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Il caso. L’Italia sale sui carri armati e apre la borsa: ben 8 miliardi per i Leopard
Alessia Guerrieri giovedì 22 febbraio 2024
Dei carri armati
Alla
fine l’Italia mette come priorità dotarsi dei carri armati tedeschi
Leopard 2. Alla Camera la commissione Difesa ha dato infatti il via
libera all'acquisto dei carri, nello stesso giorno in cui l’Aula del
Senato ha approvato le nuove norme sul controllo dell’esportazione,
importazione e transito dei materiali di armamento. Non senza le
proteste di Pd, Avs e M5s, che puntano il dito sulla mancanza di
trasparenza e di controlli. «Si introducono in realtà elementi di
opacità per cui le banche potranno evitare di essere trasparenti», tuona
il senatore dem Graziano Delrio. Una «pace disarmata non esiste»,
replica Forza Italia con Pierantonio Zanettin. Ma anche per Italia viva
si tratta di un «provvedimento che ha trovato un punto di equilibrio tra
un meccanismo di maggiore efficienza affidata al governo e il
riconoscimento del ruolo delle Camere».
Nel
dettaglio il programma di acquisizione dei Leopard 2 dovrebbe durare 14
anni e prevede l’acquisizione di 132 carri armati destinati a
costituire due reggimenti carri e fino a 140 piattaforme corazzate
derivate per equipaggiare le unità delle brigate pesanti, medie e
leggere, tutti i reggimenti genio e i reggimenti logistici dell’esercito
e gli istituti di formazione. Il costo complessivo è stimato in 8
miliardi e 246 milioni di euro. Si tratta di «una decisione immorale
spendere 8 miliardi così e poi mancano i fondi in sanità, col governo
che decide la proroga di 2 anni per sostituire oltre 3mila apparecchi di
diagnosi sanitaria», commenta il leader di Sinistra italiana Nicola
Fratoianni. «Una vergogna nazionale», gli fa eco Angelo Bonelli di
Europa Verde.
Il
provvedimento approvato da Palazzo Madama, che deve passare ancora
all'esame di Montecitorio, invece modifica l'attuale legge (185/1990)
che regolamenta l'import-export di armi. Nelle intenzioni del
legislatore c'è la semplificazione delle operazioni per lo scambio di
materiali d'armamento a vantaggio delle imprese italiane del settore. La
responsabilità dell'applicazione della legge è affidata al Comitato
interministeriale per gli scambi di armamento per la difesa (Cisd),
presieduto dal premier con segretario il sottosegretario alla presidenza
del Consiglio. Sul fronte delle imprese, viene raddoppiato il tempo per
la presentazione della documentazione delle operazioni di trasferimento
e allo stesso tempo arrivano però sanzioni più pesanti qualora non si
rispettino le scadenze. Il ddl fa anche una precisazione per il sistema
bancario: gli obblighi di comunicazione delle transazioni bancarie
saranno in capo a banche e intermediari finanziari. Inoltre il
presidente del Consiglio è tenuto ad inviare ogni anno alle Camere una
relazione dettagliata sul import-export di armi.
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