Tempi di fraternità
Olocausto Palestinese
di Davide Pelanda
Un bel libro, questo di Angela Lano, basato su di un rigoroso apparato documentale
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Angela Lano Olocausto Palestinese
Al Hikma pag.192 - €. 14.00 |
Il titolo del libro richiama esplicitamente l’Olocausto dei Nativi Americani e si collega al saggio “Olocausto americano” dello storico David E, Stannard. L’autrice, Angela, stabilisce un parallelismo forte e provocatorio: sostiene che la Paalestina di oggi a ciò che la cosiddetta “civiltà europea” avviò cinquecento anni fa con lo sterminio dei popoli nativi delle Americhe.
Nel volume vengono denunciati, con grande lucidità e attraverso un’ampia e accurata documentazione, i massacri e quello che l’autrice definisce il genocidio del popolo palestinese. Angela non concede attenuanti ne' adotta mezze misure; il suo è un linguaggio che va diretto al cuore del dramma, capace di colpire il lettore come un pugno nello stomaco. Eppue, pur nella forza delle sue parole, evita la retorica e rimane ancorata ai fatti, così come emergono delle fonti.
Uno degli elementi centrali del libro è proprio il rigoroso apparato documentale: ogni afffermazione è sostenuta da documenti di prima mano, in particolare israeliani, e da numerosi studi e opere di altri studiosi che hanno affrontato il tema. L’autrice insiste sul fatto che le grandi tragedie della storia – ingiustizie, genocidi, pulizie etniche - siano state spesso giustificate in nome di presunte superiorità razziste e suprematiste.
Dalla lettura emerge chiaramente quello che Angela individua come l'obiettivo sotteso al protrarsi di questa violenza: la colonizzazione della Striscia di Gaza e, più in generale, di quell’area del Medio Oriente. Un tema che, riaffiora costantemente e non può essere ignorato.
Il libro propone una riflessione amara e radicale: Gaza viene definita “il capolinea dell’umanità e della legalità internazionale”, simbolo di un fallimento collettivo. Allo stesso tempo, l’autrice ricorda come sulle rovine e sullo sterminio di oltre 60 milioni di indigeni siano sorti quelli che oggi vengono chiamati “Stati democratici”, invitando il lettore a interrogarsi sulle fondamenta storiche e morali del mondo contemporaneo.