Caso Orlandi: 42 anni di silenzi e
depistaggi.
E qualche speranza.
Sono passati 42
anni da quando, il 22 giugno del 1983, Emanuela Orlandi, cittadina
vaticana di 15 anni, scomparve senza far ritorno a casa; di lei non si è saputo
mai più nulla, nonostante le indagini di diversi magistrati, l'impegno di
polizia e carabinieri, la volontà dei familiari di tenere aperto il caso.
In tempi recenti, tuttavia, qualcosa è tornato a muoversi. Sono ben tre infatti
le indagini aperte sulla vicenda: una da parte della magistratura vaticana - e
si tratta della prima indagine ufficiale condotta dalle autorità
ecclesiastiche, promossa per iniziativa di papa Francesco a 40 anni dalla
scomparsa di Emanuela -, una condotta parallelamente dalle autorità italiane (e
della quale per ora si è saputo poco o nulla dato lo strettissimo riserbo che
la circonda) e, infine, un terzo filone è quello della commissione bicamerale
d'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, l'altra
ragazza inghiottita dal nulla poche settimane prima di Emanuela e la cui
vicenda è stata associata a quella della Orlandi in modo strumentale e
all'interno di una più ampia attività di depistaggio - come dimostrato dalle
inchieste della magistratura - che ha segnato un pò tutta la storia di questi
42 anni di ricerche andate a vuoto. Certo, l'attività della commissione
parlamentare d'inchiesta, per quanto alcune sedute o parti di esse siano state
secretate, ha offerto una quantità straordinaria di materiale, di testimonianze
di protagonisti, quelli ancora vivi, dell'epoca. Investigatori, amici,
insegnanti della scuola di musica, magistrati.
da “Adista” del 28/6/25