domenica 31 maggio 2026

da Il Fatto Quotidiano del 08/04/2026

Trump terrorizza il mondo: minaccia la bomba atomica

di Giampiero Calapà


Un’intera civiltà è morta nella notte passata? “Non vorrei, ma è probabile”: con questa frase il presidente degli Stati Uniti che pretendeva il Nobel per la pace, il multimiliardario Donald Trump, ieri ha minacciato l’Iran ricacciando il mondo nell’angoscia dell’arma atomica. Oggi al risveglio il pianeta che gli astronauti di Artemis II stanno continuando a fotografare dallo spazio è già sconvolto dall’ultima follia della terza guerra mondiale a pezzi per mano di Trump oppure sospira di sollievo per il tremendo bluff o, ancora, resta col fiato sospeso per altre ore o giorni.

Ieri la minaccia c’è tutta, mentre le televisioni israeliane trasmettono maratone scandite da tanto di countdown ben in evidenza sullo schermo (l’ora x erano le 2 della notte passata), Trump parla così dell’ultimatum imposto a Teheran: “Un’intera civiltà morirà stanotte, non vorrei ma è probabile”. L’impazzimento totale delle relazioni internazionali, della diplomazia e delle comunicazioni ai popoli prosegue, sempre con Trump, in modo del tutto schizofrenico: “Ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, in cui prevalgono menti diverse, più acute e meno radicalizzate, forse potrebbe accadere qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario”. E, come se non bastasse, il vicepresidente JD Vance, in visita in Ungheria per sostenere l’autocrate Viktor Mihály Orbán alle elezioni locali, rincara la dose: “Dovete sapere che abbiamo strumenti che non abbiamo ancora deciso di usare e che il presidente può decidere di usare e deciderà di usare se l’Iran non cambia condotta”. Eppure passa solo qualche ora e la Casa Bianca si sente in dovere di placare il terrore del mondo in questo modo sui social: “Letteralmente nulla di quanto detto dal vicepresidente implica questo, specie di assoluti buffoni”, riferendosi all’arma atomica.

Ma passa qualche ora e la Casa Bianca corregge ancora se stessa rigettando il mondo nel terrore: “Donald Trump è l’unico che sa cosa farà in Iran”. Film peraltro già visto, quando la guerra chiamata da Washington “Ruggito del leone” è incominciata la stessa tarantella è andata in scena a negoziati in corso e con l’amministrazione Usa che continuava analogamente a ripetere che solo Trump sapeva cosa avrebbe fatto. In serata arriva la notizia che un inviato dell’Onu per la risoluzione della crisi di Hormuz era “in viaggio verso Teheran”. E che il Pakistan chiede due settimane di proroga a Trump. Intanto in Iran le autorità sanitarie della città portuale di Bushehr, sede dell’unica centrale nucleare del Paese, distribuiscono 180 mila compresse di iodio ai residenti in un “piano di preparazione alle emergenze”, secondo un funzionario locale citato da Iran International. E nei paesi del Golfo scatta il coprifuoco. Da Israele – che si coordina con Usa sui possibili scenari – non fa mancare i soliti toni messianici l’altro leader da tempo fuori controllo, il premier Benjamin Netanyahu: “Nello spirito della Pasqua ebraica in arrivo, abbiamo inflitto dieci piaghe all’asse del terrorismo dall’inizio di questa guerra. La prima piaga contro Hamas a Gaza, la seconda contro Hezbollah in Libano, Assad in Siria, la piaga del terrorismo in Giudea e Samaria, gli houthi nello Yemen e altre cinque piaghe contro l’Iran: la piaga contro il nucleare, contro i missili, le infrastrutture del regime, le forze della repressione e la piaga dei primogeniti. E se è vero che il faraone all’epoca anche dopo le dieci piaghe voleva distruggerci, abbiamo visto poi come è andata a finire”. A Washington le deputate della sinistra dem Alexandria Ocasio-cortez e Rashida Tlaib mettono insieme quanti più deputati possibile per invocare il 25° emendamento e per rimuovere con un estremo e velleitario tentativo Trump prima che sia troppo tardi.