Sulla persecuzione e sterminio degli Ebrei in Europa, la storia ha dato un giudizio dal quale non è possibile recedere. Ogni tragedia è un "unicum" la cui portata non è negoziabile in base a quanto avviene successivamente.
Nella centrifuga del sistema mediatico, che da alcuni anni ormai veicola verità, notizie e false notizie a ritmo quotidiano, serve trovare qualche regola di comportamento che aiuti a discernere: occorre saper cogliere, nel flusso degli eventi e in quel luogo mediatico, dei punti fermi, che possano orientare le nostre esistenze e il nostro agire.
Punti fermi: cioè l'accertamento di verità che, a meno di nuove risultanze, non siano messe in discussione. Da lì poi la libera discussione e la dialettica fra le opinioni più diverse (possibilmente nel rispetto di quelle altrui) sono preziose e benvenute.
Banco di prova di questa necessità è la Giornata della Memoria del 27 gennaio, giorno della liberazione degli ultimi prigionieri nel Lager di Auschwitz, da parte dei soldati dell'Armata Rossa, solennità istituita in Italia con l'approvazione della legge 211 del 20 luglio 2000 - proponente Furio Colombo.
Seguirà un riconoscimento da parte delle Nazioni Unite con risoluzione del primo novembre 2005.
Alberto Corsani, Riforma , N 3