da ISPI - Istituto per gli Studi di Politica Internazionale del 12/05/2026
Sanzioni ai coloni Israeliani: il Sì dell’Europa
di Ispi Daily Focus
Accordo politico dei Ventisette, mentre resta l’impasse sulle misure commerciali contro gli insediamenti. Tel Aviv: “decisione arbitraria”.
Superando uno stallo durato anni, l’Unione europea ha raggiunto un accordo per sanzionare alcuni coloni israeliani violenti e organizzazioni estremiste responsabili di abusi, violenze e sfollamento di intere comunità palestinesi in Cisgiordania. L’impasse è stata superata grazie al fatto che il nuovo governo ungherese ha revocato il veto sulle sanzioni, bloccate a più riprese dal precedente primo ministro, Viktor Orban. “Era ora che passassimo dall’impasse alla realizzazione. La violenza e l’estremismo hanno delle conseguenze” ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas. Le identità delle persone e degli enti coinvolti saranno ufficialmente rivelati tra qualche settimana, quando la decisione verrà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Ue ma, secondo il quotidiano israeliano Haaretz, si tratterebbe di Amana, la più grande società di costruzione di insediamenti in Cisgiordania; del movimento di coloni di estrema destra Nachala, e della sua presidente ottantenne, Daniella Weiss; dell’organizzazione per la protezione degli insediamenti Hashomer Yosh, e del suo ex leader Avichai Suissa; e dell’organizzazione di estrema destra Regavim, e del suo direttore, Meir Deutsch. Per i responsabili, è previsto il congelamento dei beni in Europa e il divieto di ingresso in territorio europeo. L’Ue sanzionerà anche alcune figure di spicco di Hamas, ma non i due ministri israeliani, Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich nonostante i due abbiano profondi e comprovati legami con alcune delle organizzazioni sanzionate. La reazione di Tel Aviv non si è fatta attendere: il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha accusato il blocco dei 27 di aver agito “in modo arbitrario e politico”, imponendo sanzioni “senza alcun fondamento” e rivendicando “il diritto del popolo ebraico alla Terra d’Israele”, parole che suonano come una legittimazione esplicita dell’espansione delle colonie illegali. Il ministro della Sicurezza Nazionale Ben-Gvir ha definito le sanzioni “vergognose”, mentre il Consiglio Regionale della Samaria ha accusato l’Ue di dare “vento in poppa al terrorismo”.