venerdì 1 maggio 2026

da Volere la Luna del 20/04/2026

Pedro Sánchez regolarizza 500mila immigrati

di Daniele Zaccaria 


In un’Unione europea sempre più orientata al controllo e alla restrizione dei flussi migratori, la Spagna sceglie una strada diversa, del tutto controcorrente. Il Governo guidato dal socialista Pedro Sánchez ha infatti annunciato un vasto piano di regolarizzazione straordinaria che potrebbe coinvolgere fino a mezzo milione di persone prive di documenti, segnando una delle sanatorie più ambiziose nell’ultimo scorcio di storia europea. La regolarizzazione è stata approvata dal Consiglio dei ministri sotto forma di decreto reale.

A differenza di altri Paesi dell’Ue, Madrid prende atto di una realtà già esistente, ovvero centinaia di migliaia di migranti che vivono, lavorano e contribuiscono quotidianamente alla vita collettiva. «Questa misura è prima di tutto, un atto di normalizzazione», ha scritto Sánchez in una lettera ai cittadini, sottolineando come queste persone facciano ormai parte integrante del tessuto sociale spagnolo. Il piano, che entrerà operativamente in vigore nei prossimi giorni con una prima fase online seguita da procedure in presenza, dovrebbe concludersi entro la fine di giugno. A precisarlo è stata la portavoce del governo, Elma Saiz, che ha delineato un calendario rapido e strutturato, pensato per rendere la procedura accessibile e capillare.

Al di là della dimensione umanitaria, la linea del Governo spagnolo è influenzata anche da ragioni economiche e demografiche: Madrid, quarta economia dell’Eurozona e tra le più dinamiche del momento, deve fare i conti con un progressivo invecchiamento della popolazione. In questo quadro, la regolarizzazione viene presentata come “una necessità”, uno strumento per sostenere il mercato del lavoro e garantire la continuità del sistema produttivo. Non si tratta dunque solo di riconoscere diritti, ma anche di investire in una risorsa già presente.

Allo stesso tempo Sánchez non ignora le criticità e le possibili ricadute politiche di fronte a un’opinione pubblica divisa: «Le migrazioni pongono sfide difficili, ed è irresponsabile negarlo», ha spiegato il premier iberico, insistendo però sulla necessità di una gestione responsabile e giusta del fenomeno. La sua visione si fonda sull’idea che la migrazione possa essere trasformata in prosperità condivisa, se accompagnata da politiche di integrazione efficaci e da un riconoscimento giuridico chiaro, al contrario il proibizionismo non farebbe che alimentare il circolo vizioso dell’illegalità.