martedì 19 agosto 2025

La spada della Parola

 

Non sono venuto a metter pace, ma spada» (Matteo 10, 34). Qual è la spada che Gesù porta? Non è la spada del guerriero. Gesù è un profeta disarmato. I suoi discepoli avevano un paio di spade, ma quando Pietro la brandì nel Getsemani, per colpire il servo del sommo sacerdote, Gesù per primo gli intimò di riporre la spada nel fodero, "perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada" (Matteo 26, 52). Quella di Gesù non è la spada del guerriero, ma non è neppure la spada della giustizia, quella che (o dovrebbe dare) a ciascuno il suo, quella che premia i buoni e punisce i cattivi. No, Gesù non è venuto a fare giustizia, ma a dare giustizia a chi non ce l'ha, è venuto non a punire i peccatori, ma a renderli giusti, non a condannarli ma a giustificarli.

Questa giustizia non è simboleggiata dalla spada, ma dalla croce. La spada di Gesù non è dunque né la spada del guerriero, né la spada della giustizia. E allora che spada è? E la spada della Parola. Gesù non ha altra spada, non ha altra arma, che la parola di Dio, ma con quell'unica arma ha respinto il triplice assalto del diavolo, ha cacciato i demoni, ha guarito, ha liberato, ha consolato, ha risuscitato, ha redarguito, ha perdonato: tutto con la Parola, nulla senza la Parola! Ecco dunque cosa significa: "Sono venuto a mettere la spada della parola di Dio nel cuore del mondo". Questa Parola è paragonata da Gesù a una spada, proprio perché essa è "più affilata di qualunque spada a doppio taglio e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito... essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore" (Ebrei 4, 12).

 

Paolo Ricca, “Grazia senza confini”, ed. Claudiana, Torino, 2006

(Riforma del 25/07/2025)