mercoledì 25 marzo 2026

da Le Monde Diplomatique-Il Manifesto del 12/03/2026

Cuba, così sola.

di Christophe Ventura


Dopo il Venezuela, Cuba. Donald Trump continua la sua politica aggressiva in America Latina. Vietando a Caracas di rifornire L’Avana di Petrolio, sta ponendo il paese comunista, già scosso da una serie di crisi devastanti, in una situazione economica e sociale insostenibile. Sperando di fargli mordere la polvere.

E’ la fine della rivoluzione cubana? Il presidente statunitense Donald Trump e il suo segretario di Stato Marco Rubio sembrano determinati a ottenere questo esito. In cerca di un nuovo trofeo imperiale, stanno applicando il metodo già sperimentato con successo contro il Venezuela, principale alleato dell’Avana e suo primo sostegno economico degli anni 2000. Per un avversario degli Stati Uniti in America latina, Trump e la sua amministrazione concepiscono  un solo destino: la sottomissione. Ma a questo risultato si può arrivare in due modi diversi. Il primo è quello della negoziazione - con una pistola alla tempia -, che dovrebbe portare a un <<accordo>> alle condizioni statunitensi. Se questa prima opzione si rivelasse impraticabile, si imporrebbe la seconda, come è infine accaduto a Caracas: il ricorso alla forza bruta. E’ quindi Trump che, da solo, stabilisce le regole, detta il ritmo e fischia la fine della partita. L’inquilino della Casa Bianca dispone di una carta vincente: la sua imprevedibilità. In qualsiasi momento può cambiare idea e decidere di colpire. La messa in scena del suo <<imperium>> è ormai ben rodata, quasi ritualizzata. Tramp ha preso l'abitudine di condividere i suoi stati d'animo quotidiani con alcuni giornalisti. Un intervento militare a Cuba? <<Non sarebbe un'operazione molto difficile, come potete immaginare. Ma non penso che sarà necessario>> (16 febbraio 2026).

Dopo il clamoroso rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro, lo scorso 3 gennaio - a coronamento di un intervento militare statunitense tanto massiccio quanto illegale -, Washington ha ordinato a Caracas di interrompere immediatamente le forniture di petrolio a Cuba. Una situazione che questo paese, dipendente dal Venezuela dal punto di vista energetico e colpito da una grave crisi socio-economica seguita alla pandemia di COVID-19, non è in grado di affrontare.

L’amministrazione statunitense ne è consapevole. Cuba si trova quindi intrappolata tra due fuochi. Da un lato, l’accanimento revanscista di un impero intenzionato a lavare l’affronto che l’isola gli ha inflitto resistendogli per sessant’anni e a distruggere tutto quello che simboleggia (l’indipendenza, la rivoluzione, il comunismo). Dall’altro, la propria incapacità di risolvere, dalla fine della guerra fredda, i problemi strutturali imposti dal proprio modello politico ed economico.