mercoledì 22 aprile 2026

 

Tempi di fraternità

Olocausto Palestinese

di Davide Pelanda

 

Un bel libro, questo di Angela Lano, basato su di un rigoroso apparato documentale

 

 

Angela Lano

Olocausto Palestinese

 

Al Hikma

pag.192 - €. 14.00

Il titolo del libro richiama esplicitamente l’Olocausto dei Nativi Americani e si collega al saggio “Olocausto americano” dello  storico David E, Stannard. L’autrice, Angela, stabilisce un parallelismo forte e provocatorio: sostiene che la Paalestina di oggi a ciò che la cosiddetta “civiltà europea” avviò cinquecento anni fa con lo sterminio dei popoli nativi delle Americhe.

Nel volume vengono denunciati, con grande lucidità e attraverso un’ampia e accurata documentazione, i massacri e quello che l’autrice definisce il genocidio del popolo palestinese. Angela non concede attenuanti ne' adotta mezze misure; il suo è un linguaggio che va diretto al cuore del dramma, capace di colpire il lettore come un pugno nello stomaco. Eppue, pur nella forza delle sue parole, evita la retorica e rimane ancorata ai fatti, così come emergono delle fonti.

Uno degli elementi centrali del libro è proprio il rigoroso apparato documentale: ogni afffermazione è sostenuta da documenti di prima mano, in particolare israeliani, e da numerosi studi e opere di altri studiosi che hanno affrontato il tema. L’autrice insiste sul fatto che le grandi tragedie della storia – ingiustizie, genocidi, pulizie etniche - siano state spesso giustificate in nome di presunte superiorità razziste e suprematiste.

Dalla lettura emerge chiaramente quello che Angela individua come l'obiettivo sotteso al protrarsi di questa violenza: la colonizzazione della Striscia di Gaza e, più in generale, di quell’area del Medio Oriente. Un tema che, riaffiora costantemente e non può essere ignorato.

Il libro propone una riflessione amara e radicale: Gaza viene definita “il capolinea dell’umanità e della legalità internazionale”, simbolo di un fallimento collettivo. Allo stesso tempo, l’autrice ricorda come sulle rovine e sullo sterminio di oltre 60 milioni di indigeni siano sorti quelli che oggi vengono chiamati “Stati democratici”, invitando il lettore a interrogarsi sulle fondamenta storiche e morali del mondo contemporaneo.