STORIELLA ERRAICA
Collana “il Fiore dell’umorismo HIDDISHI” – Rizzoli, 1988
Due ebrei galiziani vantano l'importanza e i meriti del loro rabbino.
«Pensa,» dice il primo ebreo «che il mio rabbino è talmente amato in Cielo che il Signore, Egli sia benedetto, gli ha concesso il potere di compiere miracoli.
Senti un po' che cosa ha fatto recentemente: era andato a passeggiare in campagna ed ecco all’improvviso scoppiare un furioso temporale. Naturalmente non aveva l’ombrello, e allora sai che fa? Si rivolge all'Onnipotente, e che succede? Piove davanti, piove dietro, piove a destra, piove a sinistra, ma dove sta lui splende il sole. Così ritorna a casa sano e salvo.»
«Nulla a che vedere con il mio rabbino» dice il secondo ebreo. «Venerdì infatti, ritornando allo shtetl di pomeriggio avanzato, aveva appena il tempo di arrivare per l’inizio di shabbat quando il cavallo ha uno scarto e una delle stanghe del calesse si spezza. Cosa credi che abbia fatto? Ha pregato il Signore del mondo. Ed ecco che davanti a lui era già shabbat, e dietro a lui era già shabbat, a sinistra e a destra era shabbat, ma nel luogo dove lui si trovava non era ancora shabbat. Così poté riparare la stanga e ritornare in tempo in sinagoga per la preghiera.»