mercoledì 21 febbraio 2024

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LA GUERRA È QUESTO

Se non è vera, è più che cronachisticamente vera, perché è ciò che accade nelle impronunciabili diaboliche malizie delle guerre. Dove sia avvenuto, dove si racconta che sia avvenuto, dove un testimone l'abbia visto accadere, o abbia sentito raccontarlo da un testimone di prima o seconda o terza mano, dove qualcuno lo abbia udito nel racconto strozzato della madre, tutto ciò non importa molto. Importa che la guerra è questo.

Ecco il fatto: una donna ha un bambino sui tre anni, e un altro di poche settimane, partorito in quel mondo di guerra. La sua gente viene costretta a spostarsi, immediatamente, sotto minaccia, con quel che hanno addosso.

A lei viene imposta la cosa più terribile: lasciare uno dei due piccoli: solo uno dei due può portare con sé.

Immaginate di essere quella donna in quel momento.

Come la madre del bimbo conteso, che Salomone taglierebbe a metà. Deve decidere e decide: lascia il lattante.

Cosa accade nel suo animo, provate a pensarlo. I suoi seni stillano latte, e il bambino è rimasto là, da solo, senza seno e senza latte.

Questa è la guerra, uccidere, e anche peggio che uccidere. Sradicare il bambino dalla madre, e la madre dal bambino.

Sradicare l'umanità dal suo significato.

Vedete un più grande buio delitto? Molte volte è stato voluto, deliberato, compiuto.

Ora si compie.

Non accettate la disperazione. È meglio soffrire tutto ciò, fino in fondo.

Enrico Peyretti


L'AUTISMO NON È UN LIMITE!

Carlo, neolaureato in storia: "L'autismo non è un limite, sogno di insegnare".

Alla Federico II applausi per il procidano Scotto di Santolo, che ha discusso una tesi sulla marineria della sua isola: "Lì sono in grado di orientarmi, ma il mio futuro è a Napoli".

Carlo vuole insegnare storia, un giorno, e a tutti dice una cosa, soprattutto: "Ciascuno ha delle potenzialità, il segreto è accettare quel che non si può cambiare e mettercela tutta, sempre".

Come ha fatto lui, neolaureato in Soria all' università Federico II.

Il primo laureato autistico della storia di Procida, festeggiato da un'isola intera ("Ci sono arrivati regali e complimenti da persone che neanche conoscevamo", dice mamma Lina): voto 96 ("Potevo prendere di più", ammette), neanche il tempo di stringere mani e brindare che è già sui libri, di nuovo.

Pasquale Raicaldo

Robinson - Repubblica@Scuola


RISPETTO PER TUTTE LE INABILITÀ

All'aeroporto di Malaga in Spagna ho visto una mamma che portava un laccetto con i girasoli, un laccetto che le è stato dato dagli assistenti di terra.

Serve per identificare che in questa bella famiglia c'è una persona con un'inabilità nascosta. Il loro bimbo è autistico.

Questo segnale è servito affinché fosse assistito da tutti in modo adeguato, hanno saltato le file e il bimbo è rimasto calmo.

Quindi, se mai venisse adottato anche in Italia, e non solo negli aeroporti, incontrando qualcuno con questo laccetto fatelo passare avanti nelle file, favoritelo sempre... è un gesto civile e gentile, non dimentichiamoci che qualcuno può avere più difficoltà di noi.

Se si sparge la voce poi, la vita per queste persone diventa decisamente più facile.

Kim Baker

Da QUALEVITA, febbraio 2024