domenica 19 aprile 2026

ANDANDO PER ASINE

 

“C'era un uomo di Beniamino, chiamato Kis - figlio di  Abièl, figlio di Zeròr, figlio di Becoràt, figlio di Afiach, figlio di un Beniaminita -, un prode. Costui aveva un ƒiglio chiamato Saul, alto e bello; non c'era nessuno più bello di lui tra gli Israeliti; superava dalla spalla in su chiunque altro del popolo. Ora le asine di Kis, padre di Saul, si smarrirono e Kis disse al figlio Saul: 'Su, prendi con te uno dei servi e parti subito in cerca delle asine'. I due attraversarono le montagne di Efraim, passarono al paese di Salisa, ma non le trovarono." (1 Sam  9,1-4a).

Il racconto, di cui ho riportato la prima parte, si legge con vivo interesse. Costruito con arte squisita, esso ci fa gustare una sequela di emozioni, ma soprattutto si conclude in modo assolutamente imprevisto.

Ad un certo punto l’interesse del brano si sposta dalle asine smarrite e si concentra sul “destino” di Saul. L’elemento teologico prende il sopravvento ed emerge con freschezza.

 

Una diligente ricerca

Saul parte per cercare le asine del padre e, invece, durante il viaggio egli riceve l’unzione regale da parte di Samuele. Certo, la Bibbia è piena di racconti sorprendenti, ma qui tutto nasce e si svolge in uno scenario pastorale molto consueto. Dio ci viene incontro nella piccola trama del quotidiano, dentro le vicende più “profane” e più “irrilevanti” che si possano immaginare.

Saul, con il suo servo, pensa di andare per asine e, in  quel viaggio, avviene l'incontro che cambierà, la sua vita. Egli sperava semplicemente di poter trovare le asine di suo padre e, invece, trovò chi gli fece “conoscere la volontà di Dio” (1Sam 9,27). Samuele lo  rassicurò: “Quanto alle asíne scomparse tre giorni fa, non devi più preoccupartene: sono state ritrovate” (1Sam 9,20).

 

Succede l'imprevedibile

Ora è necessario preoccuparsi di altro, volgere altrove il cuore: “Irromperà su di te lo Spirito del Signore... e  sarai trasformato in un altro uomo” (1Sam 10,6). Partito alla ricerca di alcune asine, Saul è letteralmente “sconvolto”, trasportato su altre sponde, collocato in un altro orizzonte. Dio lo ha afferrato e ha cambiato corso ai suoi giorni": “Quando si congedò da Samuele, Dio gli trasformò il cuore” (1Sam 10,9).

Può essere successo e può ancora accadere a ciascuno di noi. Tante volte, proprio mentre andavamo per asine, cioè 'immersi nelle nostre faccende quotidiane, Dio ci ha fatto incontrare qualche Samuele, ci ha fatto scoprire orizzonti nuovi di vita. Spesso Dio ci viene incontro dentro le trame più banali del nostro esistere. Beati noi se sappiamo andare oltre la preoccupazione delle asine, se sappiamo “leggere” e ascoltare la “voce” che ci chiama, che ci invita. L'importante è camminare, cercare, essere in viaggio... 

 

FRANCO BARBERO