giovedì 25 gennaio 2024

SULLA LIBERTA' DI STAMPA

 La Repubblica del 20/01/2024

Schlein contro la censura tv “Meloni è peggio di Berlusconi”
di Giovanna Vitale

Sbarca a Gubbio, al seminario promosso dal gruppo pd alla Camera, per mandare due messaggi precisi. Il primo a Giorgia Meloni: non si azzardi a toccare la libertà di stampa, l’Italia non farà la fine dell’Ungheria di Orban, lei — Elly Schlein — proverà a impedirlo con tutte le sue forze. Il secondo ai compagni di partito, che molti dubbi nutrono sulla corsa della segretaria alle Europee, non ancora annunciata ma pressoché decisa: le correnti che da mesi apparecchiano senza l’oste i tavoli delle candidature — una a te, quest’altra a me — dovranno farsene una ragione. Rassegnandosi pure al fatto che la linea, specie sulla politica estera, le guerre e gli sforzi per la pace, resta una prerogativa di chi guida il Nazareno. Alla quale non si intende rinunciare.
È un all in,o tutto o niente, quello lanciato da Schlein per consolidare la sua leadership e non farsi rosolare a fuoco lento, né dalle trame interne ai Dem, né dalle ambizioni di qualche alleato, leggi Giuseppe Conte che le contende il ruolo di capo dell’opposizione. Un azzardo da vincere andando allo scontro diretto con l’altra donna forte della politica nostrana, da sfidare a viso aperto sui terreni più congeniali: la difesa dei diritti e delle libertà fondamentali. Perciò «Meloni ha superato Berlusconi», sceglie il frontale la segretaria al termine della convention eugubina. «Questi attacchi al giornalismo di inchiesta nemmeno con gli editti bulgari», incalza a tutela diReport, minacciato da FdI per i suoi servizi su Ignazio La Russa e sul padre della prima ministra. «Bisogna inventare altri tipi di editti, non so se ungheresi. Sono attacchi non degni di una democrazia».
Prove generali dell’atteso showdown televisivo. Per affrontare il quale serve un partito unito. E un’agenda solida. Che Schlein detta ai suoi deputati, enumerando tutte le battaglie che attendono il Pd in vista delle Europee. Contro le riforme «dannose per il Paese»: l’autonomia che «è una secessione mascherata, spacca l’Italia» e il premierato che «indebolisce sia il Parlamento sia i poteri del Capo dello Stato». A difesa della sanità, dell’istruzione e dei trasporti pubblici che «la destra vuole smantellare ». Alcune già tradotte in proposte di legge: il congedo paritario; il superamento della Bossi-Fini; la disciplina per punire chi esalta i metodi e le simbologie del fascismo, ancor più alla luce dei fatti di Acca Larentia. Senza dimenticare quella «per assicurare un fine vita dignitoso, che è parte del programma del Pd». Non si capacita, Schlein: «In Veneto abbiamo perso un’occasione», dice. Le brucia il dissenso della consigliera Bigon, che ha votato con le destre per affossare la legge sostenuta pure da Zaia: «Una ferita».
Non è l’unico tema controverso affrontato nei 45 minuti di intervento L’altro riguarda la risoluzione Ue sul cessate il fuoco in Palestina, che il Ppe «ha annacquato», accusa Schlein. «Dobbiamo porci la questione di evitare di alimentare questi conflitti, di evitare l’invio di armi e l’esportazione di armi verso il conflitto in Medio Oriente, in particolare in questo caso ad Israele», riflette, richiamando un emendamento della sinistra europea bocciato in aula: «Non si può rischiare che le armi vengano utilizzate per commettere quelli che si possano configurare come crimini di guerra». Apriti cielo: «Parole non solo inaccettabili, ma vergognose. Sembrano negare gli atti di inaudita violenza perpetrati da Hamas», attacca il gruppo di FdI alla Camera. Mentre il presidente dei senatori di Iv, Enrico Borghi, denuncia la «rincorsa politicamente suicida al massimalismo del M5S». Ma la segretaria pd tira dritto, rivendicando di essere stata una delle prime, il 7 ottobre, a condannare i terroristi.
A Gubbio, intanto, si sciolgono le fila. Ma prima bisogna rintuzzare le polemiche sul seminario organizzato in un hotel con spa, docce emozionali e massaggi al cioccolato. «Ho letto molte elucubrazioni sulla mia presenza », ma se il primo giorno ha disertato è «perché ieri sono andata a vedere un film stupendo, Krypton,che penso dovrebbero vedere tutti, a partire dal governo che sta tagliando la sanità: un grido sulla salute mentale». Rivelazione che lascia basita la platea: «Ma davvero non è venuta per andare al cinema?». Confermando i sospetti su un’assenza strategica: Schlein non ha condiviso la scelta della location e voleva sottrarsi al dibattito sulla sua candidatura. «In ogni caso la Spa è chiusa e penso che nessuno di noi abbia portato qui né il costume né la pistola», scherza la leader riferendosi al caso Pozzolo. «E se prendete il treno, non fermatelo ». Siparietto per alleggerire tensioni interne che neppure la campagna umbra pare però esser riuscita a stemperare.