La donna pagana "converte Gesù"
"Conosco un solo episodio in cui Gesù si trova ad avere a che fare con una resistenza profonda, obiettivamente legittima, quello dell'incontro con la donna straniera fenicia, che implora la guarigione della figlia ammalata. Dapprima Gesù non intende dare ascolto a questa supplica e pronuncia le dure parole sul pane che non deve essere gettato ai cani. La donna fenicia, tuttavia, è pronta a ribattere; troppo importante, per lei, è la preghiera che ha da rivolgere, troppo a cuore le sta la figlia inferma . "E' vero Signore, ma i cani sotto la tavola possono mangiare almeno le briciole che cadono ai loro padroni". Ciò che qui si riflette, nella forma di una narrazione letteraria, è la chiara memoria di un'evoluzione interiore compiutasi in Gesù; e che questa vi fosse era naturale aggiungeremo noi.
Prima egli crede di aver a che fare soltanto con le dodici tribù di Israele, ma poco a poco il particolarismo cede il campo ad un grandioso universalismo: è quanto l’esegesi ( =gli studi biblici) ha ormai accertato e riconosciuto. Nel dialogo con la loquace donna fenicia siamo di fronte ad uno dei momenti che hanno dato impulso a questo svolgimento.
Gesù risponde con una frase assai significativa, riferendosi alla replica della donna, che abbiamo citato or ora: “Queste tue parole mi hanno convinto!” Si ha qui la testimonianza di un mutamento di grande portata che si compie in Gesù e concerne tutto la sua esistenza, tutta la sua missione.
Qual è dunque la reazione di Gesù di fronte ad una giustificata resistenza? La riconosce e intende renderle ragione.Ne trae un insegnamento e accetta persino di essere messo in discussione!"
(Tratto da Hanna Wolff, Gesù psicoterapeuta, Queriniana).
Il brano compare nel volume "Lazzaro vieni fuori" della comunità cristiana di base di Pinerolo, Gennaio 1986