lunedì 1 giugno 2026

DOV’È DIO

Latchou era un uomo molto pio. Ogni giorno, svegliandosi, faceva le abluzioni rituali e, subito dopo, si recava al tempio con il paniere delle sue offerte in mano, per assistere al culto mattutino.

Con fervore pregava: «Signore, vengo a renderti visita a casa tua, senza mancare un solo giorno. Mattino e sera ti porto le offerte; non potresti venire una volta a casa mia?».

Attento a questa preghiera quotidiana, Dio alla fine gli rispose: «Domani io verrò a trovarti».

Quale gioia per Latchou. Lava e rilava tutta la casa. Fa disegnare davanti alla porta di casa con farina e pasta di riso degli ornamenti augurali.

All’alba, appende una ghirlanda di foglie e fiori all’ìngresso. Accende le lampade ad olio a varie luci sul banco che ogni casa indiana possiede. Al centro di ogni disegno splende un bel fiore giallo. Nella sala dei ricevimenti, vassoi di frutta, di biscotti dolci e di fiori sono allineati in abbondanza. Tutto è pronto per ricevere Dio. Latchou, in piedi, è pronto ad accoglierlo.

L’ora del culto mattutino si avvicina. Un ragazzino che passa da quelle parti,vede, attraverso la finestra aperta, i vassoi dei biscotti. Si avvicina: «Nessuno ha tanti biscotti lì dentro, non potresti darmene uno?»

Latchou, furioso per l'audacia del ragazzino, replica: «Vuoi filartene, moccioso, come osi chiedermi ciò che è preparato per Dio?». Ed il ragazzino, spaventato, se ne fugge via.        

La campana del tempio ha suonato; il culto del mattino è finito Latchou pensa: «Dio verrà dopo il culto di mezzogiorno; Aspettiamolo...». Stanco si siede sul banco.

Un mendicante arriva a chiedergli l’elemosina. Latchou lo scaccia con rabbia. Poi lava con cura il posto sporcato dai piedi del mendicante… E passa anche mezzogiorno. Dio non viene all’appuntamento.

Viene la sera, Latchou, molto triste, aspetta sempre la visita promessa... Un pellegrino si presenta all'ora del culto della sera: «Permettimi di riposarmi sul banco e di dormirvi sopra per questa notte».

«Mai al mondo! È il sedile riservato a Dio».

La notte è calata... «Dio non ha mantenutto la sua promessa!», pensa Latchou con delusione.

Il giorno dopo, ritornato al tempio per la preghiera del mattino, il devoto rinnova la sua offerta e scoppia in lacrime: «Signore, non sei venuto da me come avevi promesso. Perche?».

Una voce gli dice allora: «Sono venuto tre volte, ed ogni volta  tu mi hai cacciato» (da Quando è giorno?, pagg. 132-133).

 

Franco Barbero, 1990