentional starvation, ridurre intenzionalmente alla fame chi sopravviverà. Un massacro in una trappola senza scampo. Perché dove devono andare i gazawi? I varchi sono tutti chiusi.

 

È la risposta alle atrocità di Hamas del 7 ottobre, affermano. Bombardando a tappeto fino ad ora (ieri sera, ndr) hanno già distrutto il 45% delle strutture civili, ospedali, scuole, chiese...

 

Daniel Hagari, portavoce dell'esercito, ha affermato che sotto lo Shifa, principale ospedale di Gaza City, ci sarebbe il quartier generale di Hamas. E ha mostrato presunte prove...

Non sono prove, ma ricostruzioni grafiche o, meglio, costruzioni grafiche. Ma anche fosse vero, qualsiasi giurista direbbe che non può essere condizione sufficiente per bombardare un ospedale con centinaia di feriti, malati, sfollati, bambini, neonati. Ho tra le mani un documento firmato da ottocento esperti legali internazionali che chiedono di intervenire alla comunità internazionale, perché il genocidio inizia con la disumanizzazione della vittima... la Convenzione sul genocidio obbliga a intervenire prima che questo si compia; dov'è la comunità internazionale? Dov'è l'Italia? Stiamo tutti avallando questo massacro.

L'Italia sta con l'occidente, con la Nato e l'Ue.

Sono molto delusa dalla posizione del nostro paese, ha tradito la propria autonoma tradizione diplomatica da sempre improntata al riconoscimento del diritto a vivere in libertà, pace e sicurezza sia degli israeliani sia dei palestinesi.

 

Israele per la propria sicurezza deve difendersi da Hamas, no?

Le atrocità di Hamas sono ingiustificabili, nonostante da anni si denunciava la Striscia di Gaza come una polveriera pronta a esplodere per la sua condizione di gabbia assediata e sotto occupazione. Ma secondo l'articolo 51 della Carta dell'Onu e secondo posizioni consolidate della Corte internazionale di giustizia, si può rispondere con la guerra solo in caso di attacco da parte di un altro Stato, non in caso di attacco da parte di un gruppo terroristico all'interno di un territorio per altro occupato da chi ora muove guerra. Quel che avrebbero dovuto fare è un'operazione di peacekeeping. Ricordiamo che Netanyahu nel 2019 diceva che Hamas andava finanziata e sostenuta: perché? L'obiettivo era arrivare proprio a questo punto.

 

Molti in Italia sostengono che la Striscia non fosse occupata.

Come la vogliamo chiamare una condizione di un territorio da dove non puoi uscire, dove Israele controlla acqua e luce.

 

Un altro aspetto palesemente illegale sono gli ordini di evacuazione per i gazawi.

Ordine per 1,1 milione di persone a cui è stato chiesto di andare a sud per, poi, bombardare anche a sud. Sono convinti che la soluzione sarà costringere i sopravvissuti ad andare in Egitto. Questa è pulizia etnica, come altro vogliamo chiamarla.

 

Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2023