mercoledì 25 marzo 2026

da Il Manifesto del 05/03/2026

Carceri, crescono le morti per <<cause da accertare>>.

di Eleonora Martini


Nel 2025 sono morti, per cause varie, 254 detenuti nelle carceri italiane, in aumento rispetto all’anno precedente (246). È un dato, questo, pubblicato ieri in un report dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl), su cui sono tutti d’accordo. Ciò che distingue invece le statistiche ufficiali da quelle elaborate da associazioni indipendenti come Ristretti orizzonti, è il computo dei suicidi e delle morti catalogate come per «altre cause».

Secondo l’ufficio del Gnpl – di cui si attende la Relazione al Parlamento, «pronta», stando alle dichiarazioni dello stesso presidente Turrini Vita, ma ancora non inviata alle Camere dove l’ultima depositata rimane quella redatta da Palma nel 2023 – «nel 2025, il Dap ha registrato un totale di 254 decessi, tra cui 76 suicidi (29,92% sul totale); 125 decessi per cause naturali (49,21%); 50 decessi per cause da accertare (19,69%); 3 decessi accidentali (1,18%)». Nello specifico i morti per «cause da accertare» sono «saliti da 15 del 2024 ai 50 del 2025». In un contesto in cui «la presenza media di persone detenute è passata da 53.758 unità nel 2021 a 62.841 nel 2025, un incremento del 16,9%».

Al contempo, si legge ancora nel documento del Garante, «sono in diminuzione sia i suicidi, passati da 83 nel 2024 ai 76 dello scorso anno, sia i decessi per cause naturali, scesi da 142 a 125». Ed è qui che divergono le tristi contabilità: nel dossier «Morire di carcere», infatti, Ristretti orizzonti conta 80 suicidi nel 2025, e di conseguenza risulta ridotto il numero di persone morte per «cause da accertare». Una locuzione che il Dap tende ad usare sempre più spesso negli ultimi anni, come dimostra lo stesso rendiconto del Gnpl e come stigmatizzato dall’associazione , anche quando il detenuto suicida muore poco tempo dopo, in ambulanza o in ospedale. Secondo la relazione del Garante, invece, la categoria «cause da accertare» è usata solo se c’è «necessità di accertamenti medico-legali approfonditi», o «per l’eventuale pendenza di indagini giudiziarie».

Per quanto riguarda i suicidi, il Gnpl mette in risalto che tra «le 76 persone che si sono tolte la vita, 46 (60,53% del totale) erano state precedentemente coinvolte in altri eventi critici di auto-danno intenzionale (quali: atti autolesionismo, manifestazioni di protesta – sciopero della fame, aggressioni). In 17 casi erano stati rilevati precedenti tentativi di suicidio (21,05%). 8 erano sottoposte a grande sorveglianza al momento del suicidio». Infine, checché ne dica il ministro Nordio, «l’indice medio di sovraffollamento rilevato nei 55 istituti in cui si sono verificati i suicidi si attesta al 151,50%».