domenica 10 maggio 2026

da Adista del 04/04/2026

Nessuna giustizia nella chiesa. Prima italiana per il documentario sulle vittime di Rupnik


La storia di una devastante manipolazione mentale sfociata in abusi sessuali, le cui cicatrici trovano la forza di diventare parola liberata, trasformata, che cerca la giustizia anche per le tante, troppe religiose vittime di violenza clericale. La triste constatazione della totale indifferenza della gerarchia per 30anni, della protezione dell’istituzione da parte delle figure ecclesiastiche in posizione di responsabilità, di copertura dei crimini perpetrati da un religioso che la Chiesa si ostina a considerare, nella migliore delle ipotesi, peccati. L’aura di intoccabilità e la totale costante impunità di un abusatore che ha potuto contare sulla sua fama, sull’adorazione dei più alti gradi delle istanze vaticane e sul molto denaro derivante dai proventi della sua attività artistica. Un’arte che, nelle sue immagini umane e divine inquietanti, frutto delle immagini e delle circostanze degli abusi sessuali, rappresenta quella mistificazione teologica utilizzata come strumento di controllo e manipolazione. Tutto questo e molto altro è presente nel film documentario “Nuns  vs. The Vatican” (Religiose contro il Vaticano), frutto della collaborazione tra la regista Lorena Luciano e il produttore e direttore della fotografia Filippo Piscopo, proiettato per la prima volta in Italia, durante il Bifest-Bari International Film&Tv Festival, il 26 marzo.

Il documentario racconta la storia degli abusi sessuali compiuti dall'ex gesuita (ma tuttora prete) Marko Rupnik, osannato teologo e mosaicista sloveno le cui opere luccicano in centinaia di chiese e basiliche del mondo, e lo fa dando la parola alle protagoniste della vicenda, Gloria Branciani e Mirjam Kovac, vittima la prima, per lunghi anni, testimone degli abusi la seconda. Presentato in prima mondiale in Canada, al Toronto International Film Festival (settembre 2025), poi a New York al NY DOC NYC e all’Hampton Doc Fest dove ha ricevuto il Premio per i Diritti Umani (dicembre 2025), è approdato in Europa a marzo al Thessaloniki Doc Film Festival e ha ricevuto una standing ovattino al Ljubljana Doc Film Festival (13 marzo 2026) in Slovenia, ottenendo premi, distribuzione internazionale e ampio apprezzamento da parte della critica.

I due realizzatori del film non sono nuovi alle tematiche sociali e hanno cofondato la casa di produzione Film2 Productions. Lorena Luciano, regista e montatrice, una laurea in Giurisprudenza all’Università di Milano, un’idea di cinema che cerca verità fondendo osservazione cinematica, interviste in prima persona e materiale d’archivio. Filippo Piscopo, analoga formazione giuridica, è filmmaker, produttore e direttore della fotografia: immagini con sensibilità narrativa e rigore visivo.