Resistono
Fa impressione il meccanismo di rimozione e
negazione della realtà compiuto da molte persone su quello che
succede a Gaza. Le dimensioni della
strage quotidiana di palestinesi, la devastazione materiale, l'assedio e la carestia usati come
armi di guerra, tutto questo è andato talmente oltre ogni limite che l'unico
modo per
accettarlo, per chi insiste a difendere a tutti i costi le ragioni del governo israeliano, è sostenere che si
tratta solo di falsità. E quindi: le vittime non
sono poi così tante, le scuole e gli ospedali non sono stati distrutti, non è
vero che i palestinesi sono ridotti alla fame, e se proprio lo sono
è colpa di Hamas. Lo ripete da settimane lo
stesso primo ministro israeliano
Benjamin Netanyahu: la carestia a Gaza è una fake news.
In base a
questo ragionamento, mentono i
giornalisti di tutti i giornali del mondo, dal New York Times a Le
Monde, mentono gli operatori umanitari, i medici locali e quelli
delle grandi ong, sono false le
testimonianze dei palestinesi sopravvissuti,
sono manipolate
le fotografie e i video che
da due anni documentano gli effetti dei bombardamenti israeliani e del blocco
degli aiuti, mentre i rapporti degli esperti pubblicati
dalle riviste mediche
europee indipendenti sono contestabili,
come se fossero opinioni e non invece basati su studi seri e
approfonditi. D'altra parte anche
a questo servono la decisione del
governo israeliano di estrema destra di impedire l'accesso a Gaza ai giornali
stranieri e la sistematica uccisione dei
giornalisti palestinesi che resistono e si ostinano a lavorare sul campo: a eliminare ogni possibile
fonte.
Giovanni
De Mauro (da “Internazionale”)