Salvini ce l’ha fatta:
è riuscito a farsi ricevere da un pontefice
Papa Francesco, in dodici anni di pontificato, non lo
ha mai voluto incontrare. Nonostante le forti pressioni esercitate dall’attuale
ministro dell’economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Pressioni rivolte
in particolare all’allora sostituto della Segreteria di Stato, Angelo Becciu,
oggi cardinale. Bergoglio, ogni volta che il leader della Lega bussava alla sua
porta con una veste istituzionale diversa, rispondeva sempre fermamente che non
lo avrebbe incontrato finché la sua posizione sui migranti non sarebbe cambiata
radicalmente. Circa un mese fa, però, un emozionato Matteo Salvini, nelle vesti
di vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, come ha
precisato la Prefettura della Casa Pontificia, ha finalmente varcato la soglia
della Biblioteca privata, nella seconda loggia del Palazzo Apostolico, per
essere ricevuto in udienza privata da Leone XIV che si appresta a tagliare il
traguardo dei primi cinque mesi di pontificato.
Un’udienza attesa dodici anni, che ha suscitato molto
scalpore dentro e fuori i sacri palazzi, soprattutto per la nota posizione
bergogliana. La diplomazia vaticana si è subito attivata per depotenziare
l’incontro, durato complessivamente mezz’ora con lo scambio dei doni e le foto
ufficiali, parlando di “un’udienza simmetrica”, espressione tecnica e piuttosto
sibillina, a quella concessa da Prevost, appena quattro giorni prima, all’altro
vicepremier, Antonio Tajani, che è anche ministro degli Esteri. Entrambe le
udienze, fanno sapere in Vaticano, sono state chieste rispettivamente dai due
vice della premier Giorgia Meloni.
Francesco Antonio Grana (da “Il Fatto
Quotidiano”)