Esodo significa uscire da una schiavitù
Per molti cristiani si tratta di compiere un primo esodo. Si tratta di uscire da linguaggi, devozioni e simboli del passato, di un tempo in cui parole e linguaggi dogmatici e devozionali sono scaduti.
Da certe devozioni, credenze e parole bisogna uscire, cioè operare questo Esodo anche a piccoli passi.
Spesso si tratta di un cammino difficile perché certi tratti, linguaggi e credenze di ieri sono difficili da abbandonare.
Non per abbandonare pezzi della nostra fede, ma per renderla più storicamente veritiera epiù nutriente per una fede adulta. Si tratta di un vero esodo di liberazione.
Necessario, comunque, un esodo impegnativo e costruttivo, si può incorrere nell'errore fatale di "gettare via la preghiera o la lettura biblica”, momenti essenziali della nostra fede.
E' necessario un attento discernimento alla scuola di studiosi veri ed è grandemente utile, anzi è indispensabile, compiere questo esodo in comunità, dove sono preziosi dei maestri qualificati e coerenti, veri fratelli del cammino.
C'è sempre qualche piccolo idolo da lasciare. Una fede adulta e gioiosa si vive in un cammino personale e comunitario. Il Dio che vuole la nostra felicità, con i secoli, a piccoli passi, ci libererà dai tiranni, fascismi dai signori che si credono onnipotenti. Ci vorrà ancora molto tempo, ma né il tuo né il mio piccolo passo vanno perduti.
Gesù prese un enorme ’abbaglio' quando disse che "non passerà questa generazione senza che tutto ciò avvenga"….
Il regno di Dio, un mondo di giustizia e di pace, sono una promessa, ma i tempi della realizzazione li conosce solo Dio.
Gesù, siccome non era e non è Dio, poteva da fedelissimo profeta indirizzarci nella direzione del regno.
Franco Barbero, 12 aprile 2024