Ma chi sono gli evangelici?
Persiste ancora nei mezzi di comunicazione una gran confusione terminologica, come in occasione del dramma familiare avvenuto la settimana scorsa in provincia di Palermo
Chi sono gli evangelici? E una domanda a cui pochi italiani saprebbero rispondere con precisione. I drammatici fatti accaduti ad Altavilla Milicia nella Città metropolitana di Palermo (dove la settimana scorsa è stata compiuta una sorta di "strage familiare" innescata da motivi di credenza religiosa, ndr) hanno ancora una volta mostrato come la maggior parte dei mass media - cartacei o digitali utilizzi il termine "evangelico" con vaghezza e approssimazione, mostrando un limite di conoscenza riguardo al cristianesimo non cattolico e, in particolare, evangelico o protestante.
In alcuni articoli si parla della «chiesa evangelica», mentre si dovrebbe parlare di chiese evangeliche, al plurale; qualche volta è stata usata la parola "'setta" che nella lingua italiana ha un significato negativo e sminuente dell'esperienza religiosa. Il tutto condito da una certa nebulosità che non aiuta a capire, ma anzi sembra suggerire che gli evangelici e le loro chiese siano sufficientemente "strani" da rendere plausibile il verificarsi tra i loro fedeli di eventi come gli omicidi in questione.
Evangelico è un nome che deriva da "evangelo", la buona notizia di Gesù Cristo: evangelici è un altro modo per dire protestanti. Nascono dalla Riforma del XVI secolo - quella di Lutero, Calvino, Zwingli, per citare i nomi più noti - e appartengono all'ampia galassia di chiese nate da quell'esperienza. Ad alcune di esse ci si riferisce come alle chiese evangeliche storiche, cioè quelle che hanno uno stretto legame storico o teologico con la Riforma - in Italia, la Chiesa evangelica valdese o la Chiesa evangelica luterana e sostanzialmente tutte le chiese membro della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei).
Riforma, 23 febbraio