mercoledì 27 maggio 2026

da Il Fatto Quotidiano del 19/05/2026

“Il governo resta muto: dei nostri arrestati sappiamo dalle chat”

di Wanda Marra e Ferruccio Sansa


“Preoccupati. Sì, ma orgogliosi”. Parla la madre di un ragazzo (non mettiamo il nome per richiesta degli interessati) imbarcato su Cactus. Risponde al telefono dopo uno squillo. Come tutte le madri, i padri, le sorelle e i fratelli dei volontari italiani sulla Flotilla. Cactus, ieri, è stata una delle prime barche abbordate. Le notizie non arrivano dalla Farnesina, ma dal team legale. Dalle istituzioni niente, nonostante le parole di Antonio Tajani: “Israele rispetti le regole del diritto internazionale. Stiamo seguendo la vicenda con le nostre ambasciate a Tel Aviv e a Cipro. Abbiamo già mandato i nostri messaggi. Chiediamo che i nostri cittadini vengano tutelati e liberati prima possibile”, ha dichiarato il ministro degli Esteri. Secondo fonti accreditate il ministro ha parlato con l’omologo, Gideon Saar. Sono tra 9 (secondo la Farnesina) e 12 gli attivisti italiani intercettati ieri e l’Idf dopo averli riuniti li condurrà nel porto israeliano di Ashdod. Tajani assicura che il governo sta facendo ogni pressione possibile su Israele per la liberazione. Non si capisce a cosa alluda esattamente, se non al fatto che – grazie ai rapporti storici con Israele e al fatto che l’Italia ha lavorato per non sospendere l’accordo Ue con Tel Aviv – una presunta base di trattativa c’è. Di fatto, Giorgia Meloni, anche se stavolta non ha sparato a zero sugli attivisti, si tiene lontana dal dossier. Mentre Guido Crosetto, ministro della Difesa, monitora e lavora. Tra le opzioni in campo ci sarebbe quella di portare gli arrestati a Cipro: ma l’isola non vuole i turchi. Dunque, la strada è difficilmente percorribile. Va ricordato, inoltre, che, a differenza della missione di settembre, la Marina militare non ha mandato una nave. Resta il fatto che le barche sono state intercettate in acque internazionali europee.

“Abbiamo sentito vicina la gente della Flotilla. Abbiamo sentito l’abbraccio della società civile e delle persone che ci conoscono. Ma lo Stato no, ci hanno lasciati soli”, conclude la madre di un volontario. Come la mamma di un altro membro dell’equipaggio di Cactus: “Mettetevi nei nostri panni... siamo due persone anziane, non sappiamo granché usare i social. Abbiamo chiamato la Farnesina per chiedere come stava nostro figlio, ma non hanno saputo dirci niente. ‘Richiamate’, questo ti rispondono. Così mio marito e io siamo qui appesi al cellulare, alla televisione, ai siti”. La donna conclude: “Abbiamo bisogno e il nostro Paese non ci aiuta. Sono sconcertata”. La stessa solitudine della famiglia di un volontario che viaggiava su Last Dream, la sua ultima comunicazione è di ieri alle 16. Da quel momento sua sorella ha cercato in ogni modo di avere informazioni: “Abbiamo contattato chiunque, anche le ambasciate italiane a Tel Aviv e Cipro. La Farnesina? Macché... ‘Stiamo monitorando’, non hanno saputo dirmi altro. Per fortuna c’è la gente della Flotilla”. La giornata passa così: tutta la famiglia di fronte alla tv, pronta a scattare appena suona il telefono. Intanto si scrivono mail, a istituzioni e ambasciate, per chiedere la liberazione. E l’opposizione va all’attacco. Tra i primi a parlare c’è il dem Arturo Scotto, che ha partecipato alla missione di settembre: “I governi europei intervengano ed evitino questo scempio che lede il libero diritto di navigazione”. Mentre Elly Schlein, segretaria Pd, affonda: “Il governo italiano e l’unione europea devono fare ogni pressione per far liberare immediatamente gli attivisti umanitari della Flotilla”. Mentre 49 eurodeputati (Socialisti, Left e Verdi) ieri hanno chiesto al Presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, di garantire protezione per la Flotilla. Tra loro, un terzo sono italiani: Cecilia Strada, Brando Benifei, Annalisa Corrado, Alessandro Zan e Marco Tarquinio per il Pd; Dario Tamburrano, Carolina Morace, Danilo Della Valle e Valentina Palmisano per il M5s e Benedetta Scuderi, Leoluca Orlando, Cristina Guarda, Mimmo Lucano e Ilaria Salis da Avs.

“I nostri figli – conclude la madre di uno dei fermati – sono in mano a un esercito di assassini. Certo che siamo preoccupati. Ma anche orgogliosi”.