domenica 22 marzo 2026

da La Stampa del 22/03/2026

THIEL-TRUMP E LA LOTTA TRA IL BENE E IL MALE

di Andrea Malaguti


«Il verme non sceglie mai di vivere in una mela marcia, sceglie sempre di far marcire una mela buona»

Alda Merini


Se questo articolo fosse una storia di Netflix, e non la sconcertata analisi di una delle dottrine filosofiche alla base della deriva americana, e dunque della nostra corsa verso l'ignoto, i protagonisti sarebbero fondamentalmente tre. Un sofisticato Maestro del pensiero, l'antropologo francese René Girard, scomparso nel 2015, e due suoi discepoli cristiani ortodossi. Un pacifista ghandiano, il teologo cattolico Wolfgang Palaver. E un fondamentalista ratzingeriano, l'imprenditore Peter Andreas Thiel, vero protagonista di questo racconto nero, fondatore di Palantir, leader della PayPal mafia, inventore ed ideologo di JD Vance, sostenitore del Tirannosauro di Mar-a-Lago, Donald Trump, e profetico tecno-feudatario in lotta contro l'Anticristo, da lui stesso identificato con il leader cinese, Xi Jinping, durante il suo controverso ed esclusivo seminario romano della settimana passata. Non è un caso se le attenzioni della Casa Bianca si sono concentrate prima sul petrolio venezuelano e poi su quello iraniano. L'obiettivo ultimo è sempre lo stesso: mettere in difficoltà Pechino, vera rivale nella corsa al dominio planetario.

Ma come arrivano a confondersi, fino a diventare la stessa cosa, la politica degli Stati Uniti e gli interessi del piщ aggressivo colosso della Silicon Valley? Perché Thiel persegue ostinatamente lo smantellamento delle democrazie liberali?

Abbeverandosi alla stessa sorgente girardiana e seguendone il complesso percorso, Palaver e Thiel approdano su sponde opposte, che, in una classificazione imprecisa, polverosa e novecentesca, potremmo chiamare il Bene e il Male. Concetti che l’aggressività senza senso dei nostri giorni rende sempre piщ scivolosi e indistinti. Thiel vuole il controllo tecnologico del pianeta per non lasciarlo all'Impero di Mezzo, Palaver anela alla fine dei conflitti, rompendo la catena che apparentemente determina le nostre scelte, consegnandosi all'insegnamento di Gesù.

Se vi sembra una follia, in parte lo è. Ma è una follia pericolosa, presente per quanto impalpabile, destinata a condizionare le nostre vite più di quanto riusciamo ad immaginare. A cambiare il nostro futuro. Rifondando i principi su cui abbiamo incardinato le nostre vite. Sempre che a vincere, parola che ossessiona Thiel fin da quando era ragazzo, sia la galassia Palantir, gigantesca astronave di Big Data, capace, con la potenza inarrestabile dell'intelligenza artificiale, di moltiplicare la forza dell'esercito, della polizia e dei servizi segreti statunitensi.

Thiel, sotto l'influenza di Girard, immagina la sua azienda come una contemporanea "Casa di Salomone", l'Occhio del regno descritto da Francis Bacon, il luogo in cui si studiano il progresso tecnologico e le opere delle creature di Dio. Palantir, raccogliendone l'eredità, vuole ridefinire gli equilibri planetari, delegittimando, fino ad azzerarlo, il ruolo delle organizzazioni internazionali, Onu e Nato in testa.

Nella prima stanza della Casa troviamo scolpita la filosofia girardiana, con al centro l'idea mimetica: l'uomo, al netto dei bisogni primari, non ha propri desideri specifici, ma desidera solo quello che desiderano gli altri.

Quando due persone entrano in conflitto sull'oggetto desiderato, esplode una rivalità destinata a trasformarsi in violenza. Se questa violenza non viene canalizzata diventa apocalittica. Per evitare il "tutti contro tutti" servono l'assenza del Leviatano, un sovra-Stato che gestisca il pianeta, e un Capro espiatorio, un nemico comune da attaccare. Se metti lui nel mirino, azzeri la guerra civile intestina. Thiel traduce questa visione (decisamente più complessa e articolata di così) in due modelli paralleli. Uno economico e uno politico. Per azzerare la concorrenza, e sfuggire alla trappola mimetica, bisogna diventare monopolisti di iniziative nate da zero. A comandare non è più chi controlla i mezzi di produzione – l'industriale classico – ma chi controlla le connessioni e il desiderio, chi riesce a comportarsi come lo specchio originario in cui si riflettono tutti gli altri.

Uno straordinario articolo pubblicato da padre Paolo Benanti su Le Grand Continent, spiega che i geni senza scrupoli della PayPal Mafia, avanguardia di quella Generazione X nata sul confine tra l'era analogica e quella digitale e capace di conquistare la Silicon Valley, si sono impegnati nella creazione di universi mai esistiti prima: PayPal nasce per rendere obsoleto il sistema bancario tradizionale, Amazon disintegra il commercio fisico, Google sottrae ai media il monopolio dell'accesso al sapere, Tesla sfida l'industria automobilistica basata sui combustibili fossili, LinkedIn mappa e struttura il mondo professionale, YouTube democratizza la produzione video e Facebook colonizza le relazioni umane. Non a caso Thiel finanzia generosamente un giovane Zuckerberg, sostenendo che Facebook applica esattamente la teoria del desiderio mimetico di Girard, facendogli fare un salto: se gli esseri umani sono macchine mimetiche, chi controlla gli algoritmi che suggeriscono chi o che cosa imitare, controlla la società.

E Palantir? Introduce la logica dell'analisi dei dati nel cuore stesso degli apparati di intelligence e militari. Mai si era vista una rivoluzione così radicale.

E qui arriva la seconda stanza. Quella dell'Anticristo. Thiel e Palantir sostengono che i nuovi tecno-feudatari, destinati ad essere piщ potenti degli Stati stessi, devono mettersi al servizio della Casa Bianca ed individuare un Anticristo, accusarlo di ridare vita al Leviatano, di tendere alla globalizzazione gestita da un unico trono, innesco inevitabile dell'Apocalisse e della fine della Storia. L'Anticristo, insiste Thiel, e la Città Proibita. Attaccare la Cina significa salvare l'America e il mondo. E anche, incidentalmente, moltiplicare i suoi affari.

Per farlo, entrando nella terza stanza della Casa di Salomone, serve un Katechon, un freno, qualcuno che si opponga all'Anticristo. Il suo antagonista, come in ogni film che si rispetti. Quel freno, si evince, è Donald Trump. A lui viene consegnato questo compito salvifico. A lui e a JD Vance, certamente piщ consapevole del suo instabile Capo di essere stato ingaggiato in questa strategia politico-teologica.

Dunque, siamo di fronte ad un triangolo isoscele: il desiderio mimetico ne rappresenta il vertice alto, l'Anticristo e il Katechon, i due vertici bassi ed equidistanti.

La visione di Girard, sostenuta da Thiel, in parte ricalca quella che aveva spinto Carl Schmitt a sostenere il nazismo, considerato il Katechon destinato ad impedire la globalizzazione. Peccato, come avrebbe osservato piщ tardi Girard, che la violenza inumana e demolitrice di Hitler, una volta sconfitta, abbia prodotto l'esito opposto a quello sperato, vale a dire la nascita della Nazioni Unite. Considerazione che porta Thiel a dire che per impedire l'eterogenesi dei fini, bisogna allargare oltre il Katechon il controllo tecnologico, incompatibile con le regole frustranti e vincolanti delle democrazie. La vertiginosa velocità del cambiamento non pur essere messa a rischio dalla visione meschina di qualche leguleio.

Siamo perciò caduti all'interno di quella che il finanziere e scrittore Guido Maria Brera chiama «trappola evolutiva», qualcosa che sfugge alla possibilità del controllo umano, come il meteorite che fa sparire i dinosauri? Forse. La potenza sprigionata da una parte delle Big Tech, costantemente in adorazione della loro rabbia, come se avessero una passione per l'assassinio di gruppo, e senza precedenti. Ma, come nota Alda Merini, «il verme non sceglie mai di vivere in una mela marcia, sceglie sempre di far marcire una mela buona». La mela buona siamo noi, soprattutto noi europei, tendenzialmente scettici di fronte a qualunque forma di manicheismo. Ma, arrivati a questo punto, come possiamo evitare di essere travolti, evitare che il banco prenda tutto, che l'intelligenza artificiale e gli algoritmi annichiliscano le nostre vite? In molti modi. Ad esempio, ripensando ad un reddito universale. Dicendo basta alla forza che cancella il diritto. Riorganizzandoci, rimettendo l'uomo al centro, rallentando senza demonizzare il cambiamento, soprattutto guardando in faccia la realtà.

Scommettendo, se non per fede almeno per voglia di serenità, sulla visione di Wolfgang Palaver, l'anti-Thiel. Un Capro espiatorio universale è già passato su questa Terra duemila anni fa ed è morto in croce. Il suo modello non pur diventare "mimetico", nessuno pur trasformare Gesù in un "rivale fascinoso". Lo scontro e la sopraffazione non sono affatto un destino collettivo necessario. E, anche uscendo dalla complicata logica religiosa, dobbiamo sapere che la spinta di Thiel pur essere capovolta. La forza ci dice: saranno pochi eletti a guidarci. Il diritto ci dice: l'uomo è meglio di così ed è in grado di scegliere la pace. Come scrive Celine, a proposito della guerra: questa imbecillità infernale non può durare all'infinito. Anche se Thiel vuole tutto, ed è lì che spinge l'America, noi siamo la mela buona che deve respingere il verme.