martedì 26 maggio 2026

da Il Manifesto del 20/05/2026

Pechino riserva a Putin l’accoglienza <<migliore>>

di Sabato Angieri


L’arrivo di Vladimir Putin in Cina segna un’ulteriore affermazione della centralità di Pechino sullo scacchiere internazionale, ma per i russi è un confronto diretto con gli Usa e un tentativo di realizzare accordi miliardari sul petrolio. L’argomento principale del vertice odierno sarà il gasdotto Power of Siberia 2, che dovrebbe portare il gas russo dall’Altai (Siberia nord-occidentale) al Nord-est della Cina. Si parlerà di Ucraina, di Iran, delle relazioni con Washington, ma la maggior parte degli analisti concorda con il fatto che Putin vorrà portare a casa un risultato concreto.

NON SOLTANTO la «relazione senza limiti» che per il Cremlino è sempre stata un cavallo di battaglia da sventolare come emblema del Nuovo ordine mondiale, ma un passaggio concreto, sottolineato dalla delegazione russa. Oltre a 8 ministri, tra cui il titolare degli Esteri Sergei Lavrov, 5 vice-primi ministri, il consigliere onnipresente Yuri Ushakov e il portavoce Dmitri Peskov, a Pechino sono atterrati con il presidente gli amministratori delegati di Rosneft (petrolio) e Gazprom (gas), Rosatom (nucleare) e Roscosmos (spazio) e la presidente della Banca centrale russa Elvira Nabiullina. Una squadra così si mobilita solo in occasioni importantissime. Alexei Likhachev, il capo di Rosatom, alla vigilia del colloquio con Xi Jinping ha inoltre dichiarato che il suo governo ha preparato «tre memorandum d’intesa da firmare» uno con l’Autorità per l’energia atomica cinese, uno per le attività nel settore della ricerca termonucleare e un terzo sulle attività in «campi di ricerca avanzata e innovativa». Per Ushakov il clou della visita sarà «un colloquio informale con Xi sulle questioni internazionali più urgenti», riferisce l’agenzia russa Tass.

PECHINO non si è sbilanciata, ma l’accoglienza riservata a Putin all’aeroporto ha destato l’attenzione dei commentatori per due aspetti fondamentali: è la più pomposa tra le 25 precedenti ed è stata più scenografica di quella tributata a Donald Trump pochi giorni fa. Sebbene le due cerimonie siano state simili – guardia d’onore e folla con bandierine – Putin è stato accolto da un membro in carica del Politburo cinese, il ministro degli Esteri Wang Yi, mentre Trump dal vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese Han Zheng che, come scrive il New York Times, «Da quando ha lasciato il Comitato permanente del Politburo non ha praticamente alcuna influenza sulla linea politica del Paese». Nel 2017, invece, Trump, era stato accolto da Yang Jiechi, capo della diplomazia cinese e membro del Politburo.

AL CONTRARIO, la presenza del capo della diplomazia per il leader russo era un chiaro segnale di importanza inviato agli ospiti. Molto di più della precedente visita di stato del 2024, quando insieme al tappeto rosso e alla guardia d’onore non c’era stata alcuna cerimonia. Ora invece la passerella sotto le scale dell’aereo divideva due ali di folla di studenti chiamati ad aspettare il capo del Cremlino con bandierine russe e cinesi. Al passaggio di Putin i ragazzi e le ragazze lo hanno applaudito e acclamato. Tali valutazioni non coincidono direttamente con il peso dell’invitato, ma con l’importanza che si vuole assegnargli (e dimostrargli). Che Xi approfitti del ruolo destabilizzatore della Russia in Europa è un fatto, così come lo è l’importanza delle materie prime del gigante eurasiatico. Importanza, non esclusività come invece vorrebbero a Mosca. Il governo russo, infatti, vorrebbe diventare il fornitore unico di idrocarburi di Pechino, ma la Cina tende costantemente a diversificare la sua catena di approvvigionamento, come testimonia il recente accordo con il Turkmenistan.

In concomitanza con la partenza di Putin per la Cina, la Russia ha annunciato l’avvio di tre giorni di esercitazioni nucleari che «coinvolgeranno miglia di soldati in tutto il Paese». Mentre sia Washington, sia Pechino hanno smentito l’indiscrezione del Financial Times secondo la quale durante il loro ultimo colloquio Xi avrebbe detto a Trump che «Putin potrebbe pentirsi di aver invaso l’Ucraina».