Ho letto con interesse il libro che Luigi Sandri e alcuni collaboratori hanno arricchito e sono piuttosto interpellato. Molte di queste informazioni mi erano note da alcuni decenni, ma rileggerle è stato un grande piacere. Per me neo-teista Dio abita tutti i sentieri del mondo, dell'umanità e dei nostri cuori. Non penso affatto a rinunciare al nome di Dio che, in un mio libro (Preghiere d'ogni giorno), richiamo alla libertà dei credenti e mia personale nel trovare i nomi con cui rivolgersi a Dio. Non saprei e forse non potrei dire il mio amore, riconoscere il Suo e vedere la Sua presenza nella mia vita e nel mondo. Per me dire Dio come faccio ogni giorno, segnala che la mia vita e il creato sono in relazione con questo Mistero in cui mi sento avvolto e in cui tutto è avvolto.
So che lasciata tutta la nomenclatura del passato, esiste un solo mistero di cui il mio linguaggio è un'amorosa ricerca.
Indicare Gesù o Maria con i nomi della tradizione cristiana, mi è estraneo. Solo il Mistero è Dio. Nel libro ho trovato un plurale piacevole ma, ho l'impressione che nei riferimenti cristologici e mariologici si usi un linguaggio che, come viene spesso ricordato nel testo, è poco chiaro nel dire la funzione di Gesù senza farlo Dio. Con questi convincimenti la mia comunità e il sottoscritto continuano a celebrare l'eucarestia, a conferire battesimi, a celebrare l'eucarestia nel matrimonio e commiati senza nulla della liturgia funerea: roba di tutte le settimane.
Certo Gesù non sarà mai Dio per me, ma il profeta fondamentale nel mio cammino di fede.
E' comprensibile che l'Editrice Paoline abbia accolto e pubblicato il testo.
Franco Barbero, 3 marzo 2024