…E essenziale che il mondo ricco elimini le disuguaglianze
di papa Francesco - ottobre 2021
Secondo sant’Agostino, tutta la perfezione della nostra vita è contenuta nel "discorso della montagna" (Mt 5); e lo dimostra con il fatto che Gesù Cristo include in esso il fine al quale ci conduce, ossia la promessa di felicità. Essere felice è ciò a cui più anela l'essere umano. Pertanto il Signore promette la felicità a quanti desiderano vivere secondo il suo stile ed essere riconosciuti come beati.
Tutta la felicità è inclusa in queste beate parole di Cristo. Ora, sebbene tutti gli esseri umani desiderino la felicità, differiscono nei loro giudizi concreti su di essa: alcuni desiderano questo, altri quello. Oggi ci imbattiamo in un paradigma imperante, molto diffuso dal "pensiero unico", che confonde l'utilità con la felicità, il divertirsi con il vivere bene e pretende di diventare l'unico criterio valido di discernimento. Una forma sottile di colonialismo ideologico. Si tratta d’imporre l’ideologia secondo la quale la felicità consisterebbe solo nell’utile, nelle cose e nei beni, nell'abbondanza di cose, di fama e di denaro. (…)
Possiamo essere molto attaccati al denaro, possedere molte cose, ma alla fine non le porteremo con noi. Ricordo sempre quello che mi ha insegnato mia nonna: "il sudario non ha tasche”.
Oggi vediamo che il mondo non è mai stato tanto ricco, eppure - nonostante tale abbondanza - la povertà e la disuguaglianza persistono e, cosa ancora peggiore, crescono. In questo tempo di opulenza, in cui dovrebbe essere possibile porre fine alla povertà, i poteri del pensiero unico non dicono nulla dei poveri, e neppure degli anziani, degli immigrati, dei nascituri, dei malati gravi. Invisibili per la maggior parte della gente, sono trattati come “scartabili”. E quando li si rende visibili, si è soliti presentarli come un peso indegno per l’erario pubblico. E’ un crimine di lesa umanità il fatto che, a causa di questo paradigma avaro ed egoista predominante, i nostri giovani siano sfruttati dalla nuova crescente schiavitù del traffico di persone, specialmente nel lavoro forzato, nella prostituzione e nella vendita di organi. (…)
Paradossalmente lo spirito di povertà è quel punto di svolta che ci apre il cammino verso la felicità mediante un ribaltamento completo di paradigma. (…)