Evviva il NO, ma No al trionfalismo…
L’esito delle recenti votazioni tra “Si” e “No” è per molti di noi una bella tappa, una preziosa difesa della Costituzione. Questa vittoria del No ci dice che siamo sulla strada buona, ma ci resta molto cammino per tenere durevole l’unità. Esultiamo dunque con entusiasmo e con gioia. Ma io temo sempre che una vittoria possa diventare e farsi cantare come un trionfo.
Il mio pensiero è che, guardando al futuro, la vittoria si colori e ceda un po' il passo al trionfalismo: sarebbe una brutta illusione.
Guardato l'esito del No con tanta gioia non possiamo dimenticare che esso è una spinta concreta da valorizzare per i molti nodi che ci restano da affrontare.
Usiamo questo bel risultato per una efficace spinta a guardare avanti. L'attuale dirigenza della sinistra e convergenti la merita questa vittoria e non ne farà il centro della sua politica. Le vittorie fanno bene, proprio per questo sono speranzoso che sinistra e convergenti lavorino sul quadro di una politica del lavoro, dell'informazione, della sanità con la stessa intelligenza, convergenza e lungimiranza che ci ha visti all'opera per il no.
Non roviniamo la festa con l’illusione del trionfalismo. Abbiamo ricevuto una spinta ad accendere sempre di più l’intelligenza, la convergenza delle differenze costruttive per lavorare politicamente per la difesa del lavoro, la sanità, la cultura. Così valorizzeremo il No e qualche raggio luminoso per il futuro si aprirà.
Franco Barbero - 25/03/2026