sabato 6 giugno 2026

da Confronti di maggio 2026

Regno Unito 

Una Comunità Cristiana di Base ha scritto una lettera di solidarietà all’arcivescovo di Canterbury


<<Siamo la Comunità cristiana di base di San Paolo a Roma, parte di gruppi cattolici che, in Italia, propongono una profonda conversione evangelica della Chiesa romana. Noi riteniamo che la decisione della Sua Chiesa di sceglierLa per guidare, come vescova, la diocesi primaziale di Canterbury, sia storicamente e teologicamente ben fondata, anche se altre Chiese La contestano, adducendo motivazioni che, a nostro parere, non sono assolutamente basate sulla Bibbia ma, piuttosto, su radicati, e 

discutibili, presupposti culturali».
«Per questa ragione – continua la lettera – ringraziamo la Church of England per la sua storica decisione che, noi pensiamo, è stata davvero un gesto profetico, ed un Kairos dello Spirito che potrà far riflettere l’intera Ekumene... In un mondo scosso da tremendi conflitti bellici, la Sua nomina alla sede di Canterbury rappresenta davvero un messaggio di pace e di speranza per tutto il pianeta... Siamo sotto lo sguardo misericordioso di Dio, per il quale, come Lei ci ha ricordato nel suo sermon del 25 marzo, citando le parole dell’angelo Gabriele a Maria [Luca, 1, 37], “Niente è impossibile a Dio”». 

Rileva, poi, che l’arcivescova, di fronte alle guerre in atto in Medio Oriente, Ucraina, Sudan e Myanmar, aveva chiesto, sì, «di pregare perché prevalga la pace», subito però aggiungendo: «In un mondo lacerato da conflitti, sofferenze e divisioni, dobbiamo riconoscere il male che esiste molto vicino a casa. Non possiamo non vedere o minimizzare, le sofferenze subite da quanti sono stati feriti da azioni, inerzie e fallimenti delle nostre stesse comunità cristiane». 

E la lettera concludeva: «Lei ha parlato di “una Chiesa che si estende in tutto il mondo, con le nostre Chiese sorelle della Comunione anglicana, come parte della Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica, per dar corpo all’amore di Cristo”. Possa il Signore accompagnarLa nel Suo impegnativo ministero episcopale».