Gesù cercò, come ciascuno di noi, di capire e di porsi in atteggiamento corretto davanti alle persone e alle situazioni.
Questo scrivere per terra
La sequela di Gesù è una esistenza a tutto rischio. Non esistono risposte prefabbricate e la realtà non è così semplice e lineare come noi a volte desidereremmo. Anche a noi, a ciascuno di noi, piacerebbe trovare l’autostrada del sole e, invece, dobbiamo fare i conti con nebbie spesse e ricorrenti. Anche noi dobbiamo, in sostanza, chinarci a terra e scrivere nella polvere, cioè cercare un sentiero, una risposta. E siamo presi dall’ansia, dall’inquietudine, dall’incertezza. Ci sono momenti in cui dobbiamo fare una pausa, imporci una sosta, per poter tentare un sentiero nuovo o, almeno, cercarlo. Questo riconoscerci poveri anche di soluzioni appartiene alla nostra realtà ed è inutile (e falso) credere di camminare sempre a fronte alta, con il sole in fronte.
Dio non ha «telefonato» a Gesù la risposta «giusta», non gliel’ha suggerita all’orecchio. L’ha aiutato a cercarla.
E spesso ci tocca constatare che le nostre risposte sono proprio scarabocchi sulla polvere, tentativi terra terra. Ma in questa ricerca noi crediamo che il Dio di Gesù e il Dio nostro sia presente. Forse a noi piacerebbe trovare scritte in cielo le risposte che dobbiamo dare in terra, cercando nella polvere.
Signore, mantienici nella fede in Te, nella radicale fiducia in Te, anche quando nella vita il sole sembra oscurarsi e prevalgono le tenebre.
Fa’ che, come Gesù, amiamo questa terra che è lo spazio in cui Tu ci stai accanto per cercare sentieri di fraternità e di gioia.
Franco Barbero, 1990, poi inserito il “La bestia che seduce”.