BUON 2024
con lo sguardo verso l'alto e i piedi per terra
Aldo MORRONE*
"Adoro gli uccelli che si innamorano delle stelle e cadono per la stanchezza volando alla ricerca della luce…". (HÉLDER CÂMARA)
Quante stelle ci sono nell'infinito dell'Universo, mi sono sempre chiesto. Quando ero piccolo sui prati accanto all'aeroporto di Centocelle spesso mi trovavo a contare le nuvole e a indovinare le loro forme.
Alcune mi sembravano un gatto, un gabbiano, un angelo. La mia fantasia volava in alto. Poi rimanevo affascinato dagli storni che formavano figure danzanti nel cielo, e provavo a indovinarne i disegni, senza comprenderne la complessità, come descrive Giorgio Paris suo splendido libro.
Ho immaginato che un giorno avrei studiato l'Universo per capirne meglio gli enigmi. Invece mi sono dedicato allo studio del corpo Umano: un mistero dotato di una complessità meravigliosa come quella delle stelle. Soprattutto la sua origine, che deve avere qualcosa in comune con la nascita della vita in tutte le sue forme.
Oggi so che circa cinque miliardi di anni fa una nube stellare fluttuava dentro la Via Lattea per poi formare un'immensa stella chiamata Tiamat che verso 4,6 miliardi di anni fa esplose trasformandosi in una supernova. Dai suoi materiali nacque il sole e i suoi pianeti, tra cui la Terra.
Senza le stelle non ci sarebbe la vita e nessuno di noi sarebbe mai nato. Siamo tutti frammenti di stelle.
Però mi chiedo ancora: perché molti nascono nel posto sbagliato e sembra che il loro frammento di stelle sia meno luminoso di altri? Formiamo la grande comunità cosmica. Abbiamo un'origine in comune, certamente, un identico destino. Però la vita di molte, anzi troppe persone è ancora fragile e dolorosa.
L'alba di un nuovo anno, il 2024, è arrivata e mi piacerebbe che anche un nuovo mondo fosse arrivato o almeno alle porte: migliore, più giusto e accogliente, dove tutti possano vivere in dignità e riscaldati dal calore dei nostri affetti, perché non si spenga la luce della loro stella.
Auguri perché le stelle, gli storni e le nuvole in cielo ci indichino la via da seguire, con lo sguardo verso l'alto e i piedi per terra
* Già primario all'Ospedale San Gallicano di Roma. Molto impegnato nella cura dei più poveri. In Italia e «a casa loro».
QUALEVITA, febbraio 2024