sabato 2 marzo 2024

Nicea

LUIGI SANDRI

L'anno prossimo saranno mille e settecento anni dal Concilio di Nicea del 325: sia il papa che il Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) hanno invitato a celebrare degnamente l'anniversario di un'Assemblea che, contro Ario che lo negava, proclamò: "Il Verbo è uguale al Padre".

Ricevendo, il 30 novembre, la Commissione teologica internazionale, Francesco ha elencato: «I tre motivi che rendono tanto promettente la riscoperta di Nicea. Il primo è spirituale. Là è stata professata la fede in Gesù Figlio unigenito del Padre: Colui che si è fatto uomo per noi e per la nostra salvezza è "Dio da Dio, luce da luce". Un secondo motivo è quello sinodale. A Nicea si è celebrato il primo Concilio ecumenico, nel quale la Chiesa ha potuto esprimere la sua natura, la sua fede, la sua missione. E infine un terzo motivo, ecumenico. Come non rilevare – annotava il pontefice - la straordinaria rilevanza di questo anniversario per il cammino verso la piena unità dei cristiani?».

Sempre in novembre Jerry Pillay, segretario generale del Cec, ha annunciato: Fede e Costituzione, organismo del Consiglio che approfondisce i problemi dottrinali, nell'ottobre del '25 si riunirà in Egitto, in un monastero della Chiesa ortodossa copta, per approfondire la vicenda storica e la tematica teologica di Nicea.

Confronti, febbraio 2024

Nicea: la più grande eresia.

Franco Barbero