La spada
della Parola
Non sono venuto a metter pace, ma spada» (Matteo 10, 34).
Qual è la spada che Gesù porta?
Non è la spada del guerriero. Gesù
è un profeta disarmato. I suoi
discepoli avevano un paio di
spade, ma quando
Pietro la brandì nel Getsemani, per colpire il servo del sommo
sacerdote, Gesù per primo gli intimò di
riporre la spada nel fodero,
"perché tutti
quelli che prendono la spada, periranno
di spada" (Matteo
26, 52).
Quella di Gesù non è la spada del guerriero, ma non è neppure la spada della giustizia,
quella che dà
(o dovrebbe dare) a ciascuno il suo,
quella che
premia i buoni e punisce i
cattivi. No, Gesù non è venuto a fare
giustizia, ma a dare giustizia
a chi
non ce l'ha, è venuto non a punire i
peccatori, ma a renderli giusti,
non a
condannarli ma a giustificarli.
Questa giustizia
non è simboleggiata dalla spada, ma dalla croce. La spada di Gesù
non è dunque né la spada del guerriero,
né la spada della giustizia.
E allora
che spada è? E la spada della Parola. Gesù
non ha altra spada, non ha altra
arma, che la parola di Dio, ma con
quell'unica arma ha respinto
il triplice assalto del diavolo, ha cacciato
i demoni, ha
guarito, ha liberato, ha
consolato, ha risuscitato, ha
redarguito, ha perdonato:
tutto con la Parola, nulla senza la Parola! Ecco dunque
cosa significa: "Sono venuto
a mettere
la spada della parola di Dio nel
cuore del
mondo". Questa Parola è
paragonata da Gesù a una spada, proprio
perché essa è "più affilata
di qualunque spada a doppio
taglio e penetrante fino a dividere
l'anima dallo spirito... essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore"
(Ebrei 4, 12).
Paolo
Ricca, “Grazia senza confini”, ed. Claudiana, Torino, 2006
(Riforma del 25/07/2025)