mercoledì 13 maggio 2026

Dio unico ed eterno

di don Franco Barbero (…ripreso in “La Bestia che seduce” - 1970)


Signore,

<<Tu conti i passi del mio vagabondare>> (Sal. 56,9);

O Signore, sei stato il nostro rifugio 

di generazione in  generazione.

Prima che venissero alla luce i monti, 

prima che nascesse l'universo, 

da sempre Tu sei l'unico Dio.

Davanti a Te, Signore, mille anni 

sono come il giorno appena trascorso,

equivalgono al turno di una sentinella.

Tu fai tornare l'uomo alla polvere 

e gli dici: <<Figlio di Adamo: torna alla terra!>>.

Li spazzi via come un sogno del mattino,

sono come l’erba che germoglia:

al mattino fiorisce e cresce,

a sera avvizzisce e si affloscia.

Siamo bruciati dal fuoco della Tua ira,

tremiamo di spavento per il Tuo furore.

Tu poni le nostre colpe davanti a Te,

i nostri segreti alla luce del Tuo volto.

I nostri giorni passano nel Tuo sdegno,

i nostri anni fuggono come un sospiro.

La durata della vita è settant'anni, 

i più robusti arrivano ad ottanta; 

ma per lo più sono fatica ed affanno, 

passano presto e noi ci dileguiamo.

Insegnami a contare i nostri giorni, 

perché il nostro cuore diventi sapiente.

Volgiti verso di noi, o Signore.

Fino a quando dovremmo aspettarTi? 

Abbi pietà dei tuoi Servitori.

Riempici del tuo amore fin dal mattino 

e vivremo nella gioia i nostri giorni.

Rendici ora la gioia per lunghi giorni,

quanti furono quelli della nostra afflizione, 

gli anni trascorsi tra mille sventure.

Rivela ai Tuoi servi la Tua opera, 

manifesta ai loro figli la Tua maestà 

e mantieni su di noi il tuo amore.

Rendi fruttuosa la nostra fatica 

e convalida l'operato delle nostre mani (Sal. 90).

Signore, nessun <<diluvio>> fermerà mai la Tua <<benedizione>>… e il Tuo amore non si consuma, non viene meno. Il salmista ci parla della Tua ira e del Tuo furore, ma noi sappiamo che Tu sei un Dio amico e misericordioso, che conosce tutte le strade per venirci incontro.