lunedì 26 febbraio 2024

Cassandra non è un modo di dire per annunciare sventure. È solo un'antica ragazza che invitava a fare prevenzione se la gente vedeva profilarsi un pericolo e restava indifferente.

Anche 3.000 anni fa alla gente sembrava strana.

 

L' INVERNO DEMOGRAFICO

 

Cassandra non ha grande dimestichezza con i formulari istituzionali:

dall'antichità remota ai giorni nostri ne ha sperimentate di ogni e si è ben guardata da memorizzare la classificazione ministeriale degli antichi regni. Portando speciale attenzione all'Italia, l'ha colpita la stravaganza degli ultimi nomi: passi per Istruzione e merito, passi La sovranità alimentare (?) dentro l'Agricoltura e le Foreste, incredibile Imprese e made in ltaly per un governo nemico dell'esterofilia; ma davanti al ministero "Della Famiglia, della Natalità, delle Pari Opportunità", Cassandra scatta. Può andare la "Famiglia", anche se meglio usare il plurale per non offendere nessuno. Invece risultano proprio offensive per le donne quelle "pari opportunità" messe ultime come se le donne non fossero pari proprio in quella famiglia ideale dove tante sono state uccise. Ma l'argomento che più la interessa è la natalità. Anche perché a questo proposito Cassandra è controcorrente.

Tutte le fonti autorevoli - per non parlare del governo la cui presidente ha una sola figlia e, non coniugata, ha appena licenziato il proprio compagno - incoraggiano a fare figli. Aristotele - precisa Cassandra che l'ha conosciuto - riteneva benemerita una donna che, quando i conti pubblici uscivano dal pareggio, avesse scelto di abortire. I sociologi italiani fanno oggi strani conteggi e sostengono che, se non si cresce di numero, non c'è speranza di pagare le prossime pensioni. E lamentano l'egoismo di chi non pensa al futuro della nazione. Cassandra insiste a trovare sbagliati i calcoli: in questo sistema non è strano che la popolazione non cresca. Anche se ci fermiamo semplicemente alla zoologia, sembra che nelle società occidentali sia cresciuta l'infertilità e, secondo l'OMS, ne sia colpita una persona su sei.

Inoltre in Italia ogni 200 nascite 3,6 sono generate ricorrendo alla procreazione medicalmente assistita, quella che la ministra Roccella ha voluto reato universale".

La contraddizione, secondo Cassandra, è che non si fanno più figli per la patria con o senza finalità militari. Il lavoro è quello che si sa, troppo precario; sfortunatamente, il diritto di come costituire una famiglia non è così libero, se il/la singolo/a cittadino/a non gode di quel minimo di benessere che gli consenta di poterla mantenere. Diciamo che, se circa il trenta per cento di donne che hanno avuto un figlio, in assenza di genitori e con le rette pesanti dei nidi e degli asili, si licenziano e provvedono a quella che la Costituzione definisce per la donna lavoratrice "la sua essenziale funzione familiare" (art. 37) non possiamo pretendere che facciano figli per lo Stato.

Cassandra ritiene che l'espressione dell'art.37 riveli la mentalità patriarcale dei costituenti: contraddissero l'uguaglianza di sesso dell'art. 3, portando lo squilibrio dei poteri dentro la famiglia, dove l'uomo evidentemente non possiede "essenziali funzioni famigliari". Cassandra si guarda bene di fare polemica sul testo della Costituzione - già c'è chi ci mette le mani per rovinarla - ma non demorde sulle pretese dei governi (non solo in Italia) che raccomandano il ripopolamento: sono degli insensati. Prima di insegnare ai cittadini come fare figli (triste pensare come ci provò Mussolini con le gratifiche di mille lire"date ai padri), debbono garantire la sicurezza lavorativa, l'accesso a una casa, i servizi, soprattutto per i bambini che, quando nascono, hanno già diritti di cittadinanza. In altri paesi le case funzionano meglio: lavoro meglio articolato, stipendi più alti, servizi più attenti, si dice. Bella forza - ribatte Cassandra - pagano le tasse...

Ma si può dimenticare di vivere in un mondo in cui da anni la lancetta dei secondi dell'orologio apocalittico avanza inesorabile verso la mezzanotte ambientale.

È il caso di aumentare il peso della popolazione, se siamo già otto miliardi? Un carico già pesante da gestire per riuscire a dar da mangiare a tutti (noi ricchi evitando gli sprechi), a lavorare in fabbriche che continuano a produrre merci da consumare, ad avere bisogno di energia, a cercare di intervenire contro tsunami, frane,

allagamenti o desertificazioni, cercando di salvare Venezia e l'Olanda.

Tuttavia il problema esiste. Cassandra sembra sensibile agli avvertimenti che il sociologo Gianluigi Bovini riassume in dati con grande serietà: "Nel 2022 si è registrato il minimo storico delle nascite (392.598). Nello stesso anno i decessi sono stati 713.499, con un saldo negativo di oltre 320mila unità".. La combinazione con i movimenti migratori - noi che emigriamo (131.859), gli immigrati che arrivano (360.685) - non compensa i morti... Nel 2022 in Italia la popolazione è diminuita di oltre 179.400 persone. Dal 2014, anno in cui è iniziato il calo, l'ltalia ha perso complessivamente circa 1,5 milioni di abitanti. Dunque, il paese invecchia inesorabilmente mentre allarma la diminuzione dei giovani: fra il 2002 e il 2022 in Italia i giovani fino a 14 anni sono calati di oltre 607mila unità, mentre le persone da 65 anni in su sono aumentate di oltre 3.388mila unità e non è nemmeno questione di pensioni: siamo agli impegni assistenziali. Se invece la popolazione in età lavorativa - fra 15 e 64 anni - è diminuita in vent'anni di oltre 744mila unità, ci si deve allarmare per le ragioni opposte. Nei prossimi cinquant' anni l'Istat prevede una diminuzione della popolazione in età lavorativa di oltre 11,7 milioni di unità: vale a dire che verrà a mancare un lavoratore su tre. Il demografo Alessandro Rosina, per parte sua, trova spiazzante la sfida di garantire benessere e sviluppo anche ai paesi poveri, in un mondo in cui i giovani sono pochi, a causa del miglior tenore di vita e dei progressi della medicina. Mai troppi anziani pongono in luce il proprio costo: avere benessere da vecchi è costoso. Guardando ai paesi più tradizionalmente prolifici, anche l'India si è ridotta a due figli per donna. Cassandra tira la somma: se le donne guadagneranno diritti anche nei paesi poveri (da cui i paesi ricchi si aspettano l'arrivo degli immigrati), non si sa se avranno ancora voglia di più bambini o ne calerà ancor di più il desiderio. Infatti fin dagli anni Ottanta Cassandra ha preso in considerazione i dati del coefficiente Gini sulle disuguaglianze e si è resa conto che l'indice di natalità cala ovunque in presenza dell'aumento del benessere. Questo la fa riflettere. Non è solo esperienza dei suoi antichi tempi: tutti sanno che le donne povere erano sempre incinte ma oggi, finalmente, cresce il numero dei figli "voluti".

Le Nazioni Unite perseguono il principio della libertà sessuale e non possono allargare gli equivoci: se l'11 luglio celebrano la Giornata della Popolazione - nel 2023 il tema è stato "Un mondo di 8 miliardi: verso un futuro resiliente per tutti" - il 16 ottobre la Giornata dell 'Alimentazione ricorda al mondo che esiste ancora il problema della fame: lo scorso anno ha però richiamato l'attenzione sull'acqua, che va rispettata ovunque per evitare un futuro fatale se verrà a mancare. Se qualcuno si illude che l'immigrazione possa supplire al deficit procreativo italiano, sbaglia sonoramente: anche le straniere imparano la prevenzione e usano i contraccettivi.

Ma Cassandra legge questi dati in termini diversamente umani: le donne hanno sempre voglia di essere madri? Che ne abbiano voglia i padri conta poco, perché non sono loro a restare incinti. Ma proprio per tutta la retorica che si fa sul materno, le donne hanno il diritto di dire il loro desiderio in una questione che, a partire dal loro "corpo di donna che vuole diventare mamma", riguarda i loro diritti non attivati. Certo, possono perfino ottenere di abortire se non possono accogliere un figlio. Ma restano subalterne in quella società che scarica loro addosso la responsabilità dei diritti sociali del paese di cui sono cittadine titolari di diritti. Tra i quali c'è la maternità, mai concessa come diritto e neppure immaginata come competenza: se è Cassandra a partorire, come mai Cassandra non può dire che lei vuole avere solo i figli che desidera? Ma sarà libera anche di non averli, se non è pronta ad accoglierli con amore e rispetto.

(Giancarla Codrignani, Tempi di Fraternità, Febbraio 2024)