venerdì 25 luglio 2025

Caso Orlandi: 42 anni di silenzi e depistaggi.

E qualche speranza.

 

Sono passati 42 anni da quando, il 22 giugno del 1983, Emanuela Orlandi, cittadina vaticana di 15 anni, scomparve senza far ritorno a casa; di lei non si è saputo mai più nulla, nonostante le indagini di diversi magistrati, l'impegno di polizia e carabinieri, la volontà dei familiari di tenere aperto il caso. In tempi recenti, tuttavia, qualcosa è tornato a muoversi. Sono ben tre infatti le indagini aperte sulla vicenda: una da parte della magistratura vaticana - e si tratta della prima indagine ufficiale condotta dalle autorità ecclesiastiche, promossa per iniziativa di papa Francesco a 40 anni dalla scomparsa di Emanuela -, una condotta parallelamente dalle autorità italiane (e della quale per ora si è saputo poco o nulla dato lo strettissimo riserbo che la circonda) e, infine, un terzo filone è quello della commissione bicamerale d'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, l'altra ragazza inghiottita dal nulla poche settimane prima di Emanuela e la cui vicenda è stata associata a quella della Orlandi in modo strumentale e all'interno di una più ampia attività di depistaggio - come dimostrato dalle inchieste della magistratura - che ha segnato un pò tutta la storia di questi 42 anni di ricerche andate a vuoto. Certo, l'attività della commissione parlamentare d'inchiesta, per quanto alcune sedute o parti di esse siano state secretate, ha offerto una quantità straordinaria di materiale, di testimonianze di protagonisti, quelli ancora vivi, dell'epoca. Investigatori, amici, insegnanti della scuola di musica, magistrati.

 

da “Adista” del 28/6/25